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Quando va fatta la revisione auto nel 2026 e cosa rischio se la salto?

Scadenze revisione auto nel 2026, periodicità dei controlli, costi previsti tra Motorizzazione e officine autorizzate e conseguenze sanzionatorie in caso di revisione scaduta o omessa

Quando va fatta la revisione auto nel 2026 e cosa rischio se la salto?
diEzio Notte

Molti automobilisti stanno facendo i conti con scadenze, verifiche e controlli più serrati, e la revisione dell’auto rientra tra le scadenze più delicate: sbagliare anno o mese, o sottovalutare i controlli, espone a sanzioni pesanti e problemi con l’assicurazione. Capire con precisione quando farla nel 2026, quanto costa e cosa comporta circolare con revisione scaduta è essenziale per evitare errori costosi.

Quando fare la revisione auto nel 2026 e ogni quanto si ripete

La periodicità della revisione per le autovetture a uso privato è definita dall’art. 80 del Codice della Strada: la prima revisione va effettuata dopo 4 anni dalla data di prima immatricolazione, poi la scadenza diventa biennale. In pratica, lo schema è “4 anni + 2 anni”: un’auto nuova immatricolata nel 2022 affronterà il primo controllo nel 2026, poi nel 2028, 2030 e così via, sempre entro il mese di immatricolazione indicato sulla carta di circolazione.

Per capire come funziona nel concreto, basta guardare gli esempi ufficiali: un veicolo immatricolato il 10 maggio 2022 deve fare la prima revisione entro il 31 maggio 2026. Lo stesso vale per un’auto immatricolata il 15 maggio 2022, che ha come scadenza sempre il 31 maggio 2026. Se nel 2026 il tuo veicolo compie quattro anni dalla prima immatricolazione, la revisione va programmata entro la fine del mese corrispondente; se è già stato revisionato in passato, devi contare due anni dall’ultima revisione annotata sul libretto, rispettando sempre il mese di scadenza riportato.

Cosa controllano davvero in revisione e quando il veicolo può essere bocciato

I controlli in revisione sono regolati a livello europeo dalla direttiva 2014/45/UE e recepiti in Italia con il D.M. 19 maggio 2017 n. 214, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 195 del 22 agosto 2017. Negli ultimi anni il quadro è stato ulteriormente dettagliato da una circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 2023, che ha precisato i criteri di valutazione delle diverse “carenze”. Questo ha portato a un aumento delle bocciature: i dati ACI indicano che la percentuale di veicoli respinti è passata dal 5,7% di cinque anni fa al 7,1% più recente, segno di controlli più attenti su un parco circolante sempre più anziano.

In sede di revisione vengono verificati elementi fondamentali per la sicurezza e l’ambiente. Tra i principali controlli rientrano:

  • efficienza dell’impianto frenante (freno di servizio e di stazionamento);
  • stato di pneumatici, sospensioni e sterzo;
  • funzionamento di luci, indicatori di direzione e dispositivi di segnalazione;
  • cinture di sicurezza e ancoraggi dei sedili;
  • emissioni inquinanti e rumorosità;
  • integrità della struttura portante e assenza di corrosioni gravi;
  • corrispondenza dei dati identificativi (telaio, targa, documenti).

Il veicolo può essere “bocciato” con esito negativo o “ripetere” quando le carenze superano determinate soglie di gravità. Se, ad esempio, vengono riscontrati freni molto usurati o pneumatici oltre il limite di legge, l’esito non sarà regolare e la circolazione sarà limitata fino alla riparazione e a una nuova verifica. In uno scenario tipico, se la tua auto riceve un esito “ripetere” e continui a usarla senza intervenire, rischi sanzioni più pesanti rispetto alla semplice revisione scaduta, perché circoli con revisione sospesa.

Quanto costa la revisione tra Motorizzazione e officine autorizzate

Il costo della revisione è regolato da norme specifiche e, per ora, non sono entrati in vigore nuovi aumenti rispetto agli importi fissati negli ultimi anni. Presso gli Uffici della Motorizzazione civile la tariffa è stabilita dal D.M. 2 agosto 2007 in 45,00 euro. Nelle officine private autorizzate, invece, il corrispettivo base è di 54,95 euro, a cui si applica l’IVA al 22% e si sommano diritti e bollo, per un costo finale al pubblico di 79,02 euro, come definito dal decreto interministeriale 3 agosto 2021.

Le associazioni di categoria hanno ipotizzato un possibile adeguamento della tariffa ferma a 79,02 euro dal 2021, con un intervallo di aumento tra il 10 e il 20%, ma si tratta di stime di settore e non di importi già in vigore. Per l’automobilista, la scelta tra Motorizzazione e officina autorizzata dipende soprattutto da disponibilità di appuntamenti e comodità logistica: la Motorizzazione può richiedere tempi di prenotazione più lunghi, mentre l’officina sotto casa spesso consente di fissare la revisione in pochi giorni, a fronte di un costo leggermente superiore ma già noto e standardizzato.

Revisione scaduta: multe, fermo e problemi con assicurazione

Circolare con revisione omessa o scaduta comporta una sanzione amministrativa prevista dall’art. 80, comma 14, del Codice della Strada, con un importo che va da un minimo di 173 euro a un massimo di 694 euro. In caso di reiterazione della violazione, oltre alla nuova multa può essere disposto il fermo amministrativo del veicolo per 90 giorni, con divieto assoluto di circolazione per l’intero periodo. Se la revisione è stata effettuata ma l’esito è “ripetere” e si continua a circolare come se fosse regolare, alcune interpretazioni segnalano il rischio di sanzioni ancora più elevate, fino a 1.734 euro, perché il veicolo è considerato con revisione sospesa.

Le conseguenze non si fermano alla multa: in caso di incidente con revisione scaduta o sospesa, l’assicurazione RCA resta obbligata a risarcire i terzi danneggiati, ma può valutare un’azione di rivalsa nei confronti dell’assicurato se dimostra che il sinistro è stato favorito dalle condizioni non a norma del veicolo (ad esempio freni in pessimo stato). Se ti accorgi che la revisione è scaduta da pochi giorni, la priorità è non usare l’auto se non per recarti direttamente al centro revisioni con appuntamento fissato; se invece la scadenza è superata da mesi, è prudente organizzare il trasporto del veicolo su carro attrezzi per evitare ulteriori contestazioni in caso di controllo su strada.