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Quanto posso superare i limiti di velocità in autostrada?

Limiti di velocità in autostrada, tolleranze, sanzioni e punti patente previsti dal Codice della Strada con riferimenti agli articoli 142, 117, 126-bis e 201

Limiti di velocità in autostrada: quanto si può davvero superare?
diEzio Notte

Capire quanto si può superare il limite di velocità in autostrada senza rischiare sanzioni è una delle domande più frequenti tra gli automobilisti. Il Codice della Strada disciplina in modo preciso sia i limiti generali, sia le conseguenze economiche e sulla patente quando questi vengono oltrepassati. In questo articolo analizziamo i limiti previsti, le fasce di eccesso di velocità con le relative multe e decurtazioni punti, il ruolo di autovelox e tutor come prova della violazione e alcuni accorgimenti pratici per guidare in sicurezza riducendo il rischio di infrazioni.

Limiti di velocità in autostrada previsti dal Codice

I limiti di velocità in autostrada sono fissati innanzitutto dall’articolo 142 del Codice della Strada, che stabilisce la velocità massima generale di 130 km/h per le autostrade, con una disciplina differenziata per le altre tipologie di strade. Lo stesso articolo prevede che, in caso di precipitazioni atmosferiche di qualsiasi natura, il limite massimo in autostrada scenda a 110 km/h, a tutela della sicurezza e della stabilità dei veicoli. Inoltre, per le autostrade a tre corsie più corsia di emergenza per senso di marcia, dotate di apparecchiature omologate per il calcolo della velocità media, è possibile elevare il limite fino a 150 km/h, ma solo al ricorrere di condizioni tecniche, di traffico e di incidentalità ben precise, sempre con apposita segnaletica.

Lo stesso articolo chiarisce che gli enti proprietari o concessionari della strada possono fissare limiti diversi, sia massimi sia minimi, entro i limiti generali previsti, quando le caratteristiche del tracciato o altre condizioni rendano opportuno un diverso valore. In pratica, il conducente non deve fare riferimento solo al limite “teorico” di 130 km/h, ma deve attenersi al limite indicato dalla segnaletica presente sul tratto specifico, che può essere inferiore per motivi di sicurezza, lavori, particolari conformazioni del tracciato o altre esigenze. Gli enti hanno anche l’obbligo di adeguare tempestivamente questi limiti quando vengono meno le cause che li hanno giustificati.

Accanto ai limiti generali, il Codice prevede restrizioni specifiche per alcune categorie di conducenti. L’articolo 117 del Codice della Strada stabilisce che, per i primi tre anni dal conseguimento della patente di categoria A2, A, B1 e B, non è consentito il superamento della velocità di 100 km/h per le autostrade e di 90 km/h per le strade extraurbane principali. Ciò significa che un neopatentato, anche se circola su un tratto dove il limite generale è 130 km/h, deve comunque rispettare il limite personale di 100 km/h, e l’eventuale superamento viene valutato rispetto a questo valore ridotto.

Le limitazioni per i neopatentati operano in modo automatico dalla data di superamento dell’esame di guida, come precisato dallo stesso articolo, e sono destinate a favorire una progressiva acquisizione di esperienza alla guida. In autostrada, questo si traduce in una gestione più prudente della velocità, che riduce gli spazi di frenata necessari e consente una maggiore capacità di reazione agli imprevisti. È importante che chi guida conosca non solo il limite indicato dai segnali, ma anche gli eventuali limiti personali legati alla propria categoria di patente o alla durata del possesso della stessa, per evitare infrazioni che possono avere conseguenze significative sulla patente e sulla possibilità di continuare a guidare.

Superamento dei limiti: fasce di eccesso e relative sanzioni

Il cuore della domanda “quanto si può superare il limite di velocità in autostrada” trova risposta sempre nell’articolo 142 del Codice della Strada, che disciplina in modo dettagliato le fasce di superamento e le corrispondenti sanzioni amministrative. Il comma 7 prevede che chi supera i limiti massimi di velocità di non oltre 10 km/h sia soggetto a una sanzione pecuniaria, con importi minimi e massimi indicati dalla norma. Il comma 8 riguarda invece il superamento di oltre 10 km/h e di non oltre 40 km/h, con una sanzione più elevata e, in alcuni casi specifici, anche la sospensione della patente se la violazione è ripetuta in ambito urbano.

