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Quanto vale il limite di velocità per i neopatentati?

Limiti di velocità per neopatentati, durata delle restrizioni, sanzioni e riferimenti agli articoli del Codice della Strada

Quanto vale il limite di velocità per i neopatentati?
diEzio Notte

In sintesi. Limiti di velocità per neopatentati, durata delle restrizioni, sanzioni e riferimenti agli articoli del Codice della Strada

  • Chi è considerato neopatentato e per quanto tempo
  • Quali limiti di velocità valgono per i neopatentati su autostrade e extraurbane
  • Come si combinano i limiti generali dell’art. 142 con l’art. 117
  • Quali sanzioni sono previste se il neopatentato supera i limiti
  • Suggerimenti pratici per guidare in sicurezza nei primi tre anni
  • Fonti normative

Il tema dei limiti di velocità per i neopatentati è centrale per la sicurezza stradale: il Codice della Strada stabilisce infatti regole specifiche per chi ha conseguito da poco la patente, con limiti più restrittivi rispetto agli altri conducenti e un sistema sanzionatorio pensato per scoraggiare condotte pericolose. Conoscere con precisione questi vincoli è fondamentale non solo per evitare multe e sospensioni, ma soprattutto per impostare fin da subito uno stile di guida prudente e responsabile.

Chi è considerato neopatentato e per quanto tempo

Nel Codice della Strada la figura del neopatentato emerge in modo particolare attraverso le limitazioni nella guida previste dall’articolo 117 del Codice della Strada, che collega tale condizione ai primi anni dal conseguimento di alcune categorie di patente. Il comma 2 specifica che, per i titolari di patente A2, A, B1 e B, nei primi tre anni dal conseguimento si applicano limiti di velocità più restrittivi in autostrada e sulle strade extraurbane principali. Da questa formulazione emerge in modo chiaro che il periodo “critico” per la guida è considerato proprio il triennio iniziale, durante il quale l’ordinamento ritiene necessario imporre vincoli più severi rispetto ai conducenti esperti.

La stessa disposizione individua quindi una scansione temporale ben precisa: le limitazioni alla guida e alla velocità sono automatiche e decorrono dalla data di superamento dell’esame per la patente, come stabilito dal comma 4 dello stesso articolo. Non è richiesto alcun atto aggiuntivo da parte dell’autorità o del conducente: nel momento stesso in cui l’esame è superato, iniziano a operare i vincoli, e cessano automaticamente dopo il compimento dei tre anni. Questa impostazione sottolinea il carattere oggettivo della condizione di neopatentato, legata esclusivamente al tempo trascorso dal conseguimento del titolo abilitativo.

Oltre ai limiti di velocità, l’articolo 117 introduce ulteriori restrizioni specifiche sulla scelta del veicolo per chi ha conseguito la patente B, tramite il comma 2-bis. In esso si vieta, per i primi tre anni dal rilascio, la guida di autoveicoli con potenza specifica riferita alla tara superiore a 75 kW/t e, per i veicoli di categoria M1, si aggiunge anche un limite di potenza massima pari a 105 kW. Anche se questi vincoli non riguardano direttamente la velocità, indicano come il legislatore ritenga essenziale contenere le prestazioni complessive del mezzo nei primi anni di esperienza, proprio per ridurre il rischio di condotte impulsive o non adeguatamente controllate.

Lo stesso comma 2-bis dell’articolo 117 prevede tuttavia alcune eccezioni, come il caso dei veicoli adibiti al servizio di persone invalide, per i quali le limitazioni non si applicano se la persona invalida è presente sul veicolo, e la possibilità di superare tali vincoli quando, accanto al conducente, si trovi una persona con requisiti di esperienza e anzianità di patente ben determinati. Pur essendo riferite alla potenza dei veicoli, queste deroghe mostrano chiaramente l’approccio del Codice: tutelare la sicurezza del neopatentato e degli utenti della strada, ma consentire comunque margini di flessibilità in presenza di un supporto esperto o di esigenze particolari, sempre nel rispetto delle altre norme vigenti.

