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Quanto valgono oggi i limiti di velocità in autostrada?

Spiegazione dei limiti di velocità in autostrada, delle eccezioni per pioggia e neopatentati e delle principali sanzioni previste dal Codice della Strada

Quanto valgono oggi i limiti di velocità in autostrada?
diEzio Notte

In sintesi

  • Limite ordinario in autostrada: 130 km/h.
  • Limite elevabile a 150 km/h su autostrade con tre corsie per senso e controllo media omologato.
  • In caso di precipitazioni limite massimo: 110 km/h in autostrada, 90 km/h sulle extraurbane.
  • Enti proprietari possono fissare limiti diversi, devono adeguarli e segnalare la variazione.
  • Superamento dei limiti comporta sanzioni crescenti; valgono anche per riduzioni ambientali e controlli a distanza.

Limite in autostrada 130, 150, 110… tra pioggia, neopatentati, tutor e cartelli, orientarsi non è sempre immediato. Il Codice della Strada però è piuttosto chiaro: vediamo cosa dice esattamente sui limiti in autostrada, su quando possono salire o scendere e su cosa rischi se “spingi” troppo il pedale destro.

Limiti di velocità in autostrada secondo l’art. 142 CdS

La base di tutto è l’articolo 142 del Codice della Strada, che fissa i limiti massimi generali di velocità. Per le autostrade, il limite ordinario è 130 km/h: questo è il tetto massimo previsto in condizioni normali, salvo specifiche indicazioni diverse lungo il tratto. Nello stesso articolo sono indicati anche gli altri limiti generali (110 km/h per le extraurbane principali, 90 km/h per le altre extraurbane, 50 km/h nei centri abitati, con possibilità di elevarlo fino a 70 km/h dove la strada lo consente e il limite è segnalato).

Lo stesso articolo spiega che gli enti proprietari o concessionari della strada possono fissare limiti diversi in determinati tratti, sempre entro i massimi fissati dalla legge. In pratica, possono abbassare il limite rispetto a quello standard quando le condizioni del tracciato o del traffico lo rendono opportuno, ma devono anche adeguarlo “al venir meno delle cause” che hanno portato a introdurlo. Quindi, se un limite ridotto era legato a un cantiere o a caratteristiche provvisorie, una volta cambiate le condizioni l’ente è tenuto a rivederlo.

Per far sì che il conducente sappia davvero qual è il limite valido in quel punto, entra in gioco anche la disciplina della segnaletica. I segnali verticali comprendono, tra gli altri, i segnali di prescrizione, che indicano obblighi, divieti e limitazioni cui l’utente deve uniformarsi, compresi i limiti di velocità: è quanto stabilito dall’articolo 39, che elenca proprio le categorie di segnali e la funzione di quelli di divieto e di obbligo.

A monte di tutto, il Codice ricorda che la velocità va comunque gestita nel rispetto del principio generale di sicurezza: l’articolo 140 stabilisce che gli utenti devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione e da salvaguardare la sicurezza stradale. Significa che anche rimanendo entro il limite numerico, il comportamento può essere valutato pericoloso se non adeguato alle condizioni effettive (traffico intenso, visibilità ridotta, ecc.).

Quando il limite può salire a 150 km/h e quando scende

L’articolo 142 prevede un caso specifico in cui il limite autostradale può essere elevato a 150 km/h: si parla di autostrade a tre corsie più corsia di emergenza per ogni senso di marcia, dotate di apparecchiature omologate per il calcolo della velocità media su tratti determinati (i classici sistemi di controllo a tratto). Su queste infrastrutture, gli enti proprietari o concessionari possono elevare il limite fino a 150 km/h, ma solo “sulla base delle caratteristiche progettuali ed effettive del tracciato” e previa installazione dei relativi segnali. Inoltre devono essere favorevoli intensità di traffico, condizioni atmosferiche prevalenti e dati di incidentalità dell’ultimo quinquennio.

