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Quante persone possono salire in auto e cosa si rischia in troppi?

Spiegazione dei limiti sui passeggeri in auto, delle responsabilità legali e delle conseguenze per guida in stato di ebbrezza e assicurazione

Quante persone possono salire in auto e cosa si rischia in troppi?
diEzio Notte

In sintesi. Spiegazione dei limiti sui passeggeri in auto, delle responsabilità legali e delle conseguenze per guida in stato di ebbrezza e assicurazione

  • Senago, auto con 9 ragazzi nel canale: dinamica dell’incidente e prime responsabilità
  • Quante persone possono viaggiare in auto: regole su posti omologati e cosa rischia chi sgarra
  • Guida in stato di ebbrezza e omicidio stradale: pene, aggravanti e cosa succede all’assicurazione

Un’auto con nove ragazzi stipati a bordo è finita nel canale Villoresi a Senago: tre diciassettenni sono morti, il 19enne alla guida è indagato per omicidio stradale aggravato e positivo all’alcol test. Episodi così mostrano quanto siano sottovalutate le regole su numero di passeggeri, alcol e responsabilità. Capire cosa prevede il Codice della strada aiuta a evitare errori gravissimi, soprattutto nelle uscite serali dei più giovani.

Senago, auto con 9 ragazzi nel canale: dinamica dell’incidente e prime responsabilità

L’incidente di Senago è diventato simbolo di ciò che succede quando si sommano più condotte rischiose: troppi passeggeri, guida notturna, possibile velocità non adeguata e alcol. Una normale serata tra amici si è trasformata in una tragedia con tre vittime minorenni, feriti e un giovane conducente che ora deve rispondere di accuse pesantissime, con la prospettiva concreta del carcere e di conseguenze economiche di lunga durata. Il punto chiave è che molte di queste variabili erano sotto il controllo dei ragazzi e degli adulti di riferimento.

Dopo uno schianto di questo tipo, l’attenzione non si concentra solo sul conducente. Le verifiche degli inquirenti cercano di capire chi ha messo l’auto a disposizione, se c’erano limiti imposti ai neopatentati, se i genitori conoscevano le abitudini del figlio, se l’auto era regolarmente assicurata e revisionata. Se immaginiamo una famiglia che presta l’auto al figlio neopatentato per una serata, senza informarsi con chi uscirà né come si sposterà, il rischio è di ritrovarsi coinvolti, anche sul piano civile, in un evento che comporta richieste risarcitorie altissime.

Quante persone possono viaggiare in auto: regole su posti omologati e cosa rischia chi sgarra

Il numero massimo di persone che possono salire in auto è fissato dalla carta di circolazione: il dato dei “posti omologati” non è un consiglio ma un limite legale. Se un’auto è omologata per cinque persone, significa conducente compreso: il sesto passeggero è fuori legge, anche se “è solo per pochi chilometri” o “si stringe in braccio a qualcuno sul sedile posteriore”. Legare correttamente le cinture è impossibile se si viaggia in più di quanti previsti, e questo aumenta in modo drastico la gravità delle lesioni in caso di urto o uscita di strada.

Viaggiare con l’auto sovraccarica non comporta solo la multa per il conducente. In caso di controllo, chi guida rischia sanzioni amministrative e la possibile decurtazione di punti, mentre il proprietario del veicolo può essere ritenuto corresponsabile se ha consentito o tollerato il sovraccarico. Se poi avviene un incidente grave con feriti o morti, il fatto che l’auto fosse occupata oltre il consentito diventa un elemento che aggrava la posizione di chi era al volante. Se, per esempio, due passeggeri abusivi vengono sbalzati fuori e riportano lesioni gravissime, il giudice potrà valutare che proprio il sovraccarico e la mancanza di cinture hanno contribuito in modo determinante al danno.

Meno intuitivo, ma decisivo, è l’effetto sull’assicurazione. Le compagnie in genere sono tenute a risarcire i terzi danneggiati, ma possono rivalersi sul responsabile quando emergono violazioni gravi delle condizioni di circolazione. Viaggiare in nove su un’auto omologata per cinque è una violazione oggettiva, che può indurre l’assicuratore a chiedere al conducente (e talvolta al proprietario) di restituire parte di quanto pagato alle vittime. In uno scenario estremo, un giovane con un lavoro precario o inesistente potrebbe ritrovarsi per anni con una trattenuta sullo stipendio a causa di un incidente fatto “per scherzo” con gli amici, sottovalutando completamente il limite dei posti.

Guida in stato di ebbrezza e omicidio stradale: pene, aggravanti e cosa succede all’assicurazione

Chi si mette al volante dopo aver bevuto non rischia solo una sanzione amministrativa: il tasso alcolemico misurato con l’etilometro determina il passaggio dalla semplice multa al reato penale. Le soglie di legge prevedono più fasce: per valori bassi si applicano sanzioni pecuniarie e sospensione della patente, ma superati determinati limiti entrano in gioco la denuncia, il rischio di arresto, la confisca del veicolo e la revoca della patente. Per i neopatentati e i conducenti professionali, inoltre, la tolleranza è ancora più bassa, e basta poco alcol per finire fuori norma.

Quando alla guida in stato di ebbrezza si aggiunge un incidente con vittime, si parla di omicidio stradale. In questi casi la pena base viene fortemente aumentata se il conducente ha un tasso alcolemico elevato o ha assunto sostanze stupefacenti, se procede a velocità eccessiva o contromano, se fugge dopo l’incidente o se si tratta di un neopatentato. Questo significa che un 19enne positivo all’alcol test coinvolto nella morte di più persone rischia anni di carcere, la revoca prolungata o definitiva della patente, l’impossibilità di tornare a guidare in tempi brevi e l’obbligo di risarcire danni che possono ammontare a cifre molto elevate.

Sul piano assicurativo, l’alcol è uno spartiacque. Le polizze prevedono spesso clausole che escludono o limitano la copertura quando il conducente è in stato di ebbrezza o sotto effetto di droghe. Nella pratica questo si traduce in due effetti: le vittime vengono comunque risarcite, ma la compagnia può chiedere al responsabile di rimborsare quanto pagato, e può rifiutare di coprire i danni propri del conducente. Se pensiamo a un incidente con tre decessi e più feriti gravi, il totale dei risarcimenti può superare di molto le capacità economiche di una famiglia media, finendo per pesare a lungo sulla vita futura del giovane e dei suoi genitori.