Quali limiti di velocità valgono per i neopatentati su autostrade e extraurbane

Il cuore della disciplina sui limiti di velocità per i neopatentati è contenuto nel comma 2 dell’articolo 117 del Codice della Strada, che stabilisce in modo espresso che, per i primi tre anni dal conseguimento delle patenti A2, A, B1 e B, non è consentito superare i 100 km/h in autostrada e i 90 km/h sulle strade extraurbane principali. Si tratta di limiti specifici, che si affiancano e, come vedremo, prevalgono rispetto a quelli ordinari fissati per la generalità dei conducenti. Chi rientra in questo periodo iniziale di tre anni deve quindi tenere come riferimento queste soglie ridotte, indipendentemente dalla velocità massima indicata dai cartelli.

Per comprendere bene l’ambito di applicazione di tali limiti, è essenziale richiamare la classificazione delle strade fornita dall’articolo 2, che definisce in modo preciso cosa si intende per autostrada e per strada extraurbana principale. Quest’ultima è descritta come strada a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico invalicabile, con almeno due corsie di marcia per senso di marcia e banchina pavimentata, priva di intersezioni a raso, riservata alla circolazione di talune categorie di veicoli a motore. Questa definizione è importante perché consente al neopatentato di identificare correttamente le situazioni in cui deve rispettare il limite di 90 km/h, distinguendole dalle extraurbane secondarie, dove valgono altre soglie.

Per quanto riguarda i limiti di velocità generali, l’articolo 142 del Codice della Strada stabilisce che la velocità massima non può superare i 130 km/h per le autostrade e i 110 km/h per le strade extraurbane principali, oltre ad altri limiti per le extraurbane secondarie e per le strade nei centri abitati. In condizioni normali, un conducente esperto può quindi arrivare fino a queste soglie, salvo diverse indicazioni della segnaletica. Per il neopatentato, invece, i valori di riferimento sono più bassi: 100 km/h in autostrada e 90 km/h sulle extraurbane principali, anche se la segnaletica indicasse limiti più elevati, proprio perché la norma speciale di cui all’articolo 117 riduce la velocità massima ammessa.

È importante infine considerare che, oltre ai limiti previsti espressamente per i neopatentati, restano fermi tutti gli altri obblighi sulla regolazione della velocità, in particolare il richiamo all’articolo 141 contenuto nel comma 5 dell’articolo 142, secondo cui in ogni caso il conducente deve sempre mantenere il controllo del veicolo e adeguare la velocità alle condizioni della strada e del traffico. Questo significa che il neopatentato non solo non può superare i limiti a lui dedicati, ma deve anche valutare se, in presenza di pioggia intensa, nebbia, traffico o altre situazioni di rischio, sia necessario procedere a velocità ancora inferiore, per garantire margini di sicurezza adeguati.

Come si combinano i limiti generali dell’art. 142 con l’art. 117

Il rapporto tra i limiti generali fissati dall’articolo 142 del Codice della Strada e le limitazioni per i neopatentati previste dall’articolo 117 del Codice della Strada va letto in chiave sistematica. L’articolo 142 stabilisce per tutti i conducenti la velocità massima ordinaria: 130 km/h in autostrada, 110 km/h sulle extraurbane principali, 90 km/h sulle extraurbane secondarie e 50 km/h nei centri abitati, con possibilità di elevare quest’ultimo limite fino a 70 km/h su specifiche strade urbane. L’articolo 117, invece, introduce per un sottoinsieme di conducenti – quelli che hanno conseguito da meno di tre anni le patenti indicate – un limite più basso per due particolari categorie di strade, proprio per rafforzare la tutela in questa fase iniziale di esperienza.