Lo stesso articolo chiarisce però che, in caso di precipitazioni atmosferiche di qualsiasi natura, il limite massimo scende automaticamente: 110 km/h per le autostrade e 90 km/h per le strade extraurbane principali. Questa riduzione opera come regola generale, indipendentemente dal singolo cartello, perché è scritta direttamente nella norma. Il conducente quindi è tenuto ad adeguarsi, anche se sul pannello vede numeri più alti, perché in quell’istante si applica il tetto specifico per la pioggia o altre precipitazioni.

Oltre a queste condizioni “speciali”, resta la possibilità per gli enti proprietari della strada di fissare limiti diversi entro i massimi previsti. L’articolo 14 assegna a tali enti compiti come la manutenzione, la gestione e il controllo tecnico delle strade, oltre all’apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta: sono quindi loro che, concretamente, intervengono per ridurre i limiti su determinati tratti autostradali per motivi legati alla sicurezza e alla fluidità della circolazione.

Un’ulteriore possibilità di riduzione della velocità arriva dall’articolo 6, che consente, tra l’altro, di disporre riduzioni della velocità sulle strade extraurbane (incluse quindi le autostrade) quando è necessario limitare le emissioni derivanti dal traffico veicolare in relazione ai livelli di inquinanti nell’aria. In questi casi il provvedimento viene assunto dalle regioni o province autonome, sentito il prefetto per gli aspetti di sicurezza e gli enti proprietari o gestori dell’infrastruttura; anche qui, poi, l’utenza deve essere informata tramite la segnaletica e gli strumenti previsti.

Superamento dei limiti: fasce di eccesso e relative sanzioni

L’articolo 142 non si limita a fissare i limiti: disciplina anche le conseguenze del loro superamento, articolando le violazioni in fasce in base all’entità dell’eccesso di velocità. La norma richiama le sanzioni amministrative pecuniarie e prevede che scattano al superamento dei limiti fissati dalla legge o dalle singole ordinanze e segnalazioni, comprese le riduzioni decise dagli enti proprietari della strada ai sensi dello stesso articolo o dell’articolo 6. L’idea di fondo è semplice: più si eccede rispetto al limite, più grave è la violazione e più pesante è la risposta sanzionatoria.

Il sistema di controllo può avvenire anche nelle aree dove, per motivi ambientali, sono state disposte riduzioni del limite ai sensi dell’articolo 6, comma 1-bis: in questi casi, l’articolo 6 prevede che chi non osserva i limiti ridotti è soggetto alle stesse sanzioni dell’articolo 142. Inoltre, lo stesso articolo 6 stabilisce che il controllo della velocità in tali aree può essere effettuato anche con le modalità previste dall’articolo 201, comma 1-bis, lettera f), ossia tecnologie che consentono la rilevazione a distanza senza contestazione immediata.

Accanto all’aspetto economico, il superamento dei limiti di velocità incide anche sul sistema della responsabilità personale nelle sanzioni: l’articolo 199 specifica che l’obbligazione di pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria non si trasmette agli eredi. Questo significa che, se il trasgressore viene meno, l’obbligo di pagare la multa resta personale e non ricade automaticamente sui successori. È un principio generale che, naturalmente, si applica anche alle violazioni sui limiti in autostrada.

Nell’ambito dei piani del traffico, poi, l’articolo 36 indica tra gli obiettivi proprio il rallentamento della velocità e la regolamentazione del traffico, anche con sistemi tecnologici. Non entra nel dettaglio delle singole sanzioni, ma inquadra il controllo dei limiti di velocità come strumento strutturale per migliorare sicurezza, ridurre inquinamento e contenere la congestione, sia su viabilità urbana sia extraurbana. Anche in autostrada, quindi, il rispetto dei limiti si inserisce in una logica di gestione complessiva dei flussi, non solo di punizione del singolo eccesso.

Decurtazione punti e sospensione patente in autostrada

Quando si parla di limiti in autostrada, oltre alla multa interessa molto anche cosa succede alla patente. L’articolo 142 prevede, per le violazioni più gravi, sanzioni amministrative accessorie come la sospensione della patente, che si affiancano a quelle pecuniarie e all’eventuale decurtazione dei punti secondo le regole generali del sistema a punti. La gravità della misura accessoria è collegata alla fascia di eccesso: superare nettamente il limite è trattato in modo molto più severo rispetto a uno sforamento contenuto.

