Quanto valgono i limiti per neopatentati sulle extraurbane?
Spiegazione dei limiti di velocità per neopatentati su autostrade ed extraurbane principali secondo il Codice della Strada
In sintesi. Spiegazione dei limiti di velocità per neopatentati su autostrade ed extraurbane principali secondo il Codice della Strada
- Chi è considerato neopatentato dal Codice
- Limiti di velocità per neopatentati su autostrade
- Limiti di velocità per neopatentati su extraurbane principali
- Rapporto tra limiti generali e limiti speciali
- Sanzioni e rischi per chi supera i limiti da neopatentato
- Fonti normative
I limiti di velocità per i neopatentati sulle strade extraurbane, e in particolare sulle extraurbane principali, nascono dall’intreccio tra le norme che definiscono le categorie di strada e quelle che stabiliscono i limiti generali e speciali di velocità per chi ha conseguito la patente da poco tempo. Comprendere come funzionano questi limiti è essenziale per guidare in sicurezza, evitare sanzioni e sfruttare al meglio la propria autonomia di neopatentato.
Chi è considerato neopatentato dal Codice
Il Codice della Strada non utilizza sempre in modo esplicito il termine «neopatentato», ma disciplina in modo molto chiaro i limiti specifici applicabili a chi ha conseguito da poco la patente di guida. L’elemento chiave è il periodo temporale che decorre dal rilascio della patente: l’articolo 117 del Codice della Strada stabilisce che, per alcune categorie di patente (A2, A, B1 e B), i primi tre anni dal conseguimento sono soggetti a limitazioni automatiche alla velocità e, per la categoria B, anche alla potenza del veicolo guidabile. In questo arco temporale il conducente viene, nella pratica, considerato neopatentato a tutti gli effetti, con obblighi più stringenti rispetto a chi guida da più tempo.
Lo stesso articolo precisa che le limitazioni sono «automatiche» e decorrono dalla data di superamento dell’esame di idoneità, collegandosi così direttamente alla procedura di conseguimento della patente disciplinata dall’articolo 121. Ciò significa che il neopatentato non deve attendere comunicazioni particolari: dal giorno in cui supera l’esame, scattano i vincoli alla velocità imposti dalla legge. Questo meccanismo non richiede annotazioni aggiuntive al momento della circolazione per essere efficace, perché è la data stessa del rilascio del documento a rendere applicabili i limiti.
Accanto ai limiti di velocità, il Codice prevede anche restrizioni sulla tipologia di veicoli che possono essere condotti nei primi tre anni con patente B. L’articolo 117, comma 2-bis, vieta la guida di autoveicoli con potenza specifica superiore a una determinata soglia, con un ulteriore limite di potenza massima per i veicoli di categoria M1 (come le normali autovetture), incluse anche alcune tipologie di veicoli elettrici o ibridi plug-in. Queste limitazioni, pur non incidendo direttamente sul valore numerico del limite di velocità, contribuiscono a definire il perimetro di ciò che un neopatentato può o non può fare su strada, in particolare sulle infrastrutture a scorrimento veloce come autostrade ed extraurbane.
Le limitazioni non sono però assolute in ogni situazione. Lo stesso articolo prevede eccezioni, ad esempio quando il neopatentato guida veicoli adibiti al trasporto di persone invalide autorizzate, oppure quando a fianco del conducente siede una persona con determinati requisiti di età e anzianità di patente. Queste eccezioni incidono soprattutto sui vincoli legati alla potenza del veicolo più che sui limiti di velocità, ma mostrano come il regime dei neopatentati sia strutturato in modo da bilanciare esigenze di sicurezza, mobilità personale e necessità familiari o di assistenza.
Limiti di velocità per neopatentati su autostrade
Per capire i limiti di velocità applicabili ai neopatentati sulle autostrade bisogna mettere in relazione le norme generali sui limiti e quelle specifiche sui primi anni di guida. L’articolo 142 del Codice della Strada stabilisce innanzitutto che il limite massimo generale in autostrada è di 130 km/h, con la possibilità per gli enti proprietari di elevare il limite fino a 150 km/h su particolari tratti che soddisfano requisiti tecnici e di sicurezza ben precisi. Inoltre, in caso di precipitazioni atmosferiche di qualsiasi natura, lo stesso articolo prevede che la velocità massima in autostrada non possa superare i 110 km/h, a tutela della sicurezza in condizioni meteo peggiorate.
Su questo quadro generale interviene l’articolo 117, che introduce un limite speciale per chi ha conseguito da meno di tre anni la patente di categoria A2, A, B1 e B. Per i primi tre anni, infatti, «non è consentito il superamento della velocità di 100 km/h per le autostrade». Questo significa che il neopatentato deve sempre restare entro i 100 km/h, anche quando per gli altri conducenti il limite generale sarebbe 130 km/h o, su alcuni tratti, 150 km/h. La norma è formulata in modo secco: il superamento del valore di 100 km/h, per il neopatentato, non è mai ammesso sulle autostrade in condizioni ordinarie.
