Regole di guida curiose per bici e monopattini nelle città europee
Panoramica delle principali regole per bici e monopattini nelle città europee e differenze tra obblighi, divieti e limiti di velocità
Molti turisti danno per scontato che le regole per bici e monopattini siano simili in tutta Europa e finiscono per usare il marciapiede o togliersi il casco dove non è consentito, rischiando multe e incidenti. Conoscere come cambiano divieti, obblighi e limiti tra città diverse aiuta a scegliere il percorso giusto, a capire dove si può circolare e a evitare i comportamenti che, pur sembrando innocui, sono considerati pericolosi dai regolamenti locali.
Perché bici e monopattini sono regolati in modo molto diverso da Paese a Paese
Le regole di guida per biciclette e monopattini elettrici cambiano sensibilmente da Paese a Paese perché ogni ordinamento bilancia in modo diverso sicurezza stradale, tutela dei pedoni e promozione della mobilità sostenibile. Alcune città puntano a favorire il più possibile l’uso di mezzi leggeri, altre reagiscono a incidenti o conflitti con i pedoni irrigidendo i divieti. A incidere sono anche la struttura urbana, la presenza di piste ciclabili, il turismo e la pressione dell’opinione pubblica su temi come il decoro e la sosta selvaggia.
Un altro motivo di differenza è il modo in cui vengono classificati giuridicamente bici e monopattini. Dove il monopattino è equiparato alla bicicletta, tende a seguire le stesse regole di circolazione, con accesso a piste ciclabili e strade urbane. Dove invece è considerato un dispositivo a parte, può avere limiti più severi, come l’obbligo di restare sulle piste ciclabili o di procedere a passo d’uomo in presenza di pedoni. Per chi viaggia, questo significa che non basta conoscere il Codice della Strada del proprio Paese: occorre verificare le norme locali della città che si intende visitare.
Le amministrazioni comunali europee, inoltre, sperimentano spesso soluzioni diverse anche all’interno dello stesso Paese. Alcune città limitano il numero di monopattini in sharing o ne regolano la distribuzione nelle aree centrali, altre concentrano gli sforzi sui controlli di polizia locale e sulle campagne informative. Questo porta a un mosaico di regole che può risultare spiazzante per chi è abituato a un quadro più uniforme, ma che riflette esigenze locali molto specifiche, come la tutela dei centri storici o la gestione di grandi flussi turistici.
Obbligo di casco, limiti di velocità e divieti di marciapiede nelle grandi città
L’obbligo di casco per i monopattini elettrici è uno dei punti in cui le città europee si stanno muovendo con maggiore decisione. In Italia, ad esempio, il Comune di Milano specifica che il monopattino elettrico può essere utilizzato solo da persone con almeno una certa età minima e che per tutti gli utilizzatori è obbligatorio il casco, segnalando una forte attenzione alla sicurezza personale di chi guida questi mezzi. L’indicazione è riportata nelle informazioni ufficiali sulle regole d’uso del monopattino pubblicate dal Comune di Milano, consultabili sul portale di supporto dedicato ai cittadini, a conferma di un orientamento restrittivo rispetto ad altre realtà europee.
Un altro tema centrale è il divieto di circolare sui marciapiedi. Sempre a Milano, una FAQ chiarisce che è vietato usare biciclette e monopattini, sia muscolari sia elettrici, sui marciapiedi, proprio per evitare conflitti con i pedoni e situazioni di pericolo nelle zone più affollate. Il divieto riguarda sia i mezzi privati sia quelli in sharing e si inserisce in una tendenza più ampia delle città europee a proteggere le aree pedonali. In alcune realtà, come Lille in Francia, si arriva addirittura a vietare la circolazione di ciclisti, skateboarder e utenti di scooter nella zona pedonale del centro storico in determinate fasce orarie, con sanzioni economiche per chi non rispetta il divieto, come riportato dall’Osservatorio europeo sulla mobilità urbana.
I limiti di velocità per monopattini e bici variano anch’essi tra città. A Milano, la pagina dedicata ai monopattini in sharing indica che questi mezzi sono equiparati alle biciclette e che la velocità massima consentita è più elevata sulle strade e ridotta nelle aree pedonali, dove si richiede un’andatura molto moderata per non mettere a rischio i pedoni, come indicato sul sito del Comune di Milano. In altri Paesi, come la Polonia, l’EU Urban Mobility Observatory segnala che la proposta normativa prevede l’uso prioritario delle piste ciclabili con un limite specifico e, in assenza di queste, la possibilità di usare strade urbane con limiti ridotti o, in alternativa, i marciapiedi a passo d’uomo senza ostacolare i pedoni, secondo quanto riportato nella news dedicata ai dispositivi di trasporto personale.
Come cambiano le regole italiane rispetto a quelle di altre capitali europee
Le regole italiane per bici e monopattini si caratterizzano per una forte attenzione alla convivenza tra utenti vulnerabili e per un ruolo centrale dei Comuni nell’adattare le norme al contesto locale. A Torino, ad esempio, il Comune indica che i monopattini elettrici possono circolare sulle strade urbane dove è consentita la circolazione dei velocipedi, con limiti di velocità differenziati tra carreggiata, piste ciclabili e aree pedonali, e che possono essere condotti solo da chi ha almeno una certa età minima, come riportato nella pagina dedicata allo sharing di monopattini elettrici sul sito del Comune di Torino. Questo approccio, che equipara i monopattini alle biciclette, è in linea con quanto avvenuto a livello nazionale, ma lascia spazio a controlli e sanzioni mirate.
