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Rc auto: l’agenzia antifrodi di Cerchiai (Ania)? Sì, a patto di garantire forti ribassi tariffari

Truffe Rca, guai per tutti
diEzio Notte

Da anni, il numero uno dell’Ania (Assicurazioni), Fabio Cerchiai, sbandiera dati drammatici sulle frodi nel settore Rc auto. Si tratta di incidenti inventati, lesioni fisiche gonfiate, colpi di frusta inesistenti, tamponamenti creati ad arte, testimoni che spuntano come funghi. Un fiume di denaro marcio che entra nelle tasche di gentaglia per poi trasformarsi in costi assicurativi e in rialzi tariffari. È soprattutto il Sud a pagare caro, in particolare Napoli e Caserta, con decine di migliaia di automobilisti onesti che saldano il debito.

Ha ragione Cerchiai? Secondo noi di Automobilista.it, sì. La truffa nella Rca è un male italico. Sentite queste statistiche: nel 2007, su 100 incidenti, 21 sono sinistri con danni fisici. Un record. La media europea è del 14%. Senza dimenticare che le frodi emerse sono solo la punta dell’iceberg: poi andrebbero calcolate anche le truffe non scoperte.

Proprio per questo, Cerchiai – qualche ora fa, in conferenza stampa – ha insistito per la creazione di un’agenzia antifrodi, pagata dalle Assicurazioni: 007 delle Compagnie, sguinzagliati alla ricerca della truffa nel settore Rca.

Automobilista.it è favorevole, pur con le dovute regolamentazioni della materia in fatto di privacy. Tuttavia, se una banca dati contro le truffe viene creata, deve prima esserci una garanzia, magari vincolante per legge, che le tariffe Rca calino. Ossia: il Governo consente la creazione di James Bond assicurativi, a discapito (seppure in minima parte) della privatezza di ognuno di noi (gli incidenti e i responsabili e i testimoni andranno pur catalogati in qualche modo), ma in cambio le Assicurazioni si impegnano a diminuire le tariffe in modo sostanzioso.

Non possono guadagnarci sempre e solo loro, le Compagnie: non trovate?