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Quanto è severa la legge per i neopatentati che bevono?

Regole su alcol, limiti di velocità e potenza per chi ha conseguito da poco la patente

Quanto è severa la legge per i neopatentati che bevono?
diEzio Notte

In sintesi

  • Neopatentato: chi ha la patente di categoria B da meno di tre anni.
  • L’articolo 186‑bis vieta di guidare dopo aver assunto alcol per neopatentati, under 21 e conducenti professionali.
  • Per queste categorie è sanzionabile un tasso alcolemico superiore a zero e non superiore a 0,5 g/l.
  • La multa prevista è compresa tra 168 e 672 euro; l’importo raddoppia se il conducente causa un incidente.
  • Se il neopatentato supera gli scaglioni dell’art.186, le sanzioni previste vengono aggravate dall’art.186‑bis.

Bere e guidare è sempre una pessima idea, ma se sei neopatentato la legge non ti lascia praticamente margine di errore: la tolleranza è vicina allo zero, e le conseguenze possono rovinarti la patente appena presa. Vediamo, articolo per articolo, quanto è severa la disciplina per chi ha preso la patente da poco e si mette al volante dopo aver bevuto, e quali altri limiti speciali deve rispettare nei primi anni di guida.

Chi è considerato neopatentato dal Codice

Il Codice non usa sempre la parola “neopatentato”, ma descrive la categoria in base agli anni trascorsi dal conseguimento della patente e al tipo di abilitazione. L’idea di fondo è semplice: per alcuni anni dopo l’esame sei considerato conducente “nuovo” e quindi soggetto a limiti più rigidi, perché hai meno esperienza e una minore capacità di gestione delle situazioni di emergenza. Questa impostazione emerge chiaramente quando vengono fissate regole particolari sulla velocità e sulla scelta del veicolo che puoi guidare, collegate ai primi tre anni dal conseguimento di determinate categorie di patente.

Un punto chiave è il riferimento a chi si trova “nei primi tre anni dal conseguimento della patente di guida di categoria B”, che viene usato espressamente quando il Codice introduce divieti e sanzioni specifiche legate all’alcol alla guida, accanto ai conducenti under 21 e ai professionisti. Questa definizione funzionale permette di individuare con precisione chi rientra nel regime più severo per l’assunzione di alcol, collegando il concetto di “neopatentato” non solo all’età ma proprio al periodo iniziale di possesso della patente.

Oltre a questo, per le limitazioni di velocità e potenza dei veicoli, il Codice prende di mira chi ha appena conseguito patenti di certe categorie, fissando un periodo di tre anni durante il quale valgono limiti più bassi rispetto agli altri conducenti. In questo modo, la figura del neopatentato viene modellata non come etichetta generica, ma come combinazione di: categoria di patente, anni trascorsi dall’esame e, in alcuni casi, età anagrafica del conducente.

Questa impostazione ha una conseguenza pratica importante: puoi anche avere più di 21 anni, ma se hai preso la patente B da meno di tre anni rientri comunque nelle regole più severe sulle bevande alcoliche. Allo stesso modo, un giovane con patente “vecchia” da più di tre anni non è più soggetto alle misure per neopatentati, ma può rientrare in altre categorie particolari se svolge attività professionale di trasporto o guida veicoli specifici. Da qui si capisce perché, prima ancora di parlare di tasso alcolemico, devi sapere quanti anni di patente hai davvero sulle spalle.

Divieto di alcol per neopatentati e categorie speciali

Il fulcro della disciplina è l’articolo 186-bis del Codice della Strada, che si occupa della guida sotto l’influenza dell’alcol per conducenti sotto i 21 anni, per i neo-patentati e per chi esercita professionalmente il trasporto di persone o cose. La norma esordisce in modo molto chiaro: “È vietato guidare dopo aver assunto bevande alcoliche e sotto l’influenza di queste” per alcune categorie di conducenti, tra cui proprio “i conducenti nei primi tre anni dal conseguimento della patente di guida di categoria B”.

Oltre ai neopatentati, lo stesso articolo mette nello stesso “calderone” giuridico i conducenti under 21, chi svolge servizio di trasporto persone (ai sensi degli articoli 85, 86 e 87) e chi fa trasporto di cose secondo gli articoli 88, 89 e 90, nonché chi guida autoveicoli pesanti, con massa complessiva oltre 3,5 tonnellate, o destinati al trasporto di numerosi passeggeri. L’idea è chiara: chi può creare più danni, o ha responsabilità verso terzi, deve avere un rapporto con l’alcol ancora più rigoroso.

Per queste categorie, il limite pratico è molto rigido: è prevista una sanzione specifica già quando viene accertato “un valore corrispondente a un tasso alcolemico superiore a zero e non superiore a 0,5 grammi per litro”. Questo significa che, per un neopatentato, anche una quantità minima di alcol rilevata dagli accertamenti può far scattare la sanzione amministrativa, mentre per gli altri conducenti le conseguenze iniziano in genere da 0,5 g/l in su, secondo la disciplina generale sulla guida in stato di ebbrezza.

