Rca impazzita. Appello di Automobilista.it al Governo: eliminare l’indennizzo diretto
L’indennizzo diretto ci porta in regalo aumenti Rc auto fino allo svenimento. Quello che andiamo dicendo da tempo purtroppo, ossia che quella procedura è la morte della Rca, si sta rivelando realtà. Ormai anche l’Ania (Assicurazioni) annuncia spesso: tariffe Rca in rialzo. Ma come riuscire a liberarsi del fardello assurdo? Non avete, non abbiamo, speranze. Perché appena si chiedono spiegazioni alle Compagnie, loro ti rispondono che sono strozzate dalle truffe, specie quelle di Napoli e Caserta. Tu puoi rispondere che le frodi non le fai e nemmeno i tuoi cari che usano la macchina assicurata. Ma loro ti replicano che le bastardate di uno le pagano in mille. Se poi abiti a Napoli e Caserta, e magari sei in una classe di merito alta, fatti il segno della croce, perché stanno per massacrarti.
Allora puoi fare una seconda domanda: scusate, ma l’indennizzo diretto (nato a febbraio 2007) non doveva raffreddare i prezzi Rca? I costi per le Assicurazioni non dovevano calare per via dei rimborsi diretti da parte della Compagnia del danneggiato, e non più dall’Impresa del responsabile del sinistro? E questa procedura non aveva l’ok delle associazioni dei consumatori? Speranze andate miseramente distrutte.
Noi di Automobilista.it lanciamo un appello al Governo: che faccia a pezzi l’indennizzo diretto. Che si torni alla vecchia procedura, la quale non era certo immune dalle truffe ma non avvantaggiava i criminali, i quali ora ottengono i soldi più facilmente chiedendoli alla propria Compagnia. E che si ridia all’automobilista la possibilità di difendersi di fronte alle Assicurazioni, anche grazie all’aiuto di un esperto in infortunistica stradale.
Qui la cosa prende davvero una brutta piega. Gli italiani pagano Rca carissime e per giunta hanno difficoltà a far valere i propri diritti di fronte a quelle Assicurazioni che intendono dare risarcimenti non equi o in ritardo.
Governo, se ci sei, batti un colpo.