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Quanto valgono i limiti di velocità per i neopatentati?

Spiegazione dei limiti di velocità, delle regole speciali e delle sanzioni previste per i neopatentati nei primi anni di guida

Quanto valgono i limiti di velocità per i neopatentati?
diEzio Notte

In sintesi

  • Per i primi tre anni le patenti A2, A, B1 e B non possono superare 100 km/h in autostrada (art.117).
  • Per i primi tre anni è vietato superare 90 km/h sulle strade extraurbane principali (art.117).
  • Le limitazioni decorrono automaticamente dalla data del superamento dell’esame di guida, senza necessità di provvedimenti aggiuntivi.
  • Le disposizioni dell’art.117 si applicano alle patenti rilasciate dopo il 30/09/1993.
  • L’art.117 prevede anche limiti di potenza per neopatentati (patente B, veicoli M1) e l’annotazione dei vincoli sulla carta di circolazione.

Essere neopatentati non significa solo avere la patente fresca di stampa: il Codice della Strada mette dei paletti precisi, soprattutto sui limiti di velocità. Vediamo in modo chiaro quanto puoi andare, dove e per quanto tempo, e cosa rischi se “spingi” troppo l’acceleratore nei primi anni di guida.

Chi è considerato neopatentato e per quanto tempo

Nel Codice della Strada la figura del neopatentato emerge in modo concreto attraverso le limitazioni nella guida, cioè quei vincoli che scattano automaticamente dal momento in cui superi l’esame di guida. L’articolo 117 del Codice della Strada stabilisce che per i titolari di patente di categoria A2, A, B1 e B ci sono regole specifiche per i primi tre anni dal conseguimento, in particolare sui limiti di velocità. Questo significa che non conta l’età anagrafica, ma la “giovinezza” della patente: dal giorno in cui passi l’esame iniziano a decorrere i tre anni di limitazioni.

Le limitazioni sono definite come automatiche e fanno riferimento, oltre che alle categorie di patente, anche alla decorrenza temporale. Sempre l’articolo 117 precisa infatti che tali limitazioni alla guida e alla velocità decorrono dalla data di superamento dell’esame di cui all’articolo 121, cioè l’esame di guida vero e proprio. Tradotto: dal giorno in cui esci dalla motorizzazione col “patentino rosa” aggiornato a patente vera, partono i tre anni di regime speciale. Non serve alcun provvedimento aggiuntivo: la condizione di neopatentato nasce automaticamente dalla legge.

Un altro aspetto importante è che queste regole si applicano alle patenti conseguite dopo una certa data di entrata in vigore del sistema attuale. L’articolo 236, che contiene le norme transitorie sulle patenti di guida, specifica che le disposizioni dell’articolo 117 si applicano alle patenti rilasciate a seguito di esame superato successivamente al 30 settembre 1993. Questo inquadra il sistema dei neopatentati all’interno della disciplina moderna del Codice, evitando sovrapposizioni con le vecchie regole.

È utile ricordare che le limitazioni non si esauriscono solo nella velocità: lo stesso articolo 117 introduce anche restrizioni in termini di potenza dei veicoli guidabili nelle prime fasi, e richiama altre norme del Codice in caso di particolari condizioni del conducente, come i soggetti destinatari di specifici divieti legati a sostanze stupefacenti. Tutto questo conferma che il neopatentato, agli occhi del legislatore, è una categoria “delicata” da tutelare con regole mirate.

Limiti di velocità specifici per neopatentati (art. 117)

Il cuore della questione sui limiti di velocità per i neopatentati sta nel comma 2 dell’articolo 117. Qui è indicato in modo esplicito che, per i primi tre anni dal conseguimento della patente di categoria A2, A, B1 e B, non è consentito il superamento di 100 km/h in autostrada e di 90 km/h sulle strade extraurbane principali. Non si tratta quindi di “consigli” o raccomandazioni: è un vero e proprio divieto di superare queste soglie, indipendentemente da quanto sia alto il limite generale della strada.

