Cerca

Quanto deve essere la distanza laterale nel sorpasso dei ciclisti?

Norme sul sorpasso dei ciclisti, distanza laterale di sicurezza, differenze tra strade urbane ed extraurbane, sanzioni previste e buone pratiche di guida

Sorpasso dei ciclisti: distanza minima di 1,5 metri e obblighi
diEzio Notte

La distanza laterale nel sorpasso dei ciclisti è diventata uno dei temi centrali della sicurezza stradale: automobilisti, motociclisti e conducenti di veicoli pesanti devono imparare a gestire questa manovra con particolare attenzione, perché coinvolge utenti vulnerabili come i velocipedi. Il Codice della Strada disciplina in modo puntuale il sorpasso, la posizione dei veicoli in carreggiata e la distanza di sicurezza, offrendo un quadro di regole che, se correttamente applicate, riducono in modo significativo il rischio di incidenti. In questo articolo analizziamo cosa prevede la normativa, quando è necessario aumentare la distanza laterale, quali sono le sanzioni e quali buone pratiche adottare per condividere la strada con i ciclisti in modo responsabile.

La nuova regola del sorpasso dei velocipedi

Nel Codice della Strada il sorpasso è definito come la manovra con cui un veicolo supera un altro veicolo, un animale o un pedone in movimento o fermi sulla parte della carreggiata destinata normalmente alla circolazione. Questa definizione, contenuta nell’articolo 148 del Codice della Strada, si applica anche ai velocipedi, che rientrano a pieno titolo tra gli utenti da sorpassare. La norma stabilisce che il conducente, prima di iniziare il sorpasso, deve accertarsi che la visibilità sia sufficiente, che la manovra possa compiersi senza pericolo o intralcio e che la strada sia libera per uno spazio adeguato, tenendo conto della velocità propria, di quella del veicolo o velocipede da superare e di eventuali utenti che sopraggiungono in senso opposto.

Lo stesso articolo precisa che, durante il sorpasso, il conducente deve portarsi sulla sinistra dell’utente da superare, procedere rapidamente e mantenere una distanza laterale adeguata, per poi rientrare a destra appena possibile senza creare pericolo o intralcio. Nel caso dei ciclisti, questo obbligo assume un rilievo particolare perché i velocipedi sono più instabili, meno protetti e più sensibili alle turbolenze d’aria generate dai veicoli a motore. La nozione di “adeguata distanza laterale” è quindi strettamente collegata alla sicurezza effettiva del ciclista, che può essere messo in difficoltà anche da piccoli scarti di traiettoria o da condizioni del manto stradale non ottimali.

Il quadro normativo sul comportamento dei veicoli in carreggiata contribuisce a definire come debba essere impostato il sorpasso. L’articolo 143 del Codice della Strada stabilisce che i veicoli devono circolare sulla parte destra della carreggiata e in prossimità del margine destro, mentre le corsie di sinistra sono riservate al sorpasso. Questo significa che, per superare un velocipede, il conducente deve spostarsi sulla corsia immediatamente a sinistra, quando presente, oppure comunque allargare la traiettoria in modo da non “stringere” il ciclista contro il margine destro. La corretta posizione del veicolo sulla carreggiata è quindi un presupposto essenziale per garantire una distanza laterale sufficiente.

Un altro elemento importante è rappresentato dal comportamento dell’utente sorpassato. L’articolo 148 prevede che chi viene superato debba agevolare la manovra e non accelerare, e, sulle strade ad una corsia per senso di marcia, debba tenersi il più vicino possibile al margine destro della carreggiata. Nel caso dei ciclisti, questo si traduce nell’obbligo di non occupare inutilmente il centro della corsia quando le condizioni lo consentono, pur restando salva la necessità di evitare buche, tombini o altri ostacoli. La collaborazione tra chi sorpassa e chi è sorpassato è quindi parte integrante della sicurezza complessiva della manovra.