Da questa struttura discende che, per il neopatentato, trova applicazione la regola generale dell’articolo 142 solo nella misura in cui non sia in contrasto con i limiti speciali fissati dall’articolo 117. Se, ad esempio, un tratto autostradale è regolato a 130 km/h per la generalità degli utenti, il neopatentato dovrà attenersi a 100 km/h, mentre se, per effetto di un provvedimento dell’ente proprietario, quel tratto fosse stato abbassato a 90 km/h, tale limite varrebbe per tutti, compresi i conducenti con meno di tre anni di patente. In sostanza, il conducente deve sempre rispettare il limite più restrittivo che risulti dall’intreccio tra norme generali, limitazioni personali e segnaletica presente sulla strada.

Lo stesso articolo 142, al comma 2, prevede che gli enti proprietari della strada possano fissare limiti di velocità diversi da quelli generali, sia in aumento (nei limiti consentiti) sia in diminuzione, quando lo richiedano criteri di sicurezza legati alle caratteristiche del tracciato. Ciò significa che il neopatentato deve prestare particolare attenzione ai segnali di limite massimo o minimo di velocità, perché la combinazione tra tali indicazioni e le restrizioni personali derivanti dall’articolo 117 può modificare sensibilmente la velocità da mantenere. Un limite segnalato inferiore a 100 km/h in autostrada o a 90 km/h in extraurbana principale sarà infatti vincolante per tutti gli utenti, a prescindere dall’anzianità di patente.

Va ricordato inoltre che, secondo quanto previsto dall’articolo 117, le limitazioni decorrono automaticamente dalla data di superamento dell’esame e non richiedono annotazioni particolari per essere efficaci nei confronti del conducente. Il sistema dei limiti funziona dunque su più livelli: da un lato i valori complessivi fissati dall’articolo 142 per ciascun tipo di strada, dall’altro i limiti personali per i neopatentati su alcune categorie di infrastrutture, e, infine, le eventuali restrizioni puntuali decise dagli enti gestori. Una gestione attenta della velocità da parte del conducente richiede quindi di considerare simultaneamente questi piani, tenendo conto che l’obiettivo finale è sempre la tutela della sicurezza e non lo sfruttamento massimo delle soglie ammesse.

Quali sanzioni sono previste se il neopatentato supera i limiti

Quando un neopatentato supera i limiti di velocità, trova applicazione la disciplina generale dell’articolo 142 del Codice della Strada, che prevede un sistema progressivo di sanzioni in funzione dell’entità del superamento. La norma stabilisce che chiunque non osservi i limiti fissati dall’articolo stesso, da altre disposizioni del Codice o per effetto di provvedimenti dell’ente proprietario della strada è soggetto a sanzione amministrativa pecuniaria e, in alcuni casi, a sanzioni accessorie come la sospensione della patente o la decurtazione di punti. Per il neopatentato, la violazione dei limiti specifici dell’articolo 117 assume rilievo proprio perché integra a tutti gli effetti un mancato rispetto dei limiti di velocità imposti dalla normativa.

Un aspetto rilevante riguarda l’aggravamento delle sanzioni pecuniarie in determinate fasce orarie: l’articolo 195 del Codice della Strada prevede infatti che le sanzioni amministrative pecuniarie per le violazioni in materia di velocità siano aumentate di un terzo quando commesse dopo le ore 22 e prima delle ore 7. Questo incremento, che riguarda anche le infrazioni dell’articolo 142, si applica indipendentemente dal fatto che il conducente sia neopatentato o meno, ma, nel caso di chi ha poca esperienza, rende ancora più gravosa una violazione commessa nelle ore notturne, in un contesto già di per sé più rischioso per visibilità e stanchezza.

È importante sottolineare che, oltre ai profili economici, il superamento dei limiti di velocità ha riflessi sulla valutazione complessiva della condotta del conducente e può incidere anche su altre misure previste dal Codice, specie se le violazioni si ripetono con frequenza. L’assetto generale delle sanzioni amministrative fa infatti riferimento, nella determinazione dell’importo da applicare, alla gravità della violazione, alla personalità del trasgressore e alle sue condizioni economiche, come indicato dallo stesso articolo 195. Per un neopatentato, abituarsi fin dall’inizio al rispetto rigoroso dei limiti consente quindi non solo di evitare multe, ma anche di costruire uno storico di guida più “pulito”, con minori rischi di provvedimenti più severi nel tempo.