Lo stesso articolo 117 prevede poi, al comma 2-bis, un’altra limitazione molto importante per chi ha appena preso la patente B: per i primi tre anni dal rilascio non è consentita la guida di autoveicoli aventi una potenza specifica superiore a un certo valore riferito alla tara, e, per i veicoli di categoria M1, è previsto anche un limite di potenza massima. Anche se qui l’attenzione si sposta sulla potenza e non direttamente sulla velocità, il ragionamento di fondo è lo stesso: contenere le prestazioni a disposizione del guidatore meno esperto, riducendo il rischio che la potenza del mezzo porti a velocità e manovre non adeguate alle capacità di guida.

L’articolo 117 precisa anche come queste limitazioni debbano risultare sulla documentazione del veicolo. Il comma 3 stabilisce che, tramite il regolamento, sono definite le modalità per indicare sulla carta di circolazione i limiti relativi sia alla velocità che alla potenza specifica. In pratica, la logica è che i vincoli non restino solo “sulla carta” astratta della legge, ma siano riportati in modo chiaro anche sui documenti del mezzo, facilitando controlli e consapevolezza del conducente.

Un altro passaggio chiave riguarda il fatto che le limitazioni di velocità e di guida sono automatiche e decorrono dalla data del superamento dell’esame. Questo significa che il neopatentato non può invocare la mancata conoscenza delle regole: a partire da quel giorno deve adeguarsi subito ai limiti speciali, senza periodi di transizione, e rispettarli per tutti i tre anni. Chi guida “come se nulla fosse” sta quindi violando direttamente una disposizione espressa del Codice.

Rapporto tra limiti generali dell’art. 142 e limiti per neopatentati

Per capire quanto “valgono” davvero i limiti di velocità dei neopatentati bisogna metterli a confronto con quelli generali. L’articolo 142 del Codice della Strada stabilisce i limiti massimi ordinari: 130 km/h in autostrada, 110 km/h sulle strade extraurbane principali, 90 km/h sulle extraurbane secondarie e locali, 50 km/h nei centri abitati, con possibilità di innalzare quest’ultimo fino a 70 km/h in particolari condizioni. Questi sono i valori “di base” validi per tutti i conducenti, salvo eccezioni.

Il rapporto tra articolo 142 e articolo 117 è gerarchicamente semplice: per i neopatentati, quando le due disposizioni si sovrappongono, prevale la regola più restrittiva. Se su una certa autostrada il limite generale è 130 km/h, il neopatentato deve comunque rispettare il limite speciale di 100 km/h previsto dall’articolo 117. Allo stesso modo, sulle strade extraurbane principali, anche se il limite ordinario è 110 km/h, per chi è nei primi tre anni di patente il tetto resta 90 km/h. In sostanza, la norma speciale dell’articolo 117 “taglia” verso il basso i limiti generali fissati dall’articolo 142.

L’articolo 142 prevede anche che, entro i limiti massimi indicati, gli enti proprietari della strada possano fissare limiti diversi, sia massimi che minimi, in base alle caratteristiche del tratto e alla sicurezza della circolazione. Questo aggiunge un ulteriore livello: il conducente deve considerare sia i limiti generali di legge, sia le eventuali riduzioni imposte dalla segnaletica stradale, e nel caso del neopatentato anche i propri limiti specifici di 100 e 90 km/h dove applicabili. Il risultato è che il valore da rispettare è sempre il più basso tra questi.

In più, l’articolo 142 lega direttamente i limiti di velocità alla sicurezza della circolazione e alla tutela della vita umana. Le restrizioni aggiuntive per i neopatentati dell’articolo 117 si inseriscono esattamente in questo quadro: limitare la velocità di chi ha meno esperienza è un modo per ridurre il rischio di incidenti gravi e per dare al conducente il tempo di costruire le proprie capacità di guida all’interno di uno scenario più controllato. Non è quindi un “capriccio” normativo, ma una misura coerente con l’impianto generale del Codice sulla velocità.

Sanzioni e conseguenze in caso di violazione dei limiti

Quando un neopatentato supera i limiti di velocità specifici dell’articolo 117, non sta violando solo il limite indicato sulla segnaletica, ma anche una norma speciale che disciplina la sua categoria. Il comma 2 dell’articolo 117 fissa il divieto di superare 100 km/h in autostrada e 90 km/h sulle extraurbane principali per i primi tre anni di patente, e la violazione di questa disposizione comporta l’applicazione delle sanzioni previste per il mancato rispetto dei limiti di velocità, integrate dalle regole generali sulle sanzioni amministrative pecuniarie.