In pratica, il messaggio normativo è netto: per i neopatentati e per le altre categorie protette il modello di riferimento è la guida “a tasso zero”, perché anche valori bassissimi ma superiori allo zero non sono tollerati. Inoltre, se il conducente in queste condizioni provoca un incidente, le sanzioni previste per questo scaglione di tasso alcolemico vengono espressamente raddoppiate, a conferma di quanto il legislatore colleghi l’alcol alla guida a un concreto aumento del rischio per la sicurezza stradale. Alla luce di queste regole, chi è all’inizio della propria “carriera” di automobilista dovrebbe considerare la combinazione neopatente + alcol come qualcosa da evitare in blocco, non da “gestire” a colpi di calcoli improvvisati.

Sanzioni specifiche e aumenti rispetto all’art. 186

Le sanzioni dedicate ai neopatentati partono proprio dall’intervallo di tasso alcolemico più basso, quello che va da sopra lo zero a 0,5 g/l. L’articolo 186-bis prevede in questo caso una sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra 168 e 672 euro, con raddoppio dell’importo se il conducente in tali condizioni causa un incidente. Non si tratta quindi di un semplice richiamo, ma di una vera e propria violazione specifica che colpisce chi, pur appartenendo a una categoria “protetta”, sceglie comunque di mettersi al volante dopo aver bevuto.

La severità aumenta quando il neopatentato supera gli scaglioni di tasso alcolemico che, in generale, fanno già scattare la disciplina dell’articolo 186 sulla guida in stato di ebbrezza. In questi casi, l’articolo 186-bis del Codice della Strada stabilisce che, se il conducente rientra nel primo scaglione dell’articolo 186, comma 2, lettera a), le sanzioni lì previste sono aumentate di un terzo; se invece si colloca nelle ipotesi più gravi di cui alle lettere b) e c) dello stesso articolo 186, le sanzioni sono aumentate da un terzo alla metà.

Questo significa che il neopatentato non solo subisce tutto l’armamentario sanzionatorio previsto per la guida in stato di ebbrezza in generale (sanzioni pecuniarie, sanzioni accessorie sulla patente, possibili conseguenze penali a seconda del tasso alcolemico accertato), ma si vede anche applicare un aggravio specifico solo perché appartiene a una delle categorie indicate nel comma 1 dell’articolo 186-bis. In altre parole, a parità di tasso alcolemico e di condotta, il neopatentato paga più caro rispetto a un conducente “standard”.

A questi irrigidimenti si aggiungono altri effetti importanti sul fronte della patente. L’articolo 219 del Codice della Strada stabilisce che quando la revoca della patente è disposta in conseguenza delle violazioni di cui agli articoli 186, 186-bis e 187, non è possibile conseguire una nuova patente prima che siano trascorsi tre anni dalla data di accertamento del reato, salvo quanto previsto da altre disposizioni collegate. Inoltre, l’articolo 218-ter prevede la sospensione della patente in relazione al punteggio anche con riferimento a una violazione dell’articolo 186-bis, quando il punteggio residuo scende sotto determinate soglie, segno che queste condotte incidono in modo pesante sulla “vita” della patente nel sistema patente a punti. Infine, per determinate ipotesi gravi collegate all’alcol, è prevista la confisca del veicolo, che viene poi destinato secondo quanto stabilito dall’articolo 214-ter, spesso a favore degli organi di polizia o di altri enti pubblici.

Limiti di velocità e di potenza per i neopatentati

Le limitazioni per chi ha appena preso la patente non riguardano solo l’alcol. Il Codice prevede anche regole particolari su velocità massima e potenza dei veicoli che il neopatentato può guidare. L’articolo 117 del Codice della Strada stabilisce che, per i primi tre anni dal conseguimento delle patenti di categoria A2, A, B1 e B, non è consentito superare i 100 km/h in autostrada e i 90 km/h sulle strade extraurbane principali, fissando così un “tetto” più basso rispetto a quello previsto per gli altri conducenti.

Questi limiti si inseriscono nel quadro generale dei limiti di velocità stabiliti dall’articolo 142 del Codice della Strada, che fissa per tutti il massimo di 130 km/h in autostrada, 110 km/h sulle extraurbane principali, 90 km/h sulle extraurbane secondarie e locali, e 50 km/h nei centri abitati, con alcune possibili elevazioni dove le caratteristiche stradali lo permettono. Rispetto a questo schema di base, il neopatentato si trova quindi “tagliato” di fatto a 100 km/h in autostrada e 90 km/h sulle principali extraurbane, proprio per favorire una guida più prudente nei primi anni.

