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Quanto tempo passa di solito prima che arrivi una multa a casa dopo l’infrazione?

Tempi di notifica delle multe, differenza con prescrizione e verifiche utili per capire se il verbale è stato comunicato nei termini previsti

Quanto tempo passa di solito prima che arrivi una multa a casa dopo l’infrazione?
diRedazione

Molti automobilisti si accorgono della multa solo quando il verbale arriva a casa, spesso settimane o mesi dopo l’infrazione, e il dubbio è sempre lo stesso: “è arrivata nei tempi giusti o è tardiva?”. Capire come funzionano i termini di notifica aiuta a evitare un errore frequente: pagare senza verificare se la comunicazione è stata spedita entro i limiti previsti, rinunciando a un possibile motivo di annullamento.

Quali sono i termini di notifica di una multa previsti dal Codice della Strada

Per capire quanto tempo passa di solito prima che arrivi una multa a casa, la prima domanda è: quali sono i termini di notifica previsti dal Codice della Strada? La disciplina di riferimento è l’art. 201 CdS, che stabilisce entro quanto tempo il verbale deve essere notificato al trasgressore quando non è stato possibile contestare l’infrazione immediatamente. Secondo quanto riportato sul sito dell’ACI dedicato al testo dell’art. 201 CdS, la legge distingue tra contestazione immediata e differita, prevedendo un termine massimo per l’invio del verbale.

La seconda domanda è: questi termini sono “rigidi” o esistono eccezioni? Le fonti giuridiche specialistiche, come la Rivista Giuridica dell’ACI, spiegano che il termine di notifica è perentorio, ma possono esserci situazioni particolari (ad esempio difficoltà nell’individuare il proprietario del veicolo, cambio di residenza non aggiornato, veicolo a noleggio o in leasing) che incidono sul calcolo concreto dei giorni. In ogni caso, la Pubblica Amministrazione deve poter dimostrare di aver rispettato i limiti previsti, di norma tramite la data di spedizione risultante dalla raccomandata o dal sistema di notifica digitale.

Da quando decorrono i giorni per la notifica della multa

La domanda successiva è da quando iniziano a decorrere i giorni per la notifica della multa. Non si parte dal momento in cui il verbale arriva nella cassetta della posta, ma dal momento in cui l’amministrazione accerta l’infrazione o, più precisamente, da quando ha a disposizione tutti gli elementi per individuare il soggetto da sanzionare. L’art. 201 CdS, come riportato sul portale ACI, collega infatti il termine di notifica al momento dell’accertamento e non alla semplice rilevazione materiale (ad esempio lo scatto dell’autovelox).

Un errore comune è calcolare i giorni solo tra la data dell’infrazione e quella di ricezione, senza considerare la data di spedizione indicata sul plico postale o sulla relata di notifica. Se, ad esempio, la multa viene spedita entro i termini ma arriva al destinatario dopo molto tempo per ritardi postali, la notifica resta valida. Per verificare correttamente i giorni, può essere utile affiancare il controllo delle date sul verbale con un calcolo puntuale degli intervalli; a questo scopo può tornare comoda una risorsa come la guida su come calcolare i giorni tra due date per scadenze e termini legati all’auto, che aiuta a non sbagliare il conteggio.

Cosa fare se la multa arriva dopo molto tempo

Quando la multa arriva dopo molto tempo dall’infrazione, la prima cosa da chiedersi è se la notifica sia avvenuta nei termini. La risposta passa da alcune verifiche pratiche: controllare la data dell’infrazione, la data di accertamento (se indicata), la data di spedizione riportata sulla busta o nel verbale e confrontarle con il termine massimo previsto dall’art. 201 CdS. Se il termine risulta superato, si può valutare un ricorso, facendo valere la tardività della notifica come motivo di illegittimità del verbale.

La seconda verifica riguarda la presenza di eventuali errori formali che possano rafforzare la contestazione. In molti casi, infatti, oltre al problema dei termini, il verbale può contenere vizi di forma (dati mancanti, indicazioni poco chiare sul luogo o sulla norma violata, errori nell’indicazione del proprietario del veicolo). Per orientarsi su quali irregolarità hanno reale rilevanza, può essere utile consultare un approfondimento sugli errori formali nelle multe e sui vizi che rendono efficace il ricorso, così da capire se nel proprio caso ci sono più motivi per contestare la sanzione.

Differenza tra termini di notifica e prescrizione della multa

Molti automobilisti confondono i termini di notifica con la prescrizione della multa, ma si tratta di concetti diversi. I termini di notifica riguardano il periodo entro cui il verbale deve essere comunicato al trasgressore dopo l’accertamento dell’infrazione: se questo limite non viene rispettato, il verbale può essere considerato illegittimo sin dall’origine. La prescrizione, invece, riguarda il tempo massimo entro cui la Pubblica Amministrazione può pretendere il pagamento della sanzione già notificata, tramite solleciti, cartelle o ingiunzioni.

Per chiarire con un esempio pratico: se la multa viene notificata nei termini ma poi, per anni, non arriva alcuna richiesta di pagamento o atto interruttivo, si può porre un problema di prescrizione, non di tardiva notifica. In questi casi, è utile distinguere bene le due fasi e verificare se i tempi lunghi riguardano il primo verbale o gli atti successivi di riscossione. Per approfondire il tema, può essere utile leggere un focus dedicato a quando vanno in prescrizione le multe, che aiuta a capire come si calcolano i termini e quali atti interrompono il decorso del tempo.

Un ulteriore scenario è quello delle cartelle o ingiunzioni notificate dopo molti anni dalla violazione originaria. In queste situazioni, la domanda non è più “la multa è stata notificata in tempo?”, ma “la pretesa è ancora esigibile o è prescritta?”. Per orientarsi tra questi casi complessi, specie quando arrivano atti esattoriali a distanza di molto tempo, può essere utile un approfondimento su come cambiano i ricorsi contro cartelle e ingiunzioni per multe dopo anni dalla violazione, così da valutare se e come contestare la richiesta di pagamento.