È importante notare che il limite speciale di 100 km/h convive comunque con gli altri fattori che possono imporre limiti più bassi. Se, ad esempio, il tratto autostradale presenta un limite locale ridotto, fissato dall’ente proprietario ai sensi del comma 2 dell’articolo 142 (che consente di determinare limiti diversi da quelli generali quando lo richiedano le condizioni della strada), il neopatentato dovrà rispettare il più restrittivo tra il limite speciale e quello locale. Allo stesso modo, in caso di pioggia o neve, l’abbassamento a 110 km/h per tutti si combina con il limite di 100 km/h del neopatentato, che risulta comunque prevalente perché più basso.
Le regole di accesso e circolazione sulle autostrade, incluse le condizioni e le limitazioni per le diverse categorie di veicoli, sono disciplinate anche dall’articolo 175 del Codice della Strada, che definisce quali veicoli possono circolare sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali e quali invece sono esclusi, ad esempio velocipedi, ciclomotori e alcuni motoveicoli di bassa cilindrata o potenza. Per il neopatentato ciò si traduce nel dover verificare non solo il rispetto del limite di 100 km/h, ma anche la compatibilità del proprio veicolo con l’infrastruttura su cui intende circolare.
Limiti di velocità per neopatentati su extraurbane principali
Le strade extraurbane principali rappresentano il vero fulcro della domanda: quanto valgono i limiti per i neopatentati su queste arterie? Per rispondere, occorre innanzitutto capire come il Codice definisce questa categoria di strada. L’articolo 2 del Codice della Strada classifica le strade in diverse tipologie, indicando alla lettera B le «strade extraurbane principali», descritte come strade a carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico invalicabile, ciascuna con almeno due corsie di marcia e banchina pavimentata a destra, prive di intersezioni a raso e con accessi coordinati, riservate alla circolazione di talune categorie di veicoli a motore. Questa configurazione le rende strade a scorrimento veloce, sebbene non siano autostrade in senso stretto.
Sui limiti generali di velocità, l’articolo 142 stabilisce che «la velocità massima non può superare […] i 110 km/h per le strade extraurbane principali». Questo è il valore di riferimento per la generalità dei conducenti, salvo eventuali riduzioni o, nei limiti della norma, variazioni dovute a scelte dell’ente proprietario della strada. Sempre lo stesso articolo prevede che, in caso di precipitazioni atmosferiche di qualsiasi natura, la velocità massima non possa superare i 90 km/h sulle strade extraurbane principali, introducendo quindi un ulteriore abbassamento legato alle condizioni meteo.
Su questo quadro interviene però l’articolo 117, comma 2, che per i primi tre anni dal conseguimento della patente di categoria A2, A, B1 e B stabilisce espressamente che «non è consentito il superamento della velocità di […] 90 km/h per le strade extraurbane principali». Di conseguenza, per i neopatentati il limite speciale è fissato a 90 km/h su queste strade, indipendentemente dal fatto che il limite generale per gli altri conducenti sia 110 km/h. Nella pratica, quindi, sulle extraurbane principali il neopatentato deve considerare 90 km/h come tetto massimo di velocità in condizioni normali.
Occorre poi tenere presenti le ulteriori riduzioni che possono derivare da provvedimenti particolari adottati per motivi di sicurezza o di tutela ambientale. L’articolo 6 del Codice della Strada consente, ad esempio, alle regioni e alle province autonome di disporre riduzioni della velocità di circolazione sui tratti di strade extraurbane principali che attraversano o si trovano in prossimità dei centri abitati, anche a carattere permanente, per contenere le emissioni inquinanti. In tali casi, il neopatentato dovrà rispettare sia il limite speciale di 90 km/h sia l’eventuale limite inferiore fissato dai provvedimenti locali, attenendosi sempre al valore più restrittivo indicato dalla segnaletica.
Rapporto tra limiti generali e limiti speciali
Il funzionamento concreto dei limiti di velocità per i neopatentati dipende dal rapporto tra limiti generali, limiti speciali e limiti locali disposti dagli enti competenti. L’articolo 142, al comma 1, stabilisce i limiti massimi generali per le diverse tipologie di strada (130 km/h per le autostrade, 110 km/h per le extraurbane principali, 90 km/h per le extraurbane secondarie e locali, 50 km/h nei centri abitati con possibile elevazione a 70 km/h in determinate condizioni). Questi rappresentano la cornice di base, valida per tutti i conducenti salvo disposizioni più specifiche.
Il comma 2 dello stesso articolo attribuisce poi agli enti proprietari della strada la possibilità di fissare limiti di velocità massimi e minimi diversi da quelli generali, quando lo richiedano le condizioni concrete della strada. Questi limiti, segnalati con la segnaletica verticale, possono ridurre la velocità consentita su particolari tratti, ad esempio per motivi di sicurezza, di geometria del tracciato o di presenza di accessi laterali. Per ogni conducente, inclusi i neopatentati, tali limiti hanno piena efficacia e vanno rispettati, anche quando siano inferiori ai valori generali fissati dal Codice.