Quando è obbligatorio mantenere almeno 1,5 metri

Il Codice della Strada, nel disciplinare il sorpasso, non indica una misura numerica fissa per la distanza laterale, ma richiede che essa sia “adeguata” rispetto alle condizioni concrete. L’adeguatezza è valutata in funzione di diversi fattori: velocità del veicolo che sorpassa, velocità e stabilità del velocipede, larghezza della carreggiata, presenza di traffico in senso opposto, stato del manto stradale e condizioni ambientali. L’articolo 148 del Codice della Strada impone infatti che il sorpasso possa compiersi senza costituire pericolo o intralcio e che il conducente si mantenga ad una distanza laterale adeguata, lasciando intendere che, in presenza di utenti vulnerabili come i ciclisti, tale distanza debba essere particolarmente ampia.

La distanza laterale deve essere tanto maggiore quanto più elevata è la velocità del veicolo che sorpassa. Questo principio discende dal fatto che, aumentando la velocità, diminuisce il tempo di reazione e crescono le conseguenze di un eventuale contatto o di uno spostamento d’aria improvviso. L’articolo 149 del Codice della Strada, pur riferendosi alla distanza di sicurezza longitudinale tra veicoli, afferma che essa deve essere tale da garantire in ogni caso l’arresto tempestivo ed evitare collisioni, richiamando un criterio di prudenza che può essere esteso, in termini di principio, anche alla gestione dello spazio laterale nei confronti dei velocipedi.

Un altro elemento che incide sull’obbligo di aumentare la distanza laterale è la densità del traffico e la presenza di utenti che sopraggiungono in senso opposto. L’articolo 148 richiede che il conducente verifichi che la strada sia libera per uno spazio sufficiente a completare il sorpasso, tenendo conto anche dei veicoli che arrivano dalla direzione contraria. Se la carreggiata è stretta o il traffico intenso, può essere necessario rinviare il sorpasso del ciclista proprio perché non è possibile garantire una distanza laterale adeguata senza invadere pericolosamente la corsia opposta. In questi casi, la scelta più sicura è attendere un tratto di strada più favorevole.

Infine, la presenza di velocipedi su infrastrutture dedicate o su corsie specifiche influisce sulla valutazione della distanza laterale. L’articolo 143 del Codice della Strada prevede che i velocipedi, nelle corsie ciclabili, debbano occupare la parte più esterna della corsia, mentre nelle zone ciclabili possono occupare qualunque posizione sulla carreggiata. Questo significa che, quando il ciclista si trova in una corsia ciclabile adiacente alla corsia dei veicoli a motore, il conducente deve comunque mantenere uno spazio laterale sufficiente a evitare che un lieve scarto del velocipede comporti un contatto, adeguando la propria traiettoria e, se necessario, riducendo la velocità.

Strade urbane, extraurbane e casi di visibilità ridotta

Il comportamento nel sorpasso dei ciclisti varia sensibilmente tra strade urbane ed extraurbane, soprattutto per effetto delle diverse velocità in gioco e delle condizioni di traffico. L’articolo 143 del Codice della Strada stabilisce che, all’interno dei centri abitati, quando la carreggiata è a due o più corsie per senso di marcia, si deve percorrere la corsia libera più a destra, mentre le corsie di sinistra sono riservate al sorpasso. Questo assetto consente, in ambito urbano, di superare i velocipedi spostandosi sulla corsia immediatamente a sinistra, garantendo così una distanza laterale più ampia rispetto a quanto sarebbe possibile restando nella stessa corsia.

