Quanti punti si perdono per guida pericolosa?
Patente a punti: decurtazioni e sanzioni per guida pericolosa secondo il Codice della Strada (art. 126-bis). Neopatentati, limiti, recupero punti e revisione.
Quando si parla di “guida pericolosa” molti automobilisti pensano a una singola violazione del Codice della Strada. In realtà non esiste un reato o un illecito amministrativo chiamato precisamente così: è un’espressione generica che racchiude una serie di comportamenti rischiosi al volante (eccesso di velocità, sorpassi azzardati, uso del cellulare, guida in stato di ebbrezza, mancato rispetto dei semafori, ecc.). La domanda “quanti punti si perdono per guida pericolosa?” ha quindi una risposta: dipende dall’infrazione concreta commessa. In questa guida pratica spieghiamo come funziona la patente a punti, quali condotte sono considerate pericolose, quali sanzioni e quante decurtazioni comportano, come si recuperano i punti e quali norme del Codice della Strada regolano la materia.
Come funziona la decurtazione dei punti patente
In Italia la patente a punti è disciplinata dall’art. 126-bis del Codice della Strada. Ogni titolare di patente parte con un “plafond” di 20 punti; ad ogni violazione che lo prevede, viene sottratto un certo numero di punti stabilito dalla legge per quella specifica condotta. Il sistema è pensato come strumento di prevenzione: chi guida in modo corretto può maturare un bonus e arrivare fino a un massimo di 30 punti, mentre chi commette infrazioni vede ridursi il proprio saldo. Se i punti si azzerano, scatta la revisione della patente, con obbligo di sostenere nuovi esami. Il meccanismo è amministrato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
La decurtazione colpisce il conducente che ha materialmente commesso l’infrazione. Se il veicolo non è stato fermato e l’accertamento arriva al proprietario, questi deve comunicare all’autorità i dati del guidatore responsabile entro i termini di legge; in difetto, sono previste sanzioni. La falsa convinzione che, senza identificazione del conducente, i punti “non si perdano” è stata smentita in più sedi: l’obbligo di collaborare all’identificazione resta, e aggirarlo non evita le conseguenze sulla patente.
È importante sapere che esistono dei limiti alla decurtazione: per singola violazione non si possono sottrarre più di 15 punti, anche in caso di cumulo di addebiti contestuali, salvo le ipotesi in cui la normativa preveda sanzioni accessorie più gravi (come la sospensione o la revoca). Inoltre, per i neopatentati (nei primi tre anni dal conseguimento) la legge prevede il raddoppio dei punti da decurtare per molte violazioni, sempre entro il tetto di 15 punti per volta. Questo meccanismo ha un’evidente finalità educativa e di prevenzione del rischio.
Il saldo punti è aggiornato automaticamente e può essere consultato attraverso canali ufficiali messi a disposizione dall’amministrazione (ad esempio i servizi del Ministero e del Portale dell’Automobilista). A seconda della soglia residua, l’autorità può inviare comunicazioni informative e raccomandazioni a frequentare corsi di recupero. È utile monitorare periodicamente la propria situazione, soprattutto se si percorrono molti chilometri o si è conducenti professionali, per programmare per tempo il recupero punti ed evitare di arrivare a zero, situazione che comporta l’inevitabile revisione della patente con esami.

Infrazioni che portano alla guida pericolosa
La cosiddetta “guida pericolosa” comprende una varietà di condotte che aumentano significativamente il rischio per sé e per gli altri. In termini di decurtazione punti, non c’è un valore unico: ogni violazione ha un suo “peso” in punti stabilito dall’allegato al Codice della Strada. A titolo esemplificativo, il passaggio con semaforo rosso, i sorpassi vietati in condizioni critiche, le manovre azzardate in autostrada (inversioni, retromarcia, attraversamento dello spartitraffico), la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti rientrano tra i comportamenti più gravi e possono costare fino a 10 punti. Altre infrazioni, come il superamento moderato dei limiti di velocità, comportano perdite minori.
Un capitolo a sé riguarda l’uso dello smartphone alla guida (art. 173 C.d.S.). La distrazione è una delle principali cause di incidenti e la normativa prevede sia sanzioni pecuniarie sia decurtazioni di punti. In particolare, l’uso di dispositivi che impegnano le mani o la vista del conducente comporta una perdita di punti significativa e, in caso di recidiva entro due anni, può scattare anche la sospensione della patente. È quindi scorretto parlare di “ritiro automatico” al primo episodio: l’ordinamento distingue tra prima violazione e recidiva.
L’eccesso di velocità (art. 142 C.d.S.) è fra le condotte più frequenti. La decurtazione varia in base allo scarto rispetto al limite: per superamenti contenuti si applicano pochi punti, mentre per scostamenti rilevanti scattano più punti, sanzioni pecuniarie più elevate e, oltre certe soglie, la sospensione della patente. Indicativamente, superare il limite di oltre 40 km/h comporta una decurtazione consistente, che diventa massima oltre i 60 km/h. La logica è proporzionale: maggiore è l’energia in gioco, maggiore è il rischio e più severa è la risposta sanzionatoria prevista dal Codice.
