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Quanto ti costa davvero usare il monopattino elettrico al posto dell’auto in città?

Analisi dei costi tra monopattino elettrico, auto privata, sharing e trasporto pubblico nella mobilità urbana

Monopattino elettrico o auto in città: confronto dei costi reali nel 2026
diRedazione

Molti automobilisti urbani sottovalutano quanto pesino davvero i costi fissi dell’auto rispetto a quelli di un monopattino elettrico, soprattutto se usato tutti i giorni per tragitti brevi. Valutare solo il prezzo della benzina o della ricarica è un errore: a fare la differenza sono anche ammortamento, assicurazione, parcheggi, accessi alle ZTL e tempo perso nel traffico. Capire come questi elementi si sommano permette di evitare scelte impulsive, ad esempio acquistare un monopattino che poi resta inutilizzato o, al contrario, tenere un’auto che in città è quasi sempre ferma.

Quanto spendi all’anno tra acquisto, manutenzione, ricarica e assicurazione del monopattino

Il costo annuale di un monopattino elettrico dipende innanzitutto da una distinzione chiave: mezzo di proprietà o servizio in sharing. Nel primo caso il peso maggiore è l’acquisto iniziale, che si spalma su più anni, mentre ricarica e manutenzione ordinaria incidono poco sul budget mensile. Secondo quanto riportato da fonti specializzate, la ricarica domestica di un monopattino per un uso urbano tipico costa pochi centesimi per decine di chilometri, quindi l’energia incide molto meno rispetto a quanto accade per un’auto a combustione.

Con il monopattino in sharing, invece, la voce dominante è la tariffa al minuto e l’eventuale costo di sblocco. A Roma, ad esempio, il servizio Lime prevede un costo di 1 euro per lo sblocco del mezzo e una tariffa di 0,25 euro al minuto, con la possibilità di abbonamenti LimePass settimanali e mensili che coprono i costi di sblocco, come indicato dal Comune di Roma sul servizio Lime. Se si usa il monopattino tutti i giorni per tragitti di durata simile, il costo annuo può diventare paragonabile a quello di un abbonamento ai mezzi pubblici, ma con maggiore flessibilità e senza vincoli di orario.

Un altro elemento da considerare è l’eventuale assicurazione dedicata al monopattino, che in alcuni casi è offerta come servizio aggiuntivo dagli operatori di sharing o dalle compagnie per i mezzi privati. Anche se il premio annuo è in genere contenuto rispetto a una polizza auto, rappresenta comunque un costo fisso da sommare a manutenzione (pneumatici, freni, controlli periodici) e accessori obbligatori o consigliati, come casco e luci aggiuntive. Se si percorrono molti chilometri all’anno, questi piccoli importi possono diventare rilevanti e vanno messi a confronto con i costi complessivi di esercizio dell’auto.

Confronto con i costi fissi e variabili dell’auto in uso urbano

Per confrontare in modo corretto monopattino e auto in città non basta guardare al carburante o all’energia consumata. Le tabelle nazionali dei costi chilometrici elaborate dall’ACI, pubblicate in Gazzetta Ufficiale per la determinazione dei costi chilometrici, mostrano come il costo per chilometro di un’utilitaria a benzina in uso urbano includa ammortamento, manutenzione, pneumatici, carburante, assicurazione e altre spese. Analisi di settore indicano valori complessivi che superano ampiamente il solo costo del carburante, arrivando a diverse decine di centesimi per chilometro.

Se si guarda solo all’energia, il monopattino elettrico privato ha un costo per chilometro molto basso, inferiore a pochi centesimi, mentre l’auto a benzina in città risulta decisamente più onerosa. Tuttavia, il confronto cambia quando si considera il monopattino in sharing con tariffa al minuto: per un tragitto urbano di alcuni chilometri, il costo di una corsa può superare alcuni euro, come evidenziato da confronti pubblicati da testate specializzate e ripresi da AlVolante nel confronto tra monopattino e auto. In questi casi, il monopattino sharing può risultare più caro del solo carburante dell’auto, ma ancora competitivo rispetto al totale dei costi di possesso dell’auto calcolati su base chilometrica.

