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Quanto costa fare un nuovo libretto di circolazione (duplicato o rifacimento) e quali spese vanno considerate nella pratica?

Costi, passaggi e canali per richiedere il duplicato del libretto di circolazione e gestire correttamente la pratica senza spese inutili

Quanto costa fare un nuovo libretto di circolazione (duplicato o rifacimento) e quali spese vanno considerate nella pratica?
diRedazione

Per molti automobilisti il rifacimento del libretto di circolazione arriva all’improvviso, dopo uno smarrimento, un furto o un controllo su strada andato male. L’errore più comune è sottovalutare tempi, costi e passaggi burocratici, rischiando sanzioni o spese extra in agenzia. Conoscere quando serve davvero un duplicato, quali voci di costo pesano sulla pratica e come muoversi tra sportelli pubblici e servizi online permette di risparmiare tempo e denaro.

Quando è necessario rifare il libretto di circolazione dell’auto

Il nuovo libretto di circolazione (oggi integrato nel Documento Unico di circolazione per i veicoli più recenti) diventa necessario in alcune situazioni ben precise: smarrimento, furto, distruzione o deterioramento del documento. In tutti questi casi non si tratta di una scelta facoltativa, ma di un adempimento indispensabile per poter continuare a circolare in regola. Se, ad esempio, il libretto è illeggibile in alcune sue parti o strappato, un controllo su strada può portare a contestazioni e all’obbligo di procedere al duplicato.

Quando si verifica uno di questi eventi, la prima cosa da fare è distinguere tra smarrimento/furto e deterioramento/distruzione, perché la procedura cambia. In caso di furto o smarrimento è necessario sporgere denuncia presso le autorità di pubblica sicurezza prima di richiedere il duplicato, come indicato nelle istruzioni sul Portale dell’Automobilista. Se invece il documento è solo deteriorato, di norma si procede direttamente alla richiesta di duplicato, restituendo l’originale danneggiato allo sportello competente.

Quanto costa il duplicato del libretto tra tasse, diritti e commissioni

Il costo per rifare il libretto di circolazione è composto da più voci: imposte fisse (come l’imposta di bollo), eventuali diritti di motorizzazione e le commissioni di intermediazione se ci si affida a un’agenzia di pratiche auto o a un ufficio ACI. Le componenti obbligatorie sono stabilite a livello nazionale e sono riepilogate nei documenti di trasparenza dell’ACI relativi ai duplicati per furto, smarrimento, distruzione o deterioramento, disponibili nella sezione “Atti amministrativi generali” del sito ACI, ad esempio nella scheda servizi pubblicata su Trasparenza ACI.

A queste somme si possono aggiungere costi variabili: il compenso dell’agenzia, eventuali spese di spedizione del documento, costi per deleghe o autenticazioni di firma se non si presenta direttamente l’intestatario. Se si sceglie di rivolgersi agli sportelli pubblici (Motorizzazione o STA pubblico) si pagano solo le imposte e i diritti previsti, mentre tramite agenzie private o delegazioni ACI si aggiunge il servizio di intermediazione. Un errore frequente è confrontare solo il “totale” senza distinguere tra ciò che è tassa obbligatoria e ciò che è onorario dell’intermediario: capire questa differenza aiuta a valutare se conviene fare da sé o pagare qualcuno che segua la pratica.

Come richiedere il nuovo libretto: sportelli, agenzie e servizi online

Per richiedere il nuovo libretto esistono più canali: Motorizzazione Civile, Sportelli Telematici dell’Automobilista (STA) pubblici, delegazioni ACI e agenzie di pratiche auto private. La procedura di base, come illustrato dal Portale dell’Automobilista, prevede la compilazione dei moduli ministeriali, il pagamento delle imposte e la presentazione della documentazione (denuncia in caso di furto/smarrimento, documento di identità, codice fiscale, eventuale delega). In molti casi gli STA e le delegazioni ACI gestiscono in via telematica l’invio dei dati alla Motorizzazione, riducendo gli accessi fisici agli uffici pubblici.