Per gli eccessi più gravi, il comma 9 dell’articolo 142 stabilisce che chi supera di oltre 40 km/h ma di non oltre 60 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto a una sanzione amministrativa pecuniaria sensibilmente più alta e alla sanzione accessoria della sospensione della patente di guida da uno a tre mesi. Per superamenti ancora maggiori, disciplinati dal comma 9-bis, le sanzioni aumentano ulteriormente, sia sul piano economico sia in termini di sospensione della patente. A queste conseguenze si aggiunge la decurtazione dei punti dalla patente prevista dall’allegato relativo all’articolo 126-bis, che attribuisce 3 punti di decurtazione per le violazioni del comma 8, 6 punti per quelle del comma 9 e 10 punti per quelle del comma 9-bis dell’articolo 142.

Per avere una visione sintetica delle fasce di superamento dei limiti e delle relative conseguenze sulla patente, è utile richiamare i valori di punti previsti dalla tabella collegata all’articolo 126-bis. Pur variando gli importi delle sanzioni pecuniarie in base agli aggiornamenti normativi, la struttura delle fasce e la progressione della gravità restano un riferimento stabile per comprendere quanto sia rischioso superare il limite anche di pochi chilometri orari, soprattutto in autostrada dove le velocità sono già elevate.

Fascia di superamentoRiferimento normativoPunti patente
Fino a 10 km/h oltre il limiteArt. 142, comma 70 punti (non indicata decurtazione in tabella)
Oltre 10 km/h e fino a 40 km/hArt. 142, comma 83 punti
Oltre 40 km/h e fino a 60 km/hArt. 142, comma 96 punti
Oltre 60 km/hArt. 142, comma 9-bis10 punti

È importante ricordare che, oltre alle sanzioni e alla decurtazione punti, per le violazioni più gravi è prevista la sospensione della patente, con durata che aumenta al crescere dell’eccesso di velocità. Il Codice prevede inoltre che, in caso di accertamento con le modalità di cui ai commi 6 e 6-bis dell’articolo 142, se nello stesso arco temporale e sulla stessa rete stradale vengono rilevate più violazioni a carico dello stesso veicolo, possono applicarsi, se più favorevoli, le sanzioni previste per la violazione più grave aumentate di un terzo, secondo quanto stabilito dal comma 6-ter. Questo meccanismo evita una sommatoria eccessiva di sanzioni quando le infrazioni sono ravvicinate nel tempo e nello spazio.

Autovelox, tutor e prova della violazione

Il controllo del rispetto dei limiti di velocità in autostrada avviene in larga parte tramite dispositivi automatici come autovelox e sistemi di rilevazione della velocità media (tutor). L’articolo 142 del Codice della Strada prevede che le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità debbano essere preventivamente segnalate e ben visibili, mediante cartelli o dispositivi luminosi conformi alle norme del regolamento. Le modalità di impiego di tali apparecchiature sono stabilite con decreto del Ministro dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’interno. Questo impianto normativo mira a garantire che il controllo della velocità abbia una funzione di prevenzione e non solo repressiva, mettendo il conducente nelle condizioni di adeguare per tempo la propria condotta.

Per quanto riguarda la validità della prova della violazione, l’articolo 201 del Codice della Strada disciplina l’accertamento delle infrazioni tramite dispositivi o apparecchiature di rilevamento. In particolare, la norma prevede che, per alcune violazioni, tra cui quelle relative ai limiti di velocità richiamate alla lettera g-bis del comma 1-bis, l’accertamento possa avvenire mediante dispositivi omologati o approvati, senza necessità della presenza fisica degli organi di polizia stradale, quando gli strumenti funzionano in modo completamente automatico. La documentazione fotografica prodotta costituisce atto di accertamento in ordine alla circostanza che, al momento del rilevamento, un determinato veicolo, identificato dalla targa, stava circolando sulla strada.