Fuori dai centri abitati, le velocità medie sono generalmente più elevate e la presenza di curve, tratti con visibilità limitata o carreggiate strette rende il sorpasso dei ciclisti particolarmente delicato. L’articolo 148 del Codice della Strada impone che il conducente verifichi che la visibilità sia tale da consentire la manovra e che la strada sia libera per uno spazio sufficiente, tenendo conto anche della differenza di velocità tra il proprio veicolo e il velocipede. Su strade extraurbane a una sola corsia per senso di marcia, questo significa spesso dover attendere un rettilineo con buona visibilità e assenza di veicoli in senso opposto, in modo da poter allargare la traiettoria e mantenere una distanza laterale ampia.

Nei casi di visibilità ridotta, dovuta a condizioni atmosferiche (pioggia intensa, nebbia, foschia) o a caratteristiche della strada (curve, dossi, ostacoli visivi), le regole sul sorpasso diventano ancora più stringenti. L’articolo 148 richiede che il conducente si accerti che la visibilità consenta la manovra senza pericolo: se questo requisito non è soddisfatto, il sorpasso del ciclista non deve essere effettuato. In tali situazioni, la distanza laterale teoricamente mantenibile perde significato se non è accompagnata da una riduzione della velocità e, se necessario, dalla rinuncia temporanea al sorpasso, proprio per evitare situazioni di rischio improvviso.

La disciplina della distanza di sicurezza tra veicoli offre ulteriori indicazioni di prudenza. L’articolo 149 del Codice della Strada stabilisce che, durante la marcia, i veicoli devono tenere una distanza tale da garantire l’arresto tempestivo ed evitare collisioni, prevedendo anche distanze minime specifiche in alcuni casi, come tra veicoli soggetti a divieto di sorpasso o nei confronti di macchine sgombraneve e spargitrici. Questo approccio, basato sulla prevenzione delle collisioni attraverso un margine di sicurezza adeguato, può essere applicato, in termini di principio, anche alla gestione dello spazio laterale nei confronti dei velocipedi, soprattutto su strade extraurbane e in condizioni di visibilità ridotta, dove un margine più ampio è essenziale per compensare l’incertezza sulle traiettorie.

Sanzioni e punti per chi non rispetta la distanza di sicurezza

La violazione delle norme sul sorpasso comporta sanzioni amministrative e, in alcuni casi, anche conseguenze più gravi in termini di sospensione della patente. L’articolo 148 del Codice della Strada prevede specifiche sanzioni per chi non rispetta le condizioni di sicurezza nella manovra di sorpasso, compreso l’obbligo di mantenere una distanza laterale adeguata e di verificare la visibilità e lo spazio disponibile. A queste sanzioni pecuniarie si aggiungono, nei casi più rilevanti, sanzioni accessorie che incidono sulla possibilità di continuare a guidare, proprio perché il sorpasso effettuato in modo scorretto rappresenta un pericolo concreto per gli altri utenti della strada, in particolare per i ciclisti.

Il sistema della patente a punti collega alcune violazioni in materia di sorpasso alla sospensione breve del titolo di guida. L’articolo 218-ter del Codice della Strada stabilisce che, quando il punteggio residuo sulla patente è inferiore a venti punti, la commissione di determinate infrazioni comporta, oltre alla sanzione pecuniaria, anche la sospensione della patente per un periodo variabile. Tra queste violazioni rientrano quelle previste dall’articolo 148, commi 2, 3 e 8, richiamate espressamente dal comma 1, lettera f) dell’articolo 218-ter, a dimostrazione di quanto il legislatore consideri rilevante il rispetto delle regole sul sorpasso, anche in relazione alla tutela degli utenti più vulnerabili come i ciclisti.

Anche la violazione delle norme sulla distanza di sicurezza può avere conseguenze significative. L’articolo 149 del Codice della Strada prevede una sanzione amministrativa per chi non mantiene una distanza sufficiente a evitare collisioni, con un aggravamento nel caso in cui dall’inosservanza derivi una collisione con grave danno ai veicoli tale da richiedere la revisione ai sensi dell’articolo 80. In questa ipotesi, oltre all’aumento dell’importo della sanzione, è prevista, in caso di recidiva nel biennio, la sospensione della patente da uno a tre mesi. Se dalla collisione derivano lesioni gravi alle persone, la sanzione pecuniaria aumenta ulteriormente, ferma restando l’applicazione delle eventuali sanzioni penali.

