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Quanto costa la multa per eccesso di velocità e quanti punti si perdono?

Guida alle sanzioni per eccesso di velocità: fasce di superamento, punti patente, sospensione, pagamenti ridotti, aggravanti notturne e riferimenti al Codice della Strada

Multe per eccesso di velocità: importi, punti e sanzioni accessorie
diEzio Notte

Capire quanto costa una multa per eccesso di velocità e quanti punti si perdono è fondamentale per chiunque si metta alla guida. Il Codice della Strada disciplina in modo dettagliato sia i limiti di velocità, sia le conseguenze economiche e sulla patente quando questi limiti vengono superati. In questo articolo analizziamo le fasce di superamento, gli importi delle sanzioni, la decurtazione dei punti e i casi in cui può scattare la sospensione della patente, basandoci esclusivamente sulle previsioni dell’articolo 142 del Codice della Strada.

Fasce di superamento dei limiti e importi delle sanzioni

Il punto di partenza per capire le multe per eccesso di velocità è la definizione dei limiti generali fissati dall’articolo 142 del Codice della Strada, che stabilisce le velocità massime in funzione della tipologia di strada: 130 km/h in autostrada, 110 km/h sulle strade extraurbane principali, 90 km/h sulle extraurbane secondarie e locali, 50 km/h nei centri abitati, con possibilità di elevare questo limite fino a 70 km/h su alcune strade urbane idonee. All’interno di questi valori, gli enti proprietari possono fissare limiti diversi, più alti o più bassi, purché correttamente segnalati e motivati in base a esigenze di sicurezza e alle caratteristiche del tracciato. La violazione non si misura quindi solo rispetto ai limiti “generali”, ma rispetto al limite effettivamente vigente sul tratto, che può essere ridotto da ordinanze o da specifica segnaletica.

Le sanzioni per eccesso di velocità sono strutturate per fasce di superamento del limite, proprio per collegare la gravità della violazione al rischio generato sulla circolazione. L’articolo 142 distingue infatti tra superamenti contenuti e superamenti più marcati, prevedendo per ciascuna fascia un diverso intervallo di importi e, nei casi più gravi, anche sanzioni accessorie sulla patente. In termini pratici, il conducente che supera di poco il limite si vede applicare una sanzione amministrativa pecuniaria più contenuta, mentre chi eccede in modo significativo entra in scaglioni con importi più elevati e conseguenze più pesanti sulla propria abilitazione alla guida. È importante sottolineare che il riferimento è sempre alla velocità accertata, tenendo conto delle tolleranze previste dalla normativa tecnica, e al limite vigente in quel punto.

In assenza di dati esterni, non è possibile riportare qui gli importi numerici aggiornati delle sanzioni per ciascuna fascia di superamento, perché il Codice della Strada rinvia a tabelle e aggiornamenti periodici disciplinati dall’articolo 195. Possiamo però descrivere la logica: per il superamento contenuto del limite (la fascia più bassa) è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria base; per un superamento più consistente, ma ancora intermedio, la sanzione aumenta; per i superamenti oltre una certa soglia, la violazione viene considerata particolarmente grave, con importi sensibilmente più alti e l’aggiunta di sanzioni accessorie. Il sistema è pensato per disincentivare in modo crescente i comportamenti più pericolosi, collegando direttamente la velocità in eccesso alla severità della risposta sanzionatoria.

Un altro aspetto rilevante è che l’articolo 142 collega le sanzioni per eccesso di velocità anche ad altre disposizioni del Codice, come quelle che consentono agli enti proprietari di ridurre i limiti per ragioni di sicurezza o tutela ambientale. Se, ad esempio, una regione o un ente gestore riduce i limiti su un tratto extraurbano per motivi di inquinamento atmosferico, il mancato rispetto di quei limiti ridotti comporta comunque l’applicazione delle sanzioni previste per l’eccesso di velocità. In questo modo, il sistema sanzionatorio non è isolato, ma si integra con le politiche di sicurezza stradale e di tutela della salute pubblica, rafforzando il messaggio che la velocità va sempre adeguata non solo al limite formale, ma anche alle condizioni reali della strada e del traffico.

Decurtazione punti e sospensione della patente

Oltre alla sanzione pecuniaria, l’eccesso di velocità incide sul punteggio della patente, secondo il meccanismo del “patente a punti” disciplinato dall’articolo 126-bis, che però non è riportato integralmente nella knowledge base disponibile. Sappiamo comunque, dalla struttura del Codice, che l’articolo 142 prevede per le violazioni più gravi una decurtazione di punti, graduata in funzione della fascia di superamento del limite. In termini generali, i superamenti più contenuti comportano una riduzione minore del punteggio, mentre i superamenti più elevati determinano una decurtazione più consistente. Non potendo attingere a tabelle numeriche esterne, non è possibile indicare con precisione quanti punti vengano sottratti per ciascuna fascia, ma è certo che l’eccesso di velocità rientra tra le condotte che incidono direttamente sul saldo punti.