Tra le altre condotte tipicamente “pericolose” il Codice della Strada individua: i sorpassi vietati o pericolosi (art. 148), la mancata precedenza e il mancato rispetto dei semafori (art. 145 e 146), l’inosservanza della distanza di sicurezza, le manovre vietate in autostrada (art. 176), la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti (art. 186 e 187). Le ultime due categorie sono tra le più gravi e prevedono, oltre ai punti, sanzioni molto pesanti di tipo amministrativo e, per alcune soglie, anche penale. Per orientarsi, ecco uno schema indicativo.
| Infrazione | Rischio per la sicurezza | Decurtazione punti (indicativa) |
| Eccesso di velocità oltre 40/60 km/h | Spazi d’arresto aumentati, incidenti gravi | 6–10 punti |
| Passaggio con semaforo rosso | Collisioni a incrocio, rischio pedoni | Circa 6 punti |
| Sorpasso vietato o pericoloso | Urti frontali, perdita di controllo | Fino a 10 punti |
| Uso di smartphone alla guida | Distrazione, tamponamenti, sbandamenti | Decurtazione significativa; sospensione se recidiva |
| Guida in stato di ebbrezza / droghe | Tempi di reazione alterati, alta lesività | Fino a 10 punti, anche profili penali |
Conseguenze della guida pericolosa
Le conseguenze non si fermano alla perdita di punti. La maggior parte delle condotte che rientrano nella “guida pericolosa” comporta anche sanzioni pecuniarie, la possibile sospensione della patente e, nei casi più gravi o per recidiva, la revoca. Per esempio, un eccesso di velocità di rilevante entità o un sorpasso azzardato in condizioni vietate può determinare la sospensione; l’uso del telefono al volante, se ripetuto entro due anni, comporta la sospensione per un periodo determinato; la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti ha un regime sanzionatorio ancora più severo, con profili penali al superamento di determinate soglie indicate dal Codice.
Dal punto di vista assicurativo, le condotte pericolose possono avere impatti sul premio RC auto attraverso il sistema bonus-malus, specie se l’infrazione ha causato un sinistro con responsabilità. Inoltre, la sospensione o la revoca della patente incidono sulla vita quotidiana e lavorativa, con costi indiretti non trascurabili. In caso di incidenti con danni a persone, oltre alla responsabilità civile, entrano in gioco le fattispecie di omicidio stradale e lesioni personali stradali introdotte dalla legge 41/2016 nel codice penale: in questi casi le sanzioni accessorie sulla patente sono particolarmente gravose e i punti sottratti diventano un aspetto secondario rispetto al quadro complessivo.
Per i neopatentati la severità è maggiore: oltre al raddoppio della decurtazione punti per molte violazioni, vigono limiti più stringenti su potenza e massa dei veicoli e, soprattutto, tolleranza zero per l’alcol alla guida nelle prime fasi (art. 186-bis C.d.S.). Anche i conducenti professionali, per effetto delle responsabilità connesse al trasporto di persone o merci, sono soggetti a regimi di controllo e formazione specifici; per loro i corsi di recupero consentono in genere di riottenere più punti rispetto alle patenti private, proprio per garantire standard elevati di sicurezza.
- Velocità eccessiva oltre le soglie più alte: possibile sospensione della patente e decurtazioni elevate.
- Manovre vietate in autostrada (retromarcia, inversione, attraversamento spartitraffico): sanzioni severe e decurtazione massima.
- Guida in stato di ebbrezza o droghe: sanzioni penali, sospensione lunga e, in caso di recidiva grave, anche revoca.
- Recidiva nell’uso del cellulare entro due anni: sospensione della patente oltre alla decurtazione.
Queste misure sono finalizzate a prevenire comportamenti ad alto rischio e a dissuadere la recidiva, coerentemente con gli obiettivi di sicurezza stradale perseguiti dal legislatore.
Recupero punti: come funziona
Se il saldo si assottiglia, è possibile recuperare punti frequentando specifici corsi presso autoscuole o centri autorizzati. Per le patenti private (categorie A e B) i corsi consentono tipicamente di recuperare fino a 6 punti; per le patenti professionali (categorie C, D ed equipollenti) il recupero può arrivare fino a 9 punti, proprio in ragione delle esigenze lavorative e delle maggiori percorrenze. Al termine del corso, l’ente invia gli esiti all’amministrazione competente e l’aggiornamento del saldo avviene in modo automatico. È buona prassi iscriversi quando si scende a un livello di guardia, senza aspettare di arrivare a zero.