Il collegamento tra violazioni in materia di distanza di sicurezza e sospensione della patente è ribadito anche dall’articolo 218-ter, che include tra i casi rilevanti l’ipotesi di cui all’articolo 149, comma 5. Questo significa che un comportamento imprudente nella gestione delle distanze, anche se non specificamente laterali, può incidere sul punteggio della patente e portare a una sospensione breve, soprattutto quando il conducente ha già subito altre decurtazioni. Per chi sorpassa i ciclisti senza rispettare uno spazio di sicurezza adeguato, il rischio non è quindi solo quello di una multa, ma anche di un impatto concreto sulla propria possibilità di continuare a guidare.

Buone pratiche per condividere la strada con i ciclisti

Oltre al rispetto formale delle norme, la sicurezza dei ciclisti dipende molto dalle abitudini di guida quotidiane. Una prima buona pratica consiste nel considerare sempre i velocipedi come utenti particolarmente esposti, adattando di conseguenza velocità, traiettoria e tempi di reazione. Applicare in modo rigoroso quanto previsto dall’articolo 148 del Codice della Strada significa non solo verificare la visibilità e lo spazio disponibile, ma anche rinunciare al sorpasso quando non è possibile garantire una distanza laterale adeguata, preferendo attendere un tratto di strada più sicuro.

Un’altra buona pratica riguarda la gestione della posizione del veicolo sulla carreggiata. Seguendo i principi dell’articolo 143 del Codice della Strada, è opportuno utilizzare correttamente le corsie disponibili, spostandosi sulla corsia di sinistra per effettuare il sorpasso e rientrando solo quando si è ristabilita una distanza di sicurezza sufficiente dal ciclista. Evitare di “tagliare” la traiettoria al rientro è fondamentale per non costringere il velocipede a frenate brusche o a spostamenti improvvisi verso il margine destro, che potrebbero risultare pericolosi soprattutto in presenza di ostacoli o irregolarità del manto stradale.

La gestione della velocità è un ulteriore elemento chiave. Anche se i limiti di velocità sono fissati da specifiche disposizioni, il principio generale è che il conducente deve sempre adeguare l’andatura alle condizioni del traffico, della strada e della visibilità, in modo da poter intervenire tempestivamente in caso di imprevisti. Questo approccio è coerente con la logica della distanza di sicurezza espressa dall’articolo 149 del Codice della Strada, che richiede di mantenere uno spazio sufficiente a evitare collisioni. Ridurre la velocità in prossimità dei ciclisti, soprattutto su strade strette o in presenza di curve, è quindi una scelta che aumenta concretamente il margine di sicurezza.

Infine, è importante ricordare che la sicurezza dei ciclisti non dipende solo dai conducenti dei veicoli a motore, ma anche dal comportamento degli stessi velocipedi. Le norme sulla posizione in carreggiata, sulle corsie ciclabili e sulle zone ciclabili, richiamate dall’articolo 143, richiedono ai ciclisti di utilizzare correttamente le infrastrutture a loro dedicate e di mantenere una condotta prevedibile e collaborativa. Quando tutti gli utenti della strada – automobilisti, motociclisti e ciclisti – applicano con coerenza le regole del Codice della Strada, la distanza laterale nel sorpasso diventa non solo un obbligo giuridico, ma una componente naturale di una circolazione più sicura e rispettosa per tutti.

 

Questo articolo è stato redatto dalla nostra Redazione sulla base degli ultimi aggiornamenti del Codice della Strada. Le informazioni hanno finalità informative e divulgative; per l’applicazione concreta e per eventuali modifiche successive fa sempre fede il testo ufficiale della normativa.