La perdita di punti non è un aspetto secondario: il Codice prevede infatti che, al diminuire del punteggio residuo, possano scattare ulteriori conseguenze, fino alla revisione della patente. L’articolo 218-ter, ad esempio, collega la sospensione della patente al punteggio residuo in presenza di determinate violazioni, quando dall’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida risulta un punteggio inferiore a venti punti. In questo quadro, gli eccessi di velocità che comportano decurtazioni significative possono contribuire a far scendere il saldo punti sotto le soglie critiche, esponendo il conducente al rischio di sospensioni brevi aggiuntive rispetto a quelle eventualmente previste direttamente dall’articolo 142 per i casi più gravi.

Per quanto riguarda la sospensione della patente legata specificamente all’eccesso di velocità, l’articolo 142 prevede che, oltre una certa soglia di superamento del limite, alla sanzione pecuniaria si aggiunga la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida. La durata della sospensione è graduata in funzione dell’entità dell’eccesso e, nei casi più estremi o in presenza di recidiva, può diventare particolarmente incisiva. Anche in questo caso, non potendo utilizzare dati esterni, non è possibile indicare i periodi minimi e massimi in termini numerici, ma è chiaro che il legislatore ha voluto colpire con maggiore severità le condotte che determinano un aumento esponenziale del rischio di incidente, come i superamenti molto elevati dei limiti in autostrada o nei centri abitati.

È importante ricordare che la sospensione della patente per eccesso di velocità si affianca, e non si sostituisce, alla decurtazione dei punti. Il conducente che commette una violazione grave può quindi subire contemporaneamente: il pagamento della sanzione pecuniaria, la perdita di un certo numero di punti e la sospensione temporanea del titolo di guida. Questo meccanismo combinato ha una funzione sia punitiva sia preventiva: da un lato sanziona il comportamento pericoloso, dall’altro mira a scoraggiare la reiterazione, rendendo evidente che la guida a velocità eccessiva non è solo una questione di “multa”, ma può compromettere concretamente la possibilità di continuare a guidare nel breve e nel medio periodo.

Pagamenti ridotti, aggravanti notturne e recidiva

Il Codice della Strada prevede, in via generale, la possibilità di estinguere l’obbligazione di pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria attraverso il pagamento in misura ridotta, secondo le regole fissate dal titolo VI e dall’articolo 202, che però non è riportato integralmente nella knowledge base. L’articolo 142 si inserisce in questo quadro, prevedendo che anche per le violazioni dei limiti di velocità si applichino le regole generali sul pagamento, salvo specifiche deroghe. In pratica, il conducente che riceve un verbale per eccesso di velocità può, entro i termini previsti, avvalersi delle forme di pagamento ridotto stabilite dal Codice, fermo restando che la decurtazione dei punti e le eventuali sanzioni accessorie sulla patente restano comunque dovute e non vengono “annullate” dal pagamento.

Un elemento di particolare rilievo, espressamente previsto dall’articolo 142, è la maggiorazione delle sanzioni per le violazioni commesse in determinate fasce orarie notturne. Il legislatore ha ritenuto che l’eccesso di velocità di notte comporti un rischio aggiuntivo, legato alla minore visibilità, alla possibile stanchezza dei conducenti e alle diverse condizioni del traffico. Per questo, per alcune fasce di superamento del limite, la sanzione pecuniaria viene aumentata in misura percentuale quando la violazione è accertata in orari notturni. Anche qui, non potendo utilizzare dati esterni, non è possibile indicare la percentuale esatta di maggiorazione, ma è chiaro il principio: la stessa velocità in eccesso è considerata più grave se tenuta di notte, e quindi più severamente sanzionata.

L’articolo 142 disciplina anche la recidiva, cioè il caso in cui il conducente commetta più volte, in un determinato arco temporale, violazioni particolarmente gravi dei limiti di velocità. In presenza di recidiva, il sistema sanzionatorio si irrigidisce: oltre all’aumento degli importi delle sanzioni pecuniarie, possono essere previsti periodi di sospensione della patente più lunghi o addirittura, nei casi estremi e in combinazione con altre norme del Codice, la revoca del titolo di guida. La logica è quella di distinguere tra chi commette un singolo errore e chi, invece, dimostra un comportamento abituale di disprezzo delle regole sulla velocità, ritenuto incompatibile con una guida sicura e responsabile.

Infine, va ricordato che l’aggiornamento degli importi delle sanzioni amministrative pecuniarie, comprese quelle per eccesso di velocità, è disciplinato dall’articolo 195, che prevede un adeguamento periodico in base alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo. Questo significa che gli importi indicati originariamente nell’articolo 142 possono essere stati modificati nel tempo da successivi decreti, proprio per mantenere l’efficacia deterrente delle sanzioni. Non potendo accedere a tali aggiornamenti esterni, in questo articolo ci limitiamo a descrivere la struttura del sistema sanzionatorio e i suoi principi, senza riportare cifre che potrebbero non essere più attuali. Per conoscere gli importi esatti vigenti, è necessario consultare le tabelle aggiornate emanate ai sensi dell’articolo 195.

Fonti normative

 

Questo articolo è stato redatto dalla nostra Redazione sulla base degli ultimi aggiornamenti del Codice della Strada. Le informazioni hanno finalità informative e divulgative; per l’applicazione concreta e per eventuali modifiche successive fa sempre fede il testo ufficiale della normativa.