I limiti speciali previsti dall’articolo 117 non sostituiscono i limiti generali, ma si aggiungono come vincoli più severi applicabili solo a chi ha conseguito da meno di tre anni determinate categorie di patente. In pratica, il neopatentato deve sempre considerare il limite più restrittivo tra: il limite generale della strada (es. 110 km/h sulle extraurbane principali), l’eventuale limite locale ridotto fissato dall’ente (es. 90 o 70 km/h su un tratto specifico) e il limite speciale a lui dedicato (100 km/h in autostrada e 90 km/h sulle extraurbane principali). Se, ad esempio, su una extraurbana principale il limite locale è 70 km/h, il neopatentato dovrà attenersi a 70 km/h, essendo inferiore ai 90 km/h del limite speciale.
Un ulteriore elemento di interazione tra norme generali e speciali riguarda i provvedimenti di riduzione della velocità adottati per ragioni ambientali o di sicurezza fuori dai centri abitati. L’articolo 6 prevede che, quando vengono stabiliti limiti ridotti sulle strade extraurbane principali attraversanti o prossime ai centri abitati, il mancato rispetto di tali limiti comporti l’applicazione delle sanzioni previste dall’articolo 142. Anche in questo caso il neopatentato è tenuto a rispettare i limiti ridotti, che si sommano ai vincoli derivanti dalla sua condizione di conducente nei primi tre anni di patente, rafforzando la centralità del principio di prudenza e di adattamento della velocità alle condizioni effettive di circolazione.
Sanzioni e rischi per chi supera i limiti da neopatentato
Il superamento dei limiti di velocità, compresi quelli speciali previsti per i neopatentati, è sanzionato secondo quanto stabilito dall’articolo 142. La norma disciplina non solo i valori di velocità consentiti, ma anche le conseguenze della loro violazione, prevedendo sanzioni amministrative pecuniarie, sanzioni accessorie sulla patente e la possibilità di decurtazione dei punti dal documento di guida. Per il neopatentato, che dispone di un’esperienza di guida ancora limitata, queste conseguenze hanno un impatto particolarmente significativo, poiché possono incidere sulla possibilità di continuare a circolare e sulla tenuta del proprio punteggio in anagrafe.
La gestione del punteggio in caso di violazioni è regolata dall’articolo 126-bis del Codice della Strada, che introduce il sistema della cosiddetta patente a punti: all’atto del rilascio vengono attribuiti 20 punti, soggetti a decurtazione quando il conducente viola determinate norme di comportamento per le quali è prevista la sospensione della patente o sono indicate nella tabella allegata alla norma. Il superamento dei limiti di velocità oltre determinate soglie rientra tra le violazioni che possono comportare perdita di punti, e il neopatentato, già gravato da limiti più severi, rischia di consumare più rapidamente il proprio margine di errore.
Oltre alle sanzioni economiche e alla decurtazione punti, la reiterazione o la gravità delle violazioni può condurre a provvedimenti più incisivi sulla patente. L’articolo 128 del Codice della Strada consente infatti agli uffici competenti e al prefetto di disporre la revisione della patente, imponendo al conducente di sottoporsi a visita medica o a un nuovo esame di idoneità quando sorgano dubbi sulla persistenza dei requisiti fisici, psichici o dell’idoneità tecnica alla guida. In presenza di incidenti con lesioni gravi collegati a violazioni che comportano sospensione della patente, la revisione è espressamente prevista, e questo scenario è particolarmente delicato per chi ha ancora poca esperienza.
Dal punto di vista della sicurezza, il mancato rispetto dei limiti di velocità, specie sulle strade a scorrimento veloce come autostrade ed extraurbane principali, aumenta i rischi di incidente e la gravità delle conseguenze in caso di urto. Il Codice, fissando limiti più bassi per i neopatentati, mira a contenere questi rischi in una fase in cui le capacità di valutazione delle situazioni di traffico e di gestione del veicolo non sono ancora pienamente consolidate. Rispettare i limiti di 100 km/h in autostrada e 90 km/h sulle extraurbane principali, oltre alla segnaletica specifica di tratto, significa quindi non solo evitare sanzioni, ma anche dare attuazione al principio di prudenza che attraversa l’intera disciplina della circolazione stradale.
Fonti normative
- Articolo 2 del Codice della Strada – Definizione e classificazione delle strade
- Articolo 6 del Codice della Strada – Regolamentazione della circolazione fuori dei centri abitati
- Articolo 117 del Codice della Strada – Limitazioni nella guida e limiti speciali per i primi tre anni di patente
- Articolo 142 del Codice della Strada – Limiti di velocità, riduzioni e sanzioni per il loro mancato rispetto
- Articolo 175 del Codice della Strada – Condizioni e limitazioni della circolazione su autostrade e strade extraurbane principali
- Articolo 126-bis del Codice della Strada – Patente a punti e decurtazione del punteggio per le violazioni
- Articolo 128 del Codice della Strada – Revisione della patente di guida in caso di dubbi sull’idoneità