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Rc auto: 7.000 euro al Sud. Se non è un tentativo di elusione a contrarre questo…

Rca al Sud Italia: cose da Paperoni
diEzio Notte

Se una prostituta non intende offendere un potenziale cliente negandogli la prestazione sessuale, può sempre sparargli un prezzo altissimo: 7.000 euro per una notte. Roba da calciatori, che un uomo “normale” non può permettersi. È un modo per cacciare il cliente in maniera elegante. L’esempio, chiaro e conciso, per far capire subito di che cosa andiamo a parlare. Tariffe Rca alle stelle: obiettivo, mettere in fuga il potenziale cliente. Succede al Sud, probabilmente a Napoli e Caserta. Il regno delle truffe.

Non siamo noi di Automobilista.it a narrarlo, ma l’Isvap, che vigila sulle Assicurazioni. Secondo il vigilante, si sono acuite nel 2009 le difficoltà del settore Rca, che rischia di divenire una sorta di tallone d’Achille del sistema, con effetti penalizzanti per i cittadini. La raccolta premi ha subìto un decremento di quasi quattro punti percentuali rispetto al 2008, associato a un incremento degli oneri per sinistri (+2,9%, principalmente riconducibile all’evoluzione dei sinistri di generazioni precedenti) e alla sostanziale stabilità delle spese di gestione.

Come hanno reagito le Imprese? Azionando la leva degli aumenti tariffari. In alcune zone del Sud si sono riscontrati, in particolare per giovani e neopatentati, livelli di premi estremamente elevati, anche oltre 7.000 euro per assicurare un’auto di media cilindrata.

Ora sono state avviate verifiche per appurare se tali livelli siano giustificati sul piano tecnico o non integrino piuttosto la fattispecie dell’elusione dell’obbligo a contrarre, cui per legge le Imprese sono tenute.

Noi propendiamo per la seconda ipotesi: e voi?