Il sistema di controllo delle violazioni in materia di velocità è inoltre supportato dall’utilizzo di apparecchiature omologate: il comma 6 dell’articolo 142 stabilisce che, per determinare l’osservanza dei limiti, sono considerate fonti di prova le risultanze di tali strumenti, comprese quelle relative al calcolo della velocità media su tratti determinati. Per il neopatentato ciò significa che eventuali superamenti dei limiti specifici possono essere accertati anche senza contestazione immediata, attraverso autovelox, tutor o dispositivi simili, e che le relative sanzioni seguiranno le regole valevoli per tutti gli utenti, con l’aggravante “pratica” di incidere su una fase delicata di costruzione dell’esperienza di guida.

Suggerimenti pratici per guidare in sicurezza nei primi tre anni

Nei primi tre anni dal conseguimento della patente, l’obiettivo principale dovrebbe essere quello di interiorizzare un uso responsabile della velocità, andando oltre il mero rispetto formale delle soglie previste dall’articolo 117 del Codice della Strada e dall’articolo 142 del Codice della Strada. L’idea alla base di queste norme è che la riduzione dei limiti per i neopatentati offra un margine di sicurezza maggiore in situazioni in cui l’inesperienza può rendere più difficile gestire imprevisti, frenate d’emergenza o condizioni meteo avverse. Procedere stabilmente al di sotto dei valori massimi consentiti, soprattutto nelle prime uscite autostradali o sulle extraurbane principali, aiuta a prendere confidenza con il comportamento del veicolo e con i flussi di traffico veloci senza esporsi a rischi inutili.

Un altro aspetto da curare è la capacità di leggere correttamente la segnaletica verticale relativa ai limiti di velocità, tenendo presente che, come previsto dall’articolo 142, gli enti proprietari della strada possono fissare limiti diversi da quelli generali quando lo richiedono le condizioni del tracciato o del traffico. Per il neopatentato questo significa dover “sovrapporre” mentalmente ai propri limiti personali i valori indicati dalla segnaletica, scegliendo sempre quello più restrittivo. Abituarsi fin dall’inizio a controllare con frequenza i cartelli e a regolare l’andatura di conseguenza è un esercizio utile, che riduce tanto il rischio di infrazioni quanto quello di trovarsi a velocità eccessiva in punti critici come curve, gallerie o tratti in lavori.

Dal punto di vista pratico, è consigliabile sfruttare le caratteristiche tecniche del veicolo – ove presenti – in modo coerente con le finalità delle norme. Ad esempio, mantenere una velocità di crociera stabile, impostata sui limiti previsti per i neopatentati, riduce le continue accelerazioni e frenate che aumentano lo stress di guida e i consumi; allo stesso tempo, una distanza di sicurezza adeguata rispetto al veicolo che precede, in linea con l’obbligo generale di mantenere sempre il controllo del mezzo richiamato dall’articolo 141 tramite l’articolo 142, consente di reagire con maggiore tranquillità a rallentamenti improvvisi, code o sorpassi azzardati di altri utenti.

Infine, è opportuno considerare l’incidenza delle violazioni commesse nelle ore notturne, alla luce di quanto prevede l’articolo 195 del Codice della Strada in merito all’aumento di un terzo delle sanzioni pecuniarie per le infrazioni accertate tra le 22 e le 7. Per un neopatentato, evitare di sperimentare i limiti massimi proprio in queste fasce orarie e preferire, quando possibile, andature ancora più prudenti può fare la differenza non solo per la sicurezza personale, ma anche per le conseguenze economiche in caso di errore. Impostare fin dai primi anni un’abitudine alla guida misurata, rispettosa dei limiti e attenta alle condizioni reali della strada significa costruire basi solide per una mobilità responsabile lungo tutto l’arco della vita di automobilista.

Fonti normative