Rc auto di Poste italiane. Ma l’Isvap non aveva detto che l’automobilista va ultra informato su tutte le clausole della polizza?
Noi di Automobilista.it non ci capiamo più niente. L’Isvap (vigila sulle Assicurazioni) dice che il potenziale cliente di una Compagnia, prima di firmare il contratto Rc auto, deve capirne alla perfezione tutte le clausole. Addirittura, l’agente assicurativo ha l’obbligo di fare leggere al possibile futuro assicurato un pacco grande quanto una casa di fogli informativi: roba da far perdere ossigeno al cervello. Adesso, però, la stessa Isvap dà tranquillamente l’ok a Poste italiane: possono vendere le Rc auto.
A parte che, ci pare, Poste italiane partiranno da una posizione un pochino privilegiata rispetto alle altre Assicurazioni: ai dipendenti, alle famiglie dei dipendenti, nonni, cugini, amanti, figliastri, verranno magari riservati super sconti. Inevitabile scegliere Poste italiane. Ma il punto è un altro: questa nuova Assicurazione spiega per filo e per segno le condizioni contrattuali al cliente? C’è un agente per ogni cliente che dice: “Occhio alle clausole di rivalsa per stato d’ebbrezza; attenzione al massimale; può esserle utile la polizza Furto e incendio”?
Ci fa piacere che arrivi sul mercato un altro concorrente. Abbiamo qualche dubbio sul livello di consapevolezza dell’assicurato in merito a quanto andrà a firmare.
Un’ultima considerazione. Tutte le Compagnie si lamentano per i costi della Rca: incidenti, lesioni fisiche, truffe. Poi, però, le società si buttano nel business appena possibile. E allora, come la mettiamo?