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Quanti punti tolgono per l’uso del cellulare alla guida?

Punti patente, multe e sospensione per l’uso del cellulare alla guida secondo il Codice della Strada italiano

Quanti punti tolgono per l'uso del cellulare alla guida?
Credits: Vitaly Gariev | Unsplash

L’uso del cellulare alla guida è una delle violazioni più frequenti e pericolose sulle strade italiane. Il Codice della Strada disciplina in modo specifico questa condotta, prevedendo sia la decurtazione di punti dalla patente sia sanzioni economiche e, nei casi più gravi o reiterati, la sospensione del titolo di guida. Con le ultime modifiche normative, il quadro sanzionatorio è stato irrigidito, soprattutto in caso di recidiva nel biennio, con l’obiettivo di ridurre le distrazioni al volante e aumentare la sicurezza stradale.

Punti decurtati per uso del cellulare

La prima informazione pratica da chiarire è quanti punti vengono tolti dalla patente se si utilizza il cellulare durante la guida. La disciplina vigente prevede che, alla prima violazione accertata dell’obbligo di non usare smartphone o apparecchi analoghi durante la marcia, vengano decurtati 5 punti dalla patente di guida. La decurtazione scatta quando il conducente viene sorpreso a telefonare tenendo il dispositivo in mano, a scrivere messaggi, a consultare app o comunque a interagire con lo schermo in modo tale da distogliere l’attenzione dalla strada. Non è quindi solo la telefonata tradizionale a rilevare, ma in generale l’uso manuale del dispositivo durante la marcia.

La normativa distingue in modo netto tra l’uso del cellulare con le mani e l’impiego di sistemi che consentono di mantenere entrambe le mani sul volante, come il vivavoce integrato o supporti fissi che non richiedono di tenere il telefono. La ratio è quella di limitare al massimo le distrazioni visive, manuali e cognitive. La decurtazione di 5 punti alla prima violazione si inserisce nel sistema della patente a punti, che parte da un monte di 20 punti per i conducenti ordinari e prevede la perdita progressiva del punteggio in caso di infrazioni, fino ad arrivare, nei casi estremi, all’azzeramento e all’obbligo di revisione della patente.

Un aspetto rilevante è che la decurtazione dei punti è personale e colpisce il titolare della patente che ha commesso l’infrazione. Se il conducente non viene identificato, la sanzione pecuniaria può essere notificata al proprietario del veicolo, ma la perdita di punti richiede l’individuazione del soggetto che era effettivamente alla guida. In caso di contestazione immediata, l’organo accertatore procede direttamente all’annotazione della violazione ai fini della decurtazione; in caso di contestazione differita, il proprietario è tenuto a comunicare i dati del conducente, pena ulteriori sanzioni amministrative.

Il quadro cambia in modo significativo in caso di recidiva nel biennio, cioè se il conducente commette una seconda violazione della stessa norma sull’uso del cellulare alla guida entro due anni dalla prima. In questo caso, la decurtazione sale a 10 punti, raddoppiando l’impatto sul punteggio residuo. Ciò significa che due violazioni nel giro di due anni possono comportare la perdita complessiva di 15 punti, avvicinando il conducente alla soglia critica che può portare alla revisione della patente. Per un inquadramento puntuale delle previsioni dell’articolo 173 del Codice della Strada, è possibile consultare la scheda dedicata sul sito dell’Automobile Club d’Italia relativa all’uso di apparecchi durante la guida.

Sanzioni economiche

Accanto alla decurtazione dei punti, l’uso del cellulare alla guida comporta una sanzione amministrativa pecuniaria di importo non trascurabile. Per la prima violazione, l’intervallo previsto dal Codice della Strada è compreso, in linea generale, tra 250 e 1.000 euro. L’importo concreto viene determinato dall’organo accertatore in base ai criteri ordinari previsti per le sanzioni amministrative, tenendo conto, tra l’altro, della gravità della condotta, delle circostanze del fatto e dell’eventuale concorso con altre violazioni (ad esempio eccesso di velocità o mancato uso delle cinture). Rimane applicabile anche la disciplina generale sul pagamento in misura ridotta entro i termini previsti, che consente in alcuni casi una riduzione dell’importo.

La fascia sanzionatoria è stata oggetto di aggiornamento nell’ambito delle più recenti riforme del Codice della Strada, con l’obiettivo di rendere più dissuasivo il divieto di utilizzo del cellulare durante la marcia. L’uso del telefono è infatti considerato una delle principali cause di distrazione, al pari della guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze, e può incidere in modo determinante sulla capacità di reazione del conducente. L’inasprimento delle sanzioni economiche si inserisce in una strategia più ampia di prevenzione, che comprende anche campagne informative e controlli mirati da parte delle forze dell’ordine.