L’articolo 195 del Codice della Strada spiega in che modo vengono applicate le sanzioni amministrative pecuniarie. La sanzione consiste nel pagamento di una somma di denaro compresa tra un minimo e un massimo fissati dalla singola norma violata, e nella scelta dell’importo si deve tener conto della gravità della violazione, dell’opera svolta dall’agente per attenuarne le conseguenze, della personalità del trasgressore e delle sue condizioni economiche. Questo approccio vale anche per le violazioni dei limiti di velocità commesse dai neopatentati.

Lo stesso articolo 195 prevede poi un aumento specifico per alcune infrazioni, tra cui proprio quelle legate alla velocità: le sanzioni amministrative pecuniarie previste dagli articoli 141 e 142 sono aumentate di un terzo quando la violazione è commessa dopo le ore 22 e prima delle ore 7. Se un neopatentato supera i limiti in questa fascia oraria, subisce quindi un aggravamento della sanzione economica rispetto allo stesso eccesso di velocità commesso di giorno, con un chiaro segnale di maggior severità per i comportamenti rischiosi notturni.

Infine, il sistema delle sanzioni è costruito in modo che la responsabilità sia personale: l’articolo 199 chiarisce che l’obbligazione di pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria non si trasmette agli eredi. Per il neopatentato questo significa che, se commette infrazioni ai limiti di velocità, ne risponde direttamente lui, con tutte le conseguenze economiche e amministrative del caso, senza possibilità di “scaricare” l’onere su altri soggetti per il solo fatto di essere giovane o alle prime esperienze di guida.

Consigli pratici per guidare in sicurezza nei primi tre anni

Le norme sui limiti di velocità per i neopatentati non sono pensate per rovinare il piacere di guida, ma per creare una sorta di “palestra” protetta nei primi anni di esperienza. L’articolo 140 introduce un principio generale: gli utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio alla circolazione e da salvaguardare sempre la sicurezza stradale. Tenere la velocità sotto controllo, restare dentro i limiti speciali dell’articolo 117 e adeguarla alle condizioni reali della strada è il primo passo per rispettare questo principio.

Oltre a guardare il tachimetro, è essenziale imparare a “leggere” la strada. L’articolo 39, che disciplina i segnali verticali, spiega che i segnali di prescrizione rendono noti obblighi, divieti e limitazioni cui gli utenti devono uniformarsi. Questo significa che il neopatentato deve fare particolare attenzione ai cartelli di limite di velocità, ai segnali di pericolo e a quelli di indicazione che aiutano a orientarsi sul tipo di strada (urbana, extraurbana principale, extraurbana secondaria), perché da lì derivano i limiti generali dell’articolo 142 su cui poi si innestano quelli speciali.

È anche importante ricordare che le limitazioni previste dall’articolo 117 sono pensate come automatiche proprio per responsabilizzare fin da subito il conducente. Nei primi tre anni è prudente considerare questi limiti non come un “tetto” da toccare, ma come un margine massimo entro cui mantenersi con buon senso, riducendo ulteriormente la velocità in caso di traffico intenso, pioggia, scarsa visibilità o stanchezza. Restare qualche chilometro orario sotto il limite speciale è spesso una buona abitudine per creare un margine di sicurezza.

Infine, le regole sui limiti di velocità vanno lette insieme a quelle che disciplinano complessivamente la circolazione e la sicurezza. Tra limiti generali dell’articolo 142, principi di condotta dell’articolo 140 e limiti specifici per neopatentati dell’articolo 117, il quadro è chiaro: nei primi anni l’obiettivo non è “andare forte”, ma costruire una guida fluida, prevedibile e rispettosa delle norme. Chi impara a gestire la velocità con attenzione in questa fase iniziale avrà poi una base solida per continuare a guidare in sicurezza anche dopo la fine del periodo da neopatentato.

Fonti normative