La durata dei percorsi è predefinita e comprende lezioni teoriche su normative, sicurezza, tecniche di guida e prevenzione del rischio. In linea generale, i corsi per A/B sono più brevi, mentre quelli per conducenti professionali sono più articolati. Le assenze sono di solito ammesse entro limiti ristretti e recuperabili; superati tali limiti, potrebbe essere necessario ripetere l’intero percorso. La frequenza è attestata da un certificato finale, requisito indispensabile per l’aggiornamento dei punti presso i sistemi informativi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Oltre ai corsi, il Codice della Strada prevede un bonus di buona condotta: in assenza di infrazioni che comportino decurtazioni, maturano periodicamente 2 punti premio, fino a raggiungere il tetto massimo di 30 punti. Per i neopatentati sono previsti incentivi ulteriori nei primi anni, proprio per rafforzare gli stili di guida prudenti. Questo meccanismo premiale funziona come bilanciere del sistema: chi guida bene “ricarica” naturalmente il proprio saldo, chi accumula infrazioni deve investire in formazione per recuperare.
Attenzione: se si arriva a zero punti, non è più possibile recuperare con i corsi. L’autorità dispone la revisione della patente, che comporta il superamento di prove teoriche e pratiche per dimostrare l’idoneità alla guida. Fino all’esito favorevole, la circolazione non è consentita. Per questo conviene muoversi d’anticipo: monitorare il saldo, valutare i corsi quando i punti residui diventano pochi e mantenere una guida prudente. Di seguito uno schema riassuntivo utile per orientarsi.
| Situazione | Azioni possibili | Punti recuperabili |
| Patente A/B con saldo ridotto | Corso presso autoscuola/centro autorizzato | Fino a 6 punti |
| Patente C/D o conducenti professionali | Corso specifico per categorie superiori | Fino a 9 punti |
| Nessuna infrazione per un periodo prolungato | Maturazione automatica di punti premio | Fino al tetto di 30 punti |
| Saldo pari a zero | Revisione con esami teorici e pratici | — |
Normativa vigente: cosa dice il Codice della Strada
La cornice giuridica della patente a punti e delle condotte “pericolose” si trova in vari articoli del Codice della Strada e relativi regolamenti. Il perno è l’art. 126-bis, che istituisce la patente a punti, stabilisce i criteri di decurtazione, il tetto massimo di 30 punti, i meccanismi di recupero e la revisione a saldo zero. Le condotte più rilevanti sono disciplinate, tra gli altri, dall’art. 142 (limiti e violazioni di velocità), dall’art. 146 (segnali e semafori), dall’art. 148 (sorpasso), dall’art. 173 (uso di apparecchi durante la guida), dall’art. 176 (comportamenti in autostrada e strade extraurbane principali), dagli artt. 186, 186-bis e 187 (alcol e sostanze stupefacenti). Le tabelle allegate al Codice indicano, per ciascuna violazione, la decurtazione prevista.
Alcune disposizioni introducono regimi speciali: l’art. 186-bis prevede limiti e sanzioni specifiche per neopatentati e conducenti professionali, con maggiore severità per la guida in stato di ebbrezza; l’art. 176 inasprisce le sanzioni per manovre vietate in autostrada (retromarcia, inversione, attraversamento dello spartitraffico), considerate ad altissimo rischio; l’art. 148 disciplina con dettaglio i casi di sorpasso vietato o pericoloso. La logica generale del legislatore è incrementare la deterrenza per i comportamenti ad elevata lesività, combinando decurtazione punti, sanzioni pecuniarie e, quando necessario, sospensione o revoca della patente.
È bene distinguere tra norme vigenti e proposte di riforma. Il tema della sicurezza stradale è oggetto di costante attenzione da parte delle istituzioni; di tanto in tanto emergono proposte di inasprimento sanzionatorio (ad esempio per l’uso del cellulare o per certe soglie di velocità). Finché eventuali modifiche non sono approvate e pubblicate in Gazzetta Ufficiale, restano inapplicabili: per orientarsi è opportuno consultare i testi del Codice della Strada aggiornati e le comunicazioni ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti o della Polizia di Stato.
In sintesi, alla domanda “quanti punti si perdono per guida pericolosa?” la risposta corretta è: dipende dall’infrazione. I comportamenti più rischiosi possono costare fino a 10 punti per singolo episodio (entro il limite di 15), con raddoppio per neopatentati in molti casi e con sanzioni accessorie anche gravi. La prevenzione resta la strategia più efficace: rispettare limiti e segnali, evitare distrazioni, non mettersi alla guida in condizioni psicofisiche alterate. Se il saldo punti scende, i corsi di recupero e i bonus per buona condotta offrono strumenti concreti per rientrare in sicurezza e mantenere nel tempo abitudini di guida responsabili.
Questo articolo è stato redatto dalla nostra Redazione sulla base degli ultimi aggiornamenti del Codice della Strada.