Non finisce qui. Lo stesso articolo 117 introduce un limite preciso sulla potenza specifica dei veicoli che possono essere guidati da chi ha appena conseguito la patente B. Per i primi tre anni dal rilascio non è consentita la guida di autoveicoli con potenza specifica, riferita alla tara, superiore a 75 kW/t; per i veicoli di categoria M1, inclusi quelli elettrici o ibridi plug-in, è previsto anche un limite di potenza massima assoluta pari a 105 kW. Lo stesso articolo prevede alcune eccezioni, ad esempio per i veicoli adibiti al servizio di persone invalide quando queste siano presenti a bordo, o quando il conducente neopatentato è affiancato in funzione di istruttore da una persona con determinati requisiti di età e anzianità di patente.

Le limitazioni dell’articolo 117 decorrono in modo automatico dalla data di superamento dell’esame di guida e non richiedono particolari annotazioni aggiuntive per essere efficaci; il regolamento si occupa delle modalità con cui questi limiti sono indicati sulla carta di circolazione. Per il neopatentato questo si traduce in un doppio binario: da un lato deve conoscere bene i limiti generali di velocità e le relative sanzioni; dall’altro deve ricordare che, anche quando il limite generale è più alto, per lui la “soglia legale” è più bassa, e che non può mettersi alla guida di veicoli troppo potenti rispetto ai parametri fissati.

Consigli pratici per non perdere la patente nei primi anni

Visto il quadro normativo, il primo consiglio è banale ma decisivo: se sei neopatentato, non bere nulla di alcolico quando sai che dovrai guidare. L’articolo 186-bis punisce già il semplice superamento dello zero nel tasso alcolemico fino a 0,5 g/l con una sanzione dedicata, che raddoppia in caso di incidente, e prevede aumenti significativi delle pene quando entri nelle fasce di tasso regolate dall’articolo 186. Anche un solo episodio può pesare sul tuo futuro di automobilista, incidendo sul punteggio, portando a sospensioni o addirittura alla revoca della patente con “stop” pluriennale al conseguimento di una nuova abilitazione. In quest’ottica, può essere utile approfondire con una guida dedicata sul tasso alcolemico consentito ai neopatentati, così da avere sempre chiaro cosa rischi.

Secondo consiglio: conosci bene tutte le limitazioni “extra” a cui sei soggetto. Non si tratta solo di alcol, ma anche di velocità e potenza del veicolo, come visto con l’articolo 117, e del sistema della patente a punti che può portare rapidamente alla sospensione in caso di cumulo di violazioni, soprattutto laddove intervengano norme come l’articolo 218-ter collegate proprio all’articolo 186-bis. Studiare queste regole non è un vezzo da “secchione”, ma un modo concreto per evitare di trasformare in pochi mesi quello che dovrebbe essere l’inizio di una lunga esperienza di guida in una trafila di sanzioni, corsi di recupero punti e, nei casi peggiori, in un periodo forzato “a piedi”. Se vuoi approfondire proprio quanto siano più severe le regole per alcol e guida per neopatentati e professionisti, può esserti utile una panoramica dedicata alle regole su alcol e guida per neopatentati e professionisti.

Terzo: ricordati che per la legge l’obiettivo non è punirti “per sport”, ma prevenire condotte pericolose. Il principio informatore della circolazione, fissato dall’articolo 140 del Codice della Strada, richiede a tutti gli utenti di comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio e da salvaguardare sempre la sicurezza stradale. Le norme sull’alcol per neopatentati e sui limiti più bassi di velocità e potenza vanno lette in quest’ottica: chi ha meno esperienza deve essere messo nelle condizioni di sbagliare meno e di ridurre gli effetti degli errori inevitabili. Capire questo ti aiuta anche a leggere le regole non come un ostacolo, ma come un “paracadute” che ti permette di accumulare chilometri senza correre rischi inutili.

Ultimo suggerimento, ma fondamentale: impara a programmare le tue serate e i tuoi spostamenti come se le regole per alcol e guida non fossero negoziabili, perché giuridicamente non lo sono. Organizza rientri con conducenti sobri, valuta mezzi alternativi quando sai di voler bere, e non farti mai convincere da chi minimizza i controlli o la portata delle sanzioni. Le norme dell’articolo 186-bis mostrano in modo chiaro quanto il legislatore consideri pericolosa la combinazione “neopatentato + alcol”: consultare una guida completa su quanto è più severa la disciplina per la guida dopo aver bevuto per neopatentati e conducenti professionali può aiutarti a fissare bene in mente la posta in gioco. E se vuoi avere un quadro di insieme di come funziona, in generale, la disciplina sulla guida in stato di ebbrezza, anche oltre il caso dei neopatentati, può esserti utile una panoramica su quanto è severa la disciplina sulla guida in stato di ebbrezza, così da capire quanto, in questo campo, la legge sia tutto tranne che indulgente.

Fonti normative