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Quanto tempo hanno le autorità per togliere i punti dalla patente dopo una multa?

Tempi di decurtazione dei punti patente dopo una multa e rapporto con la definizione del verbale

Quanto tempo hanno per togliere i punti dalla patente dopo una multa?
diRedazione

Molti conducenti si accorgono della perdita di punti solo quando controllano il saldo patente, spesso mesi dopo la multa, e pensano a un errore o a un ritardo “illegittimo” delle autorità. Capire quando la decurtazione diventa effettiva e quali passaggi amministrativi la precedono permette di evitare contestazioni infondate, di valutare correttamente se presentare ricorso e di non sottovalutare gli obblighi di comunicazione che possono generare ulteriori sanzioni.

Come avviene la decurtazione dei punti dopo una multa

La risposta di base è che la decurtazione dei punti non avviene nel momento in cui si riceve il verbale, ma quando la violazione diventa definitivamente accertata. Secondo la ricostruzione offerta dalla giurisprudenza e ripresa dalla Rivista Giuridica ACI, l’autorità centrale procede a togliere i punti solo dopo la conclusione di eventuali ricorsi amministrativi o giurisdizionali, oppure dopo il decorso dei termini per proporli. Fino a quel momento, il verbale è solo il presupposto della futura decurtazione.

Un altro passaggio chiave è la segnalazione dell’organo accertatore all’anagrafe nazionale dei conducenti. Come evidenziato anche da ASAPS in un approfondimento sull’art. 126‑bis C.d.S., la perdita di punti è una conseguenza automatica che scatta solo dopo che l’ufficio che ha elevato la multa trasmette i dati del conducente e del verbale all’autorità centrale, una volta definita la contestazione. Se il conducente propone ricorso, questa segnalazione viene normalmente sospesa fino all’esito.

Per chi guida, questo significa che tra la data dell’infrazione e il momento in cui i punti risultano effettivamente decurtati può trascorrere un intervallo anche significativo, senza che ciò implichi irregolarità. L’errore frequente è credere che la decurtazione debba coincidere con il pagamento della sanzione o con la notifica del verbale: in realtà, il pagamento è solo uno dei possibili modi con cui il verbale diventa definitivo, ma non coincide materialmente con l’operazione di aggiornamento del punteggio.

In quanto tempo il verbale viene registrato e i punti vengono scalati

La domanda sul “quanto tempo hanno le autorità” non ha una risposta in giorni fissi per la decurtazione, perché il Codice della Strada lega il momento della perdita di punti alla definizione del verbale, non a un termine rigido per l’aggiornamento del punteggio. Secondo quanto riportato da una nota della Rivista Giuridica ACI, l’autorità centrale può disporre la decurtazione senza ulteriori notifiche specifiche, una volta ricevuta la segnalazione relativa a un verbale divenuto definitivo. Il tempo tecnico di registrazione dipende quindi sia dai termini di ricorso sia dai flussi di trasmissione tra uffici.

Un elemento temporale certo riguarda invece la comunicazione dei dati del conducente quando il verbale è notificato al proprietario del veicolo. La scheda operativa su art. 126‑bis C.d.S. di ASAPS – Riferimenti operativi ricorda che il proprietario deve comunicare i dati personali e della patente del conducente entro 60 giorni dalla notifica del verbale. Questo termine è confermato anche dal modulo del Comune di Colonna, che ribadisce l’obbligo di inviare i dati entro 60 giorni. Solo dopo questa comunicazione (o in caso di mancata comunicazione, con le relative conseguenze) l’organo accertatore può procedere alla segnalazione per la decurtazione.

Un caso particolare è quello della contestazione immediata su strada. Alcuni regolamenti locali, come quello del Comune di Cernusco sul Naviglio, prevedono che il conducente debba presentarsi entro 5 giorni dall’accertamento presso la Polizia Locale con la patente, proprio per consentire la registrazione della decurtazione. Se, ad esempio, si viene fermati per un eccesso di velocità con contestazione immediata e non ci si presenta entro il termine indicato, si rischia di complicare la gestione della pratica e di allungare i tempi di aggiornamento del punteggio, pur restando ferma la futura perdita di punti.

