Quanto posso andare in autostrada se sono neopatentato?
Limiti di velocità in autostrada, potenza dei veicoli e sanzioni previste per i neopatentati secondo il Codice della Strada
Capire quanto si può andare in autostrada da neopatentati significa mettere insieme limiti di velocità, restrizioni sulla potenza dell’auto e regole specifiche per i primi anni di patente. Il Codice della Strada disciplina in modo preciso sia chi è soggetto a queste limitazioni, sia le conseguenze in caso di violazioni, con l’obiettivo di aumentare la sicurezza in una fase in cui l’esperienza di guida è ancora limitata.
Chi è considerato neopatentato secondo il Codice
Nel linguaggio comune si parla di “neopatentato” per indicare chi ha conseguito da poco la patente, ma il Codice della Strada utilizza un criterio temporale ben definito. L’articolo 117 del Codice della Strada stabilisce che, per alcune categorie di patente, le limitazioni alla guida e alla velocità si applicano “per i primi tre anni dal conseguimento” della patente stessa. Questo periodo triennale è il riferimento principale per individuare chi rientra nella condizione di conducente soggetto a regole più restrittive rispetto agli altri automobilisti.
Le categorie interessate sono in particolare le patenti A2, A, B1 e B, per le quali l’articolo 117 prevede limiti specifici di velocità e, per la categoria B, anche limiti sulla potenza dei veicoli guidabili. Non è quindi la sola età anagrafica a definire la condizione di neopatentato, ma il tempo trascorso dal superamento dell’esame di guida. Lo stesso articolo precisa infatti che le limitazioni decorrono automaticamente dalla data di superamento dell’esame previsto dall’articolo 121, senza bisogno di ulteriori provvedimenti o annotazioni per renderle efficaci.
È importante distinguere questa fase iniziale da altre situazioni particolari, come la guida accompagnata dei minorenni disciplinata dall’articolo 115, che richiama espressamente l’applicazione delle disposizioni dell’articolo 117 anche a chi guida con autorizzazione speciale prima del conseguimento formale della patente B. In questi casi, le limitazioni tipiche dei neopatentati si applicano già durante la guida accompagnata, con responsabilità condivise tra conducente e accompagnatore. Questo conferma come il legislatore consideri la minore esperienza di guida un fattore di rischio da gestire con regole dedicate.
Un ulteriore elemento da considerare è che le limitazioni previste dall’articolo 117 non dipendono dal tipo di strada su cui si è sostenuto l’esame o dal veicolo utilizzato in sede di prova, ma sono collegate in modo generale alla categoria di patente posseduta e al tempo trascorso dal suo rilascio. Per chi si mette alla guida in autostrada nei primi tre anni, questo significa dover sempre tenere presente di rientrare in un regime speciale, con obblighi più stringenti rispetto ai conducenti con maggiore anzianità di patente.
Limiti di velocità specifici per i neopatentati
Per quanto riguarda la velocità, il Codice della Strada introduce per i neopatentati limiti più bassi rispetto a quelli ordinari. L’articolo 117 stabilisce che, per i primi tre anni dal conseguimento della patente di categoria A2, A, B1 e B, non è consentito il superamento di 100 km/h in autostrada e di 90 km/h sulle strade extraurbane principali. Si tratta di un limite speciale che si applica al conducente, indipendentemente dal fatto che il veicolo sia tecnicamente in grado di raggiungere velocità superiori o che la segnaletica indichi limiti più elevati.
Queste soglie ridotte hanno una funzione chiaramente prudenziale: il legislatore presume che nei primi anni di guida l’esperienza nella gestione delle situazioni tipiche dell’alta velocità – come sorpassi, distanze di sicurezza e reazioni agli imprevisti – sia ancora in fase di formazione. Per questo motivo, anche se il limite generale in autostrada può essere più alto, il neopatentato deve attenersi al tetto dei 100 km/h, pena l’applicazione delle sanzioni previste per la violazione delle limitazioni di cui all’articolo 117.