Particolare attenzione viene riservata ai neopatentati. L’articolo 117 stabilisce che, per i primi tre anni dal conseguimento della patente di categoria A2, A, B1 e B, non è consentito superare i 100 km/h in autostrada e i 90 km/h sulle strade extraurbane principali. In autostrada, quindi, un neopatentato ha un limite “personale” inferiore rispetto a quello generale di 130 km/h; questo comporta che, ai fini dell’eventuale violazione, si tenga conto del limite ridotto a cui è soggetto il conducente e non solo del limite segnalato sul tratto.

Lo stesso articolo 117 indica anche altre limitazioni, come quelle relative alla potenza specifica dei veicoli per chi ha appena preso la patente B. Sebbene queste non riguardino direttamente il numero sul cartello autostradale, incidono comunque sulla libertà di guida: per i primi tre anni non è possibile condurre autoveicoli che superano determinate soglie di potenza specifica, con alcune eccezioni (ad esempio per veicoli al servizio di persone invalide autorizzate). Anche questo rientra nel quadro delle cautele che il Codice impone nei confronti dei conducenti meno esperti.

Le limitazioni alla velocità e alla guida indicate nell’articolo 117 sono automatiche e decorrono dalla data di superamento dell’esame previsto dall’articolo 121. Questo significa che il neopatentato non ha bisogno di ulteriori avvisi specifici: dal momento in cui consegue la patente, scattano in automatico sia i limiti personali di velocità sia le restrizioni sulla potenza dei veicoli guidabili, e il mancato rispetto può condurre alle sanzioni previste, incluse quelle accessorie sulla patente in base alla gravità dei fatti.

Come verificare i limiti effettivi sul proprio tratto autostradale

Al di là di quanto fissato in via generale dall’articolo 142, il limite effettivo che devi rispettare in un dato tratto autostradale è quello reso noto attraverso la segnaletica e gli altri strumenti di informazione agli utenti. L’articolo 39 spiega che i segnali verticali di prescrizione – tra cui rientrano i cartelli di limite di velocità – rendono noti obblighi e divieti a cui gli utenti devono uniformarsi; il rispetto di questi segnali è quindi il primo modo concreto per sapere quale parametro devi seguire mentre guidi.

Il compito di installare e mantenere la segnaletica spetta agli enti proprietari delle strade, come stabilito dall’articolo 14, che li investe anche della manutenzione e gestione della sede stradale e delle relative attrezzature. Sono loro, quindi, che devono assicurare che il limite sia chiaramente indicato, aggiornato e coerente con le condizioni della strada e con gli eventuali provvedimenti di riduzione della velocità assunti per motivi di sicurezza, traffico o tutela ambientale.

Quando le regioni o le province autonome dispongono riduzioni della velocità per esigenze di contenimento delle emissioni, come consente l’articolo 6, l’ente proprietario o gestore dell’infrastruttura ha anche il dovere di rendere noti questi provvedimenti all’utenza, secondo le modalità previste dallo stesso articolo e rinviando alle forme di informazione indicate nell’articolo 5, comma 3. Anche per questi limiti ridotti, quindi, il riferimento pratico per l’automobilista resta sempre ciò che è reso visibile tramite segnaletica e dispositivi di informazione al pubblico sul tratto interessato.

Infine, resta sempre valido il richiamo generale dell’articolo 140: anche quando conosci perfettamente il limite numerico del tuo tratto autostradale, devi comunque adeguare la condotta – e quindi la velocità effettiva – alla sicurezza della circolazione, evitando situazioni di pericolo o intralcio. Tra cartelli, limiti speciali per neopatentati e riduzioni per pioggia o per motivi ambientali, il Codice ti chiede sostanzialmente una cosa: conoscere il limite e usare la testa per restare sempre dalla parte giusta della sicurezza.

Fonti normative