Lo stesso articolo 201 precisa che, nei casi in cui non sia possibile procedere alla contestazione immediata, il verbale notificato deve indicare i motivi che hanno reso impossibile tale contestazione. Tuttavia, per le violazioni accertate con dispositivi automatici nelle ipotesi previste, non è necessaria la presenza degli agenti al momento del rilevamento, purché gli strumenti siano omologati o approvati secondo la normativa tecnica. Questo vale anche per i sistemi che controllano in modo automatico il rispetto di altri obblighi, come quello di assicurazione, ma per quanto riguarda la velocità, il principio centrale è che la registrazione fotografica o elettronica, se conforme ai requisiti, è sufficiente a fondare la contestazione.

In autostrada, i sistemi di rilevazione della velocità media, richiamati dall’articolo 142 quando consente l’eventuale innalzamento del limite a 150 km/h, svolgono una funzione particolare: non misurano solo la velocità istantanea, ma calcolano la velocità media su un determinato tratto. Questo tipo di controllo incentiva una guida costante e regolare, scoraggiando accelerazioni improvvise e frenate brusche. Dal punto di vista giuridico, anche per questi sistemi valgono le regole generali sull’omologazione, sulla segnalazione preventiva e sulla validità della documentazione prodotta come prova dell’infrazione, secondo il quadro delineato dall’articolo 201.

Consigli pratici per evitare infrazioni e perdere punti

Per evitare di incorrere in sanzioni per eccesso di velocità in autostrada, il primo passo è conoscere e rispettare i limiti fissati dall’articolo 142 del Codice della Strada, tenendo conto sia del limite generale sia di quello eventualmente indicato dalla segnaletica sul singolo tratto. È fondamentale adeguare la velocità alle condizioni atmosferiche: in caso di pioggia o altre precipitazioni, il limite massimo in autostrada scende a 110 km/h, e superarlo espone alle stesse fasce sanzionatorie previste per gli altri casi di eccesso. Prestare attenzione ai pannelli a messaggio variabile e ai segnali temporanei consente di evitare infrazioni dovute a cambiamenti momentanei dei limiti, ad esempio per lavori o incidenti.

Un altro aspetto cruciale riguarda i neopatentati, soggetti alle limitazioni di velocità previste dall’articolo 117 del Codice della Strada. Chi ha conseguito la patente da meno di tre anni deve ricordare che, anche in autostrada, il proprio limite personale è di 100 km/h, indipendentemente dal limite generale del tratto. Rispettare questo vincolo non solo evita sanzioni, ma contribuisce a costruire un’esperienza di guida più sicura, con tempi di reazione più ampi e margini maggiori per gestire situazioni improvvise. Per chi viaggia spesso in autostrada, è utile abituarsi a controllare periodicamente il tachimetro e a mantenere una velocità leggermente inferiore al limite, così da compensare eventuali oscillazioni.

Dal punto di vista della patente a punti, la tabella collegata all’articolo 126-bis mostra come le violazioni dei limiti di velocità possano incidere in modo significativo sul saldo punti: 3 punti per gli eccessi tra 10 e 40 km/h, 6 punti per quelli tra 40 e 60 km/h e 10 punti per i superamenti oltre 60 km/h, sempre con riferimento all’articolo 142. Una gestione prudente della velocità in autostrada è quindi essenziale per preservare il proprio punteggio, soprattutto per chi ha già subito altre decurtazioni. Mantenere un margine di sicurezza rispetto al limite, evitare sorpassi inutilmente veloci e programmare le soste in modo da non essere costretti a recuperare tempo sono strategie concrete per ridurre il rischio di infrazioni.

Infine, è utile considerare che il Codice prevede la possibilità di accertare le violazioni tramite dispositivi automatici, come stabilito dall’articolo 201 del Codice della Strada, senza necessità di fermo immediato del veicolo. Questo significa che un comportamento scorretto in autostrada può tradursi in un verbale notificato successivamente, anche se il conducente non è stato fermato sul momento. Sapere che autovelox e tutor possono operare in modo automatico e che la documentazione prodotta costituisce prova dell’infrazione è un ulteriore incentivo a mantenere una condotta di guida costante, rispettosa dei limiti e orientata alla tutela della sicurezza propria e altrui.

 

Questo articolo è stato redatto dalla nostra Redazione sulla base degli ultimi aggiornamenti del Codice della Strada. Le informazioni hanno finalità informative e divulgative; per l’applicazione concreta e per eventuali modifiche successive fa sempre fede il testo ufficiale della normativa.