Lo stesso articolo prevede che le modalità di indicazione di questi limiti sulla carta di circolazione siano stabilite dal regolamento, ma chiarisce che le limitazioni alla guida e alla velocità sono automatiche e non dipendono dall’annotazione materiale sul documento del veicolo. In pratica, anche in assenza di un richiamo esplicito sul libretto, il conducente neopatentato è comunque obbligato a rispettare i limiti ridotti. Questo aspetto sottolinea la centralità della responsabilità personale del guidatore nel conoscere e applicare le norme che lo riguardano.
Le stesse soglie di 100 km/h in autostrada e 90 km/h sulle strade extraurbane principali si applicano anche ai minorenni che guidano con autorizzazione nell’ambito della guida accompagnata, come richiamato dall’articolo 115, che estende a tali ipotesi le disposizioni dell’articolo 117, comma 2. In questo modo, il Codice mantiene un quadro coerente di prudenza per tutti i conducenti con ridotta esperienza, indipendentemente dal fatto che abbiano già conseguito formalmente la patente o stiano ancora completando il percorso formativo.
Limitazioni sulla potenza dei veicoli guidabili
Oltre ai limiti di velocità, per i titolari di patente B nei primi tre anni dal rilascio il Codice della Strada introduce anche restrizioni sulla potenza dei veicoli che possono essere guidati. L’articolo 117, al comma 2-bis, stabilisce che ai titolari di patente di categoria B, per i primi tre anni, non è consentita la guida di autoveicoli aventi una potenza specifica, riferita alla tara, superiore a 75 kW/t. Per i veicoli di categoria M1, compresi quelli elettrici o ibridi plug-in, è previsto inoltre un ulteriore limite di potenza massima pari a 105 kW, che si aggiunge al vincolo sulla potenza specifica.
Queste limitazioni sulla potenza hanno un impatto diretto sulla scelta dell’auto da utilizzare in autostrada da parte di un neopatentato. Anche se il Codice non entra nel dettaglio dei singoli modelli, il principio è chiaro: nei primi tre anni non è possibile condurre veicoli troppo prestazionali, che potrebbero favorire condotte di guida più rischiose o difficili da controllare per chi ha poca esperienza. La potenza specifica riferita alla tara rappresenta un criterio tecnico che tiene conto del rapporto tra potenza del motore e massa del veicolo, parametro significativo per le prestazioni in accelerazione e velocità.
Lo stesso comma 2-bis prevede alcune eccezioni: le limitazioni non si applicano ai veicoli adibiti al servizio di persone invalide autorizzate ai sensi dell’articolo 188, a condizione che la persona invalida sia presente sul veicolo, né si applicano quando, accanto al conducente, si trova in funzione di istruttore una persona di età non superiore a sessantacinque anni, munita di patente valida per la stessa categoria conseguita da almeno dieci anni, o per categoria superiore. In queste situazioni, il legislatore bilancia l’esigenza di tutela con quella di garantire mobilità e assistenza.
L’articolo 115, che disciplina tra l’altro la guida accompagnata, richiama espressamente il rispetto dei limiti di potenza specifica di cui all’articolo 117, comma 2-bis, anche per i minorenni che guidano con autorizzazione speciale. Questo conferma che il quadro delle limitazioni sulla potenza è pensato in modo unitario per tutti i conducenti in fase iniziale, sia che si tratti di neopatentati in senso stretto, sia di chi sta completando il percorso formativo prima dell’esame di guida.
Rapporto tra limiti generali di velocità e limiti per neopatentati
Per comprendere quanto può andare in autostrada un neopatentato, è fondamentale mettere in relazione i limiti specifici dell’articolo 117 con la disciplina generale della velocità. L’articolo 141 stabilisce che il conducente deve sempre conservare il controllo del veicolo e regolare la velocità in modo da non costituire pericolo per la sicurezza della circolazione, tenendo conto di una serie di fattori come le caratteristiche della strada, il traffico e le condizioni atmosferiche. Questo principio generale si applica a tutti i conducenti, neopatentati compresi, e impone di adeguare la velocità anche al di sotto dei limiti massimi quando le condizioni lo richiedono.
L’articolo 142 disciplina invece i limiti massimi di velocità sulle diverse tipologie di strade, fissando per le autostrade un limite ordinario più elevato rispetto a quello speciale previsto per i neopatentati. In presenza di un conducente nei primi tre anni di patente, però, prevale il limite più restrittivo di 100 km/h stabilito dall’articolo 117. In altre parole, il neopatentato deve considerare come proprio limite massimo quello specifico, anche se la segnaletica o la norma generale consentirebbero velocità maggiori agli altri automobilisti.