In caso di recidiva nel biennio, cioè quando il conducente commette una nuova violazione della stessa norma entro due anni dalla precedente, la sanzione pecuniaria viene ulteriormente aumentata. Le sintesi ufficiali e para-ufficiali della riforma indicano un intervallo che può arrivare, per la seconda violazione, fino a circa 1.400 euro, con una soglia minima più elevata rispetto alla prima contestazione (ad esempio 350 euro). Questo meccanismo progressivo mira a colpire in modo più incisivo i comportamenti reiterati, ritenuti particolarmente pericolosi perché indicativi di una scarsa propensione al rispetto delle regole.

È importante sottolineare che le sanzioni economiche per l’uso del cellulare alla guida possono cumularsi con altre sanzioni previste dal Codice della Strada, qualora la condotta del conducente integri più violazioni contemporaneamente. Ad esempio, se l’uso del telefono determina un mancato rispetto della segnaletica, un attraversamento con semaforo rosso o un tamponamento, alle sanzioni specifiche per il cellulare si aggiungeranno quelle relative alle ulteriori infrazioni. Inoltre, in caso di incidente con feriti, l’uso del cellulare può assumere rilievo anche in sede civile e penale, incidendo sulla valutazione della responsabilità e sul risarcimento dei danni.

Recidiva e provvedimenti

La nozione di recidiva nel biennio è centrale per comprendere l’inasprimento delle conseguenze legate all’uso del cellulare alla guida. Si parla di recidiva quando il conducente commette una seconda violazione della stessa disposizione del Codice della Strada entro due anni dalla data della prima infrazione divenuta definitiva. In questo caso, oltre all’aumento della sanzione pecuniaria e alla decurtazione di 10 punti, entra in gioco anche la sospensione della patente di guida, che rappresenta un provvedimento particolarmente incisivo sul piano personale e professionale.

La disciplina aggiornata dell’articolo 173 del Codice della Strada prevede, in linea generale, che la violazione del divieto di usare smartphone e apparecchi analoghi durante la marcia possa comportare la sospensione della patente da 15 giorni a 2 mesi già alla prima violazione, con un’estensione del periodo di sospensione da 1 a 3 mesi in caso di recidiva nel biennio. La durata concreta della sospensione viene determinata dall’autorità competente, tenendo conto della gravità del fatto, del comportamento complessivo del conducente e dell’eventuale presenza di altre infrazioni contestate nello stesso episodio.

Le sintesi della riforma del Codice della Strada evidenziano inoltre che, in caso di recidiva, la sospensione può essere applicata in modo particolarmente rigoroso quando il conducente ha già un punteggio residuo basso sulla patente. In alcune ricostruzioni emerge il riferimento a una “sospensione breve automatica” se il conducente ha meno di 20 punti, a conferma del fatto che il legislatore intende colpire con maggiore severità chi, pur avendo già subito decurtazioni, continua a utilizzare il cellulare alla guida. Per un quadro di dettaglio sulle novità introdotte dalla riforma, è utile consultare anche le schede di sintesi pubblicate da enti come Assolombarda in materia di modifiche al Codice della Strada.

La recidiva ha effetti rilevanti anche sul piano della patente a punti. Come visto, la seconda violazione nel biennio comporta la decurtazione di 10 punti, che si sommano ai 5 punti persi con la prima infrazione. Un conducente che parta da 20 punti e commetta due violazioni in due anni può quindi ritrovarsi con soli 5 punti residui, entrando in una fascia di rischio elevato. In caso di ulteriori infrazioni che comportino nuove decurtazioni, si può arrivare all’azzeramento del punteggio, con conseguente obbligo di revisione della patente tramite esame teorico e pratico. Questo meccanismo rende evidente come l’uso reiterato del cellulare alla guida non sia una “semplice” multa, ma un comportamento che può incidere in profondità sulla possibilità stessa di continuare a guidare.

Alternative sicure per telefonare alla guida

La normativa non vieta in assoluto ogni forma di comunicazione telefonica durante la guida, ma colpisce l’uso del cellulare che comporta distrazione manuale e visiva. Per questo motivo, una delle principali alternative sicure è rappresentata dai sistemi vivavoce, integrati nel veicolo o collegati tramite Bluetooth allo smartphone. Questi dispositivi consentono di effettuare e ricevere chiamate mantenendo entrambe le mani sul volante e lo sguardo sulla strada, riducendo in modo significativo il rischio di incidenti. È comunque consigliabile limitare la durata delle conversazioni e, se possibile, rimandare le chiamate non urgenti a quando il veicolo è fermo.

Un’altra soluzione è l’utilizzo di supporti fissi per il telefono, come staffe da cruscotto o da parabrezza, che permettono di tenere il dispositivo in posizione stabile senza doverlo impugnare. Questi supporti sono utili soprattutto per la navigazione, poiché consentono di consultare le indicazioni del navigatore senza distogliere eccessivamente lo sguardo dalla strada. È importante, tuttavia, impostare il percorso prima di partire e utilizzare, se disponibili, i comandi vocali per modificare la destinazione o per altre funzioni, evitando di digitare manualmente durante la marcia.