Come controllare quando sono stati tolti i punti sulla patente

Per capire quando i punti sono stati effettivamente tolti, la prima verifica da fare è il saldo aggiornato della propria patente. Chi ha subito una violazione con decurtazione può monitorare l’andamento del punteggio nel tempo e confrontarlo con le date delle infrazioni note. Se, ad esempio, si riceve una multa a gennaio e si nota una riduzione di punti registrata mesi dopo, è probabile che la decurtazione sia stata eseguita quando il verbale è divenuto definitivo, non alla data della multa. Questo confronto temporale aiuta a capire se la procedura segue la logica dell’art. 126‑bis C.d.S.

Per chi è già vicino alla soglia critica, controllare con regolarità il saldo è essenziale per evitare di trovarsi improvvisamente con un numero di punti molto basso. In presenza di più violazioni, la decurtazione può avvenire in momenti diversi, a seconda di quando ciascun verbale viene definito. In questo scenario, può essere utile affiancare al controllo del punteggio anche una valutazione delle strategie per evitare ulteriori perdite, come spiegato nell’approfondimento su come si fa a non farsi togliere i punti della patente, che aiuta a ridurre il rischio di nuove decurtazioni in attesa che il saldo si stabilizzi.

Un ulteriore controllo pratico riguarda la corrispondenza tra i punti indicati nei verbali e quelli effettivamente sottratti. Se si nota una decurtazione che non si riesce a collegare a nessuna multa conosciuta, è opportuno recuperare i verbali degli ultimi mesi e verificare se uno di questi è stato notificato a un indirizzo diverso o è stato oggetto di un procedimento che si era sottovalutato. In caso di dubbi persistenti, è possibile rivolgersi all’ufficio competente per chiedere chiarimenti sulla singola operazione di aggiornamento del punteggio.

Cosa succede se la comunicazione dei punti arriva in ritardo

La domanda su cosa accade se la comunicazione della decurtazione arriva “tardi” presuppone che il conducente debba ricevere un avviso specifico ogni volta che vengono tolti punti. La giurisprudenza, richiamata dalla Rivista Giuridica ACI, evidenzia invece che il titolare della patente può subire la decurtazione senza ulteriori notifiche dedicate, una volta che l’organo centrale ha ricevuto la segnalazione relativa a un verbale definitivo. Di conseguenza, parlare di “ritardo” nella comunicazione ha senso solo rispetto alle informazioni che il conducente riesce a ottenere, non rispetto all’efficacia giuridica della perdita di punti.

Un profilo diverso riguarda il ritardo o l’omissione nella comunicazione dei dati del conducente da parte del proprietario del veicolo. Il Comune di Avigliana ricorda che la mancata comunicazione dei dati comporta un’ulteriore sanzione ai sensi dell’art. 126‑bis C.d.S., distinta dalla procedura di decurtazione dei punti. Se, quindi, il proprietario non rispetta il termine di 60 giorni per indicare chi guidava, rischia una nuova sanzione, mentre la decurtazione potrà comunque essere disposta nei confronti del soggetto individuato secondo le regole applicabili.

Dal punto di vista pratico, se il conducente scopre una decurtazione che ritiene “tardiva” rispetto alla violazione, deve chiedersi prima di tutto se aveva presentato ricorso o se i termini per farlo erano ancora aperti. Se, ad esempio, si è pagata la multa in misura ridotta, si è contribuito a rendere definitivo il verbale, aprendo la strada alla segnalazione per la perdita di punti anche a distanza di tempo. In situazioni in cui il saldo punti si è ridotto al punto da avvicinarsi a soglie critiche, può essere utile valutare i tempi e le modalità di recupero, come illustrato nell’analisi su quanto tempo serve per recuperare 3 punti sulla patente, per pianificare corsi o comportamenti di guida più prudenti.

Se la decurtazione arriva quando il punteggio è già molto basso, ad esempio perché si avevano pochi punti residui per precedenti infrazioni, l’effetto può essere particolarmente pesante. In questi casi, è fondamentale sapere cosa comporta trovarsi con un saldo ridotto, come spiegato nell’approfondimento su cosa succede se ho 6 punti sulla patente, e valutare tempestivamente le opzioni disponibili per evitare di arrivare all’azzeramento, tenendo conto che la tempistica della decurtazione è legata alla definizione dei verbali e non alla percezione soggettiva di “ritardo” da parte del conducente.