Questa sovrapposizione di norme mostra come il sistema sia costruito su più livelli: da un lato i limiti generali di velocità validi per tutti, dall’altro le restrizioni aggiuntive per categorie particolari di conducenti. Il neopatentato che circola in autostrada deve quindi verificare sia il limite generale indicato dalla segnaletica, sia il proprio limite personale derivante dall’articolo 117, rispettando sempre il valore più basso. A ciò si aggiunge l’obbligo, derivante dall’articolo 141, di ridurre ulteriormente la velocità se le condizioni di sicurezza lo impongono.
È importante ricordare che le condizioni e le limitazioni della circolazione sulle autostrade sono disciplinate anche dall’articolo 175 del Codice della Strada, che individua i veicoli ammessi e quelli esclusi da queste infrastrutture. Sebbene tale articolo non introduca limiti di velocità specifici per i neopatentati, contribuisce a definire il quadro complessivo delle regole da rispettare in autostrada, all’interno del quale si inseriscono le limitazioni personali di velocità e di potenza previste dall’articolo 117.
Sanzioni tipiche per chi viola i limiti da neopatentato
La violazione delle limitazioni previste per i neopatentati comporta l’applicazione di sanzioni amministrative, che possono riguardare sia l’eccesso di velocità rispetto ai limiti specifici, sia la guida di veicoli non consentiti per potenza. L’articolo 117 prevede, per chi non osserva le limitazioni alla guida e alla velocità ivi stabilite, una sanzione amministrativa pecuniaria, alla quale possono aggiungersi conseguenze ulteriori in termini di provvedimenti sulla patente, secondo le disposizioni generali del Codice. La natura automatica delle limitazioni rende irrilevante, ai fini della responsabilità, l’eventuale ignoranza del conducente circa la propria condizione di neopatentato.
Quando la violazione riguarda la velocità, entrano in gioco anche le norme generali dell’articolo 142, che disciplinano le sanzioni per il superamento dei limiti massimi di velocità. In caso di neopatentato, il confronto va fatto con il limite ridotto di 100 km/h in autostrada e 90 km/h sulle strade extraurbane principali, e non con il limite ordinario valido per gli altri conducenti. Questo significa che un valore di velocità che per un conducente esperto potrebbe rientrare nella soglia consentita, per un neopatentato può costituire a tutti gli effetti un’infrazione.
Per quanto riguarda la guida di veicoli con potenza superiore ai limiti previsti dal comma 2-bis dell’articolo 117, la violazione delle restrizioni comporta anch’essa l’applicazione della sanzione amministrativa prevista dallo stesso articolo. In tali casi, oltre alla sanzione pecuniaria, possono trovare applicazione le disposizioni generali in materia di sospensione o revoca della patente, secondo le regole del Titolo VI del Codice, quando ne ricorrano i presupposti. La posizione del neopatentato è quindi particolarmente delicata, perché l’accumulo di violazioni nei primi anni può incidere in modo significativo sulla possibilità di continuare a guidare.
Un ulteriore profilo sanzionatorio riguarda le ipotesi in cui il neopatentato commetta violazioni durante la guida accompagnata disciplinata dall’articolo 115. In tali situazioni, la norma prevede che, in caso di violazioni delle disposizioni dell’articolo 117, la sanzione amministrativa pecuniaria sia applicata e che l’accompagnatore risponda in solido con il genitore o con chi esercita l’autorità parentale o con il tutore del conducente minorenne. Questo meccanismo rafforza l’idea che il rispetto delle limitazioni di velocità e di potenza nei primi anni di guida sia un obiettivo condiviso, che coinvolge non solo il conducente ma anche chi lo affianca nel percorso di apprendimento.
Questo articolo è stato redatto dalla nostra Redazione sulla base degli ultimi aggiornamenti del Codice della Strada. Le informazioni hanno finalità informative e divulgative; per l’applicazione concreta e per eventuali modifiche successive fa sempre fede il testo ufficiale della normativa.