Molti veicoli moderni sono dotati di comandi al volante e di sistemi di infotainment che integrano le funzioni principali dello smartphone, come la gestione delle chiamate e dei messaggi vocali. L’integrazione con piattaforme di mirroring consente di utilizzare alcune app in modalità semplificata, con interfacce pensate per ridurre le distrazioni. Anche in questo caso, però, la prudenza resta fondamentale: il fatto che una funzione sia tecnicamente consentita non significa che sia sempre opportuno utilizzarla mentre si guida, soprattutto in condizioni di traffico intenso o su tratti particolarmente impegnativi.

La soluzione più sicura, in ogni caso, resta quella di fermarsi in un luogo idoneo prima di utilizzare il cellulare. In caso di chiamate urgenti o di necessità di consultare messaggi e documenti, è preferibile accostare in un’area di sosta, in un parcheggio o in altro spazio consentito, spegnere il motore o comunque mettere il veicolo in condizioni di sicurezza e solo allora utilizzare il telefono. Questa scelta elimina il rischio di distrazioni durante la marcia e consente di gestire la comunicazione con maggiore calma e attenzione, riducendo anche il rischio di errori o incomprensioni dovuti alla fretta tipica delle conversazioni in movimento.

Misure legislative recenti

Negli ultimi anni il legislatore è intervenuto più volte sul Codice della Strada per aggiornare la disciplina relativa all’uso del cellulare alla guida, alla luce della diffusione capillare degli smartphone e dell’aumento delle distrazioni digitali. Le riforme più recenti hanno confermato il divieto di utilizzare apparecchi radiotelefonici e dispositivi analoghi durante la marcia, estendendo l’attenzione non solo alle telefonate tradizionali, ma anche all’uso di app di messaggistica, social network e funzioni multimediali che richiedono l’interazione con lo schermo. L’obiettivo dichiarato è quello di adeguare le norme a comportamenti ormai molto diffusi, che incidono in modo significativo sulla sicurezza stradale.

Tra le principali novità si segnala l’inasprimento delle sanzioni sia economiche sia accessorie. Come visto, l’intervallo della multa per la prima violazione è stato portato a una fascia compresa tra 250 e 1.000 euro, mentre in caso di recidiva nel biennio la sanzione può salire fino a circa 1.400 euro, con una soglia minima più elevata. Parallelamente, è stata rafforzata la disciplina della sospensione della patente, con periodi che vanno da 15 giorni a 2 mesi per la prima violazione e da 1 a 3 mesi per la recidiva, oltre all’aumento della decurtazione dei punti da 5 a 10 in caso di seconda infrazione. Alcune schede informative, come quelle predisposte da amministrazioni locali, illustrano in modo sintetico questi aggiornamenti, ad esempio nella documentazione del Comune di Mandello del Lario sulla riforma del Codice della Strada.

Le misure legislative recenti si inseriscono in un contesto più ampio di politiche per la sicurezza stradale, che comprendono anche interventi su altri fronti, come la guida in stato di ebbrezza, l’eccesso di velocità e il mancato uso dei dispositivi di ritenuta. L’uso del cellulare è stato individuato come uno dei fattori di rischio emergenti, in particolare tra i conducenti più giovani e tra coloro che trascorrono molte ore al volante per motivi di lavoro. Per questo motivo, oltre alle sanzioni, vengono promosse campagne di sensibilizzazione e iniziative di educazione stradale, con il coinvolgimento di scuole, aziende e associazioni di categoria.

Un ulteriore elemento da considerare è l’evoluzione tecnologica dei veicoli e dei dispositivi mobili. Le norme devono confrontarsi con sistemi sempre più avanzati di connettività, assistenza alla guida e infotainment, che da un lato possono contribuire a ridurre le distrazioni (ad esempio tramite comandi vocali e avvisi di sicurezza), ma dall’altro rischiano di moltiplicare le fonti di stimolo per il conducente. Il legislatore tende quindi a privilegiare soluzioni che mantengano il conducente concentrato sulla guida, limitando l’interazione manuale con i dispositivi e favorendo l’uso di tecnologie progettate specificamente per l’ambiente automobilistico.

In prospettiva, è plausibile attendersi ulteriori interventi di affinamento della disciplina, anche alla luce dei dati che verranno raccolti sull’efficacia delle misure attualmente in vigore. Il monitoraggio degli incidenti correlati alla distrazione da smartphone e l’analisi del comportamento degli utenti della strada saranno elementi chiave per valutare se l’inasprimento delle sanzioni stia producendo i risultati attesi. Nel frattempo, per i conducenti, la regola pratica resta chiara: evitare l’uso del cellulare durante la marcia, affidarsi a sistemi sicuri quando strettamente necessario e, in caso di dubbio, fermarsi in un luogo idoneo prima di utilizzare il dispositivo.

Articolo realizzato con l’ausilio dell’intelligenza artificiale