Per orientarsi tra le opzioni è utile seguire alcuni passaggi chiave:

  • verificare se nella propria provincia è attivo uno STA pubblico o una delegazione ACI che gestisce i duplicati;
  • valutare se si ha tempo per recarsi personalmente in Motorizzazione o se è preferibile delegare a un’agenzia;
  • preparare in anticipo tutti i documenti (denuncia, documento d’identità, codice fiscale, vecchio libretto deteriorato);
  • chiedere un preventivo scritto all’agenzia, con distinzione tra tasse e onorari;
  • conservare le ricevute dei pagamenti e la copia della domanda presentata.

Alcune sedi ACI provinciali illustrano in modo pratico i servizi offerti per furto o smarrimento della carta di circolazione, come nel caso della pagina dedicata della sede di Novara su Novara ACI, utile per farsi un’idea delle modalità operative tipiche delle delegazioni. Se si sceglie un canale telematico o intermediato, è importante verificare che si tratti di uno Sportello Telematico dell’Automobilista autorizzato, per evitare ritardi o irregolarità nella pratica.

Tempi di rilascio e cosa fare in caso di controlli su strada

I tempi di rilascio del nuovo libretto possono variare in base al canale scelto e al carico di lavoro degli uffici, ma in genere la procedura è stata semplificata rispetto al passato grazie alla gestione telematica dei dati, come illustrato dalle istruzioni operative pubblicate sulla Rivista Giuridica ACI. In molti casi viene rilasciata una ricevuta o un permesso provvisorio che consente di circolare in attesa del documento definitivo, che viene poi recapitato o ritirato allo sportello.

Se, nell’intervallo tra la richiesta e il rilascio del duplicato, si viene fermati per un controllo su strada, è fondamentale poter esibire la documentazione che dimostra l’avvenuta richiesta: ricevuta della domanda, copia della denuncia in caso di furto o smarrimento, eventuale permesso provvisorio rilasciato dall’ufficio. Un caso tipico: se hai denunciato lo smarrimento del libretto e hai già avviato la pratica di duplicato, ma non porti con te la ricevuta, l’organo di controllo potrebbe non riuscire a verificare subito la tua posizione, con il rischio di contestazioni o di dover chiarire successivamente. Tenere sempre a bordo una copia della documentazione finché non arriva il nuovo libretto riduce al minimo questi problemi.

Consigli per evitare smarrimenti e nuovi costi sul libretto

Ridurre il rischio di dover rifare il libretto significa soprattutto cambiare alcune abitudini quotidiane. Il primo accorgimento è non lasciare mai il documento in auto quando si parcheggia in strada o in luoghi non sorvegliati: in caso di furto del veicolo o di effrazione, oltre al danno materiale ci si ritroverebbe a dover affrontare anche la pratica di duplicato. Un altro errore frequente è usare il libretto come “tesserino” da portare in tasca o nel portafoglio, con il risultato di piegarlo, bagnarlo o strapparlo nel tempo, fino a renderlo illeggibile.

Per limitare smarrimenti e deterioramenti conviene adottare alcune semplici regole:

  • conservare il libretto in una custodia rigida o in un portadocumenti dedicato;
  • evitare di fotocopiarlo o scannerizzarlo in modo ripetuto, per non rovinarlo;
  • tenere una copia (anche digitale) dei dati principali, utile in caso di denuncia;
  • non prestare il documento a terzi se non strettamente necessario;
  • controllare periodicamente che scritte e timbri siano ancora leggibili.

Se si sta gestendo anche altre scadenze legate all’auto, come il pagamento del bollo, può essere utile organizzare tutti i documenti in un unico fascicolo, aggiornato ogni anno. Guide pratiche come quelle su quando devo pagare il bollo auto aiutano a pianificare le uscite ricorrenti, mentre una buona gestione del libretto riduce il rischio di spese impreviste per duplicati e rifacimenti. Un approccio ordinato alla documentazione dell’auto è spesso il modo più semplice per evitare costi inutili e perdite di tempo agli sportelli.