Un errore frequente è confrontare il costo di una singola corsa in monopattino sharing con il pieno di benzina, dimenticando che l’auto genera spese anche quando resta parcheggiata: bollo, assicurazione, svalutazione, manutenzione programmata. Se si usa l’auto solo per pochi chilometri al giorno in città, il costo per chilometro reale può diventare molto alto, mentre un mix di monopattino privato e trasporto pubblico riduce drasticamente i costi fissi. Per chi possiede già un’auto, la scelta non è solo economica ma anche strategica: valutare se mantenerla, sostituirla con un mezzo più piccolo o affiancarla a un monopattino per ridurre l’uso quotidiano.

Come incidono ZTL, Area C, parcheggi e blocchi del traffico sulla convenienza

L’impatto di ZTL, aree a pagamento e blocchi del traffico è spesso decisivo nel confronto tra monopattino e auto in città. In molti centri urbani l’accesso alle zone centrali con l’auto privata è soggetto a ticket, permessi o limitazioni orarie, mentre i monopattini elettrici, se rispettano le regole del Codice della Strada e le ordinanze locali, possono circolare più liberamente. Questo significa che, per chi lavora o studia in centro, il costo giornaliero di accesso e parcheggio con l’auto può superare di molto il costo di un tragitto in monopattino o di una combinazione monopattino + mezzi pubblici.

Il parcheggio è un altro fattore spesso sottovalutato. In molte zone urbane, la sosta su strada è a pagamento per gran parte della giornata e i parcheggi in struttura hanno tariffe orarie significative. Il monopattino, invece, può essere parcheggiato in spazi ridotti, spesso gratuitamente, purché non intralci il passaggio e rispetti le aree vietate. Se si considera un anno intero di spostamenti, la somma di ticket ZTL, soste a pagamento e possibili sanzioni per divieti di sosta può superare di molto il costo di acquisto e gestione di un monopattino privato.

Un ulteriore elemento è rappresentato dai blocchi del traffico per motivi ambientali o emergenziali, che colpiscono soprattutto i veicoli più inquinanti. In queste giornate, chi si affida solo all’auto rischia di non poter circolare o di dover ricorrere all’ultimo momento a mezzi alternativi più costosi. Avere un monopattino come opzione stabile riduce questa vulnerabilità e consente di pianificare spostamenti più prevedibili. Per valutare la convenienza reale, conviene quindi stimare quante volte all’anno si entra in ZTL, quanto si spende in parcheggi e quanto spesso si è esposti a limitazioni del traffico.

Quando il monopattino è davvero un’alternativa all’auto e quando no

Il monopattino diventa una vera alternativa all’auto soprattutto per tragitti brevi e ripetitivi, in contesti urbani densi e ben serviti dal trasporto pubblico. Se il percorso casa-lavoro è entro pochi chilometri, prevalentemente pianeggiante e dotato di piste ciclabili o strade a velocità moderata, il monopattino può sostituire l’auto nella maggior parte dei giorni, riducendo drasticamente i costi variabili e il tempo perso nel traffico. In questo scenario, l’auto può essere mantenuta solo per viaggi extraurbani o esigenze occasionali, mentre la mobilità quotidiana si sposta su micromobilità e mezzi pubblici.

Ci sono però situazioni in cui il monopattino non è un sostituto completo dell’auto. Se si devono trasportare bambini, bagagli voluminosi o attrezzature pesanti, oppure se il tragitto include tratti extraurbani veloci o strade con forte pendenza, l’auto resta spesso indispensabile. Anche le condizioni meteo contano: pioggia intensa, vento forte o asfalto scivoloso possono rendere il monopattino poco pratico o meno sicuro. In questi casi, il monopattino è più un complemento che un sostituto, utile per alcuni giorni alla settimana o per specifici spostamenti, ma non sufficiente a giustificare la rinuncia all’auto.

Un aspetto da non trascurare è la sicurezza e il rispetto delle regole. Chi valuta il passaggio al monopattino dovrebbe conoscere bene gli obblighi di circolazione, le aree consentite e le dotazioni richieste dal Codice della Strada. Per approfondire questi aspetti normativi e capire dove si può circolare in sicurezza con i monopattini e gli altri mezzi di micromobilità, è utile consultare l’analisi dedicata a monopattini e micromobilità nel nuovo Codice. Se non si è disposti a rispettare limiti di velocità, regole di precedenza e uso delle infrastrutture dedicate, il rischio di incidenti e sanzioni può annullare i vantaggi economici.