La stessa città di Torino ha reso noto, tramite un comunicato, che sono state accertate numerose violazioni legate a biciclette e monopattini, in particolare per sosta irregolare, comportamenti pericolosi e guida senza casco, segnalando un’intensificazione dei controlli della Polizia Locale nelle zone pedonali e sotto i portici. Il comunicato, pubblicato sul sito istituzionale del Comune, evidenzia come l’aumento delle sanzioni sia legato sia al maggior uso di questi mezzi sia alla volontà di far rispettare le norme di circolazione, come riportato nella pagina dedicata all’aumento delle sanzioni per monopattini e bici del Comune di Torino. Questo quadro contrasta con alcune capitali europee dove i controlli sono meno visibili, ma le restrizioni possono essere più nette in specifiche aree.
Roma offre un altro esempio di regolazione mirata. Il portale Marco Aurelio di Roma Capitale ha annunciato che, a partire da una certa data, il parco monopattini in sharing sarebbe stato ridotto e che solo una quota limitata di mezzi avrebbe potuto circolare nel centro storico, con velocità fortemente limitata nelle zone pedonali tramite sistemi di geolocalizzazione, come indicato nella pagina dedicata alle nuove regole per i monopattini elettrici su Marco Aurelio – Roma Capitale. Questa scelta, pensata per contenere l’impatto dei mezzi in sharing nelle aree più delicate, si affianca a una progressiva diffusione del servizio in altre zone della città, come testimoniato da precedenti notizie sull’arrivo di nuovi monopattini in sharing nel tessuto urbano romano.
Se si guarda ad altre realtà europee, emergono differenze significative anche sul fronte della protezione dei ciclisti rispetto alle auto. L’EU Urban Mobility Observatory segnala, ad esempio, che in Spagna sono state introdotte nuove regole per la circolazione ciclistica a partire dal 1° gennaio 2025, imponendo agli automobilisti di ridurre la velocità rispetto al limite quando sorpassano i ciclisti e di mantenere una distanza minima laterale, con sanzioni più severe per chi non rispetta queste prescrizioni, come riportato nella news sulle nuove regolazioni ciclistiche spagnole. Questo tipo di tutela specifica per i ciclisti, che interviene sul comportamento degli automobilisti, rappresenta un approccio complementare rispetto a quello italiano, più concentrato sulla disciplina di bici e monopattini e sulla gestione degli spazi urbani condivisi.
Consigli pratici per usare micromobilità in vacanza senza rischiare multe o incidenti
Per usare bici e monopattini in vacanza senza rischiare multe o incidenti, il primo passo è informarsi sulle regole locali prima di salire in sella. Se si arriva in una grande città europea e si noleggia un monopattino in sharing, è fondamentale verificare se esistono limiti di velocità specifici nelle aree pedonali, se il casco è obbligatorio per tutti o solo per alcune fasce d’età e se è consentito circolare sulle strade principali o solo su piste ciclabili. Un errore frequente dei turisti è dare per scontato che il marciapiede sia sempre utilizzabile in sicurezza: in molte città, come indicato dalle FAQ del Comune di Milano, bici e monopattini non possono circolare sui marciapiedi, proprio per tutelare i pedoni.
Un secondo accorgimento riguarda la scelta dei percorsi e l’attenzione alla segnaletica. Se non si conosce la città, conviene pianificare tragitti che sfruttino piste ciclabili e strade a traffico moderato, evitando incroci complessi o arterie molto veloci. In alcuni Paesi, come la Polonia, le proposte normative prevedono che i monopattini usino prioritariamente le piste ciclabili e, solo in mancanza di queste, possano circolare su strade con limiti ridotti o, in casi particolari, sui marciapiedi a passo d’uomo, come riportato dall’EU Urban Mobility Observatory. Questo significa che, se ci si trova in una città straniera, è prudente osservare come si comportano i residenti e controllare eventuali cartelli che indicano divieti o limiti specifici per i dispositivi di micromobilità.
Un terzo elemento da non sottovalutare è la convivenza con i pedoni e con il trasporto pubblico. In alcune città italiane, come Milano, bici e monopattini sono ammessi in metropolitana e, in determinati orari, su alcune linee tranviarie, mentre i mezzi pieghevoli sono sempre consentiti se richiusi, come precisato in una FAQ del Comune di Milano dedicata al trasporto di bici e monopattini sui mezzi pubblici. Questo tipo di regole può cambiare molto da città a città: se si viaggia con una bici pieghevole o un monopattino, è utile verificare in anticipo se è possibile portarli a bordo dei mezzi e in quali fasce orarie, per evitare discussioni con il personale o sanzioni. In ogni caso, mantenere una guida prudente, rispettare le precedenze e usare sempre dispositivi di protezione come il casco resta la strategia più efficace per godersi la micromobilità in vacanza senza trasformare un tragitto piacevole in un problema di sicurezza o in una multa inattesa.