Come combinare monopattino, mezzi pubblici e car sharing per risparmiare

La combinazione di monopattino, trasporto pubblico e car sharing è spesso la soluzione più efficiente per chi vive in città e vuole ridurre i costi dell’auto senza rinunciare alla flessibilità. Il monopattino copre l’“ultimo miglio” tra casa, fermate del trasporto pubblico e luogo di lavoro, mentre metro, tram e bus gestiscono le tratte principali. Il car sharing entra in gioco per le esigenze occasionali in cui serve un’auto, ad esempio per una spesa grande o una gita fuori città. In questo modello, i costi fissi dell’auto privata vengono sostituiti da costi variabili più prevedibili e spesso inferiori sul lungo periodo.

Alcune città stanno sperimentando piattaforme di “Mobility as a Service” (MaaS) che integrano in un’unica app pianificazione e pagamento di diversi mezzi, inclusi monopattini e bici in sharing. A Torino, ad esempio, il progetto MaaS ToMove consente di organizzare spostamenti multimodali e ha distribuito 200.000 euro in bonus e sconti per viaggi che includono anche monopattini, come indicato dal Comune di Torino sul progetto MaaS ToMove. Se iniziative simili sono attive nella propria città, sfruttare incentivi e pacchetti multimodali può ridurre ulteriormente il costo annuo degli spostamenti.

Per costruire una combinazione efficace, conviene partire da una mappa dei propri spostamenti ricorrenti: casa-lavoro, scuola dei figli, palestra, spesa. Se, ad esempio, il tragitto casa-metro è di pochi minuti, il monopattino può sostituire l’auto per raggiungere la stazione, evitando parcheggi e traffico. Se invece si vive in periferia con collegamenti scarsi, il car sharing può coprire il tratto fino a un nodo di interscambio, mentre il monopattino resta utile per gli spostamenti di quartiere. In ogni caso, la chiave è verificare con realismo frequenza, orari e condizioni delle strade, per evitare di acquistare abbonamenti o mezzi che poi non si usano.

Esempi di profili tipo: studente, pendolare, famiglia in città

Per uno studente universitario che vive in affitto vicino al campus, il monopattino elettrico può sostituire quasi del tutto l’auto. Se le lezioni e le attività quotidiane si svolgono entro pochi chilometri, un monopattino privato abbinato a un abbonamento ai mezzi pubblici per gli spostamenti più lunghi riduce drasticamente i costi rispetto al mantenimento di un’auto. In questo scenario, il monopattino sharing può essere utile come backup, ma sul lungo periodo l’acquisto di un mezzo proprio tende a essere più conveniente, soprattutto se si percorrono molti chilometri all’anno.

Per un pendolare che lavora in centro e abita in periferia, la soluzione più efficiente è spesso ibrida. Se il tragitto fino alla stazione o alla fermata principale è breve, il monopattino può sostituire l’auto per raggiungere il trasporto pubblico, evitando ZTL, parcheggi costosi e traffico. Il car sharing può essere riservato a giornate particolari, ad esempio quando si devono trasportare documenti voluminosi o attrezzature. In questo caso, la convenienza economica dipende molto dalla frequenza con cui si entra in centro con l’auto e dai costi di sosta: più sono alti, più il passaggio a monopattino + mezzi pubblici diventa vantaggioso.

Per una famiglia con figli in città, il quadro è più complesso. L’auto resta spesso necessaria per gestire spostamenti multipli, accompagnare i bambini a scuola o alle attività sportive e fare la spesa settimanale. Tuttavia, introdurre uno o due monopattini in famiglia può ridurre l’uso dell’auto per gli adulti, ad esempio per andare al lavoro o per commissioni leggere. In questo modo si abbassa il chilometraggio annuo dell’auto, con effetti positivi su consumi, usura e manutenzione. Per valutare se questa strategia è sostenibile anche dal punto di vista della sicurezza stradale, è utile approfondire le buone pratiche di convivenza tra auto, bici e monopattini, come illustrato nell’analisi su come guidare in sicurezza tra bici, monopattini ed e-bike, e applicarle alla propria routine quotidiana.