Dal 2028 il bollo auto cambia: pagherai il primo bollo il mese dopo
Cosa prevede la riforma del bollo auto dal 2028 per le auto nuove
Dal 1° gennaio 2028 il bollo auto cambierà calendario: il periodo di imposta sarà sempre di dodici mesi calcolati dal mese di immatricolazione e non più agganciato alle classiche finestre di aprile, agosto e dicembre. Per chi immatricola un’auto nuova questo significa un primo pagamento spostato sul mese successivo, con scadenze personalizzate che seguono la vita del veicolo fin dal debutto su strada.
La riforma è contenuta nel decreto legislativo 7 agosto 2026 n. 147 sui tributi regionali e locali, già in vigore, che ridisegna anche competenze delle Regioni e rapporti con il bilancio statale. Alcune misure sul bollo e sul superbollo partono dal 2027, mentre il nuovo schema annuale collegato al mese di immatricolazione scatterà a pieno regime solo dal 2028, creando un doppio binario fra veicoli già circolanti e nuove immatricolazioni.
Cosa cambia dal 2028 per le auto nuove
Per le auto immatricolate dal 1° gennaio 2028 il decreto legislativo 147/2026 prevede che il bollo copra sempre dodici mesi, con decorrenza dal mese di prima immatricolazione. Il primo bollo si paga entro l’ultimo giorno del mese successivo, superando la regola tradizionale che fissava il versamento entro la fine del mese di immatricolazione. Il rinnovo seguirà poi la stessa logica, con scadenza sempre nell’ultimo giorno del mese precedente il nuovo periodo d’imposta.
Questo calendario personalizzato sostituirà le finestre standard ancora in uso fino al 2027, in cui gran parte dei veicoli concentrano la scadenza a cavallo di aprile, agosto e dicembre. Per chi immatricola nel 2026 o nel 2027 continuano a valere le regole transitorie sul primo pagamento, illustrate nel dettaglio nel focus su quando scade il primo bollo per le auto immatricolate nel 2026, con il passaggio al nuovo schema solo al successivo rinnovo.
Restano ferme le esenzioni nazionali già previste, come quella per gli autoveicoli alimentati esclusivamente a energia elettrica, che non versano la tassa automobilistica per cinque anni dalla prima immatricolazione. Le Regioni possono aggiungere riduzioni o sconti ulteriori per determinate categorie di veicoli sul proprio territorio, ma queste misure vanno coordinate con il nuovo impianto annuale legato al mese di immatricolazione, che fa da cornice uniforme a livello nazionale.
Bollo 2028 e veicoli già immatricolati
Per i veicoli già immatricolati prima del 2028 il quadro si muove in modo graduale: fino al 2027 restano in piedi le cadenze tradizionali descritte dall’Automobile Club d’Italia, con versamento del rinnovo entro l’ultimo giorno del mese successivo alla scadenza. Chi ha una scadenza tipica di aprile, agosto o dicembre continuerà a pagare secondo questo schema finché non scatterà l’allineamento alla nuova logica legata alla prima immatricolazione del veicolo.
Il decreto legislativo 147/2026 impone infatti un riordino complessivo della tassa automobilistica, che include il passaggio progressivo al riferimento del mese di immatricolazione anche per i veicoli già in circolazione. Per molti automobilisti il cambio si concretizzerà al primo rinnovo utile dopo il 1° gennaio 2028, quando il periodo coperto dal bollo si ricalcolerà su dodici mesi pieni anziché su spezzoni agganciati alle vecchie finestre temporali, con un effetto visibile sulle date ma non sulle aliquote.
Resta invariato l’istituto della prescrizione del bollo, fissata a tre anni calcolati dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello in cui il pagamento era dovuto. Questo termine continua a valere anche nel nuovo assetto, con le amministrazioni regionali e le agenzie della riscossione che dovranno semplicemente ricalibrare le proprie notifiche alla diversa distribuzione delle scadenze durante l’anno, senza cambiare la durata dei poteri di accertamento e recupero del tributo.
Rateizzazione, Regioni e novità 2027–2028
Il decreto legislativo 147/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ridisegna anche il rapporto tra Stato e Regioni sul gettito del bollo, inserendo la tassa automobilistica nel quadro del federalismo fiscale. Le Regioni continuano a incassare il tributo, ma devono coordinare delibere e tariffe con il Portale del federalismo fiscale, in modo che esenzioni e maggiorazioni seguano criteri più omogenei e trasparenti a livello nazionale.
Sulla rateizzazione, la riforma conferma che sono le Regioni a poter prevedere il pagamento del bollo in più tranche, con margini per disciplinare chi può accedere alla dilazione e con quali importi minimi. La cornice nazionale dal 2028 farà però da binario obbligato: ogni eventuale frazionamento dovrà rispettare il periodo di imposta annuale legato al mese di immatricolazione, evitando sovrapposizioni fra anni diversi e semplificando i controlli sul rispetto delle scadenze da parte degli enti di riscossione regionali.
Dal 1° gennaio 2027 il decreto interviene anche sull’addizionale erariale sui veicoli più potenti, il cosiddetto superbollo, stabilendo che le esenzioni o riduzioni concesse dalle Regioni sulla tassa automobilistica non si estendono automaticamente a questa quota statale. Restano validi solo gli esoneri previsti da leggi nazionali, con l’effetto che una vettura con potenza superiore alla soglia continuerà a scontare il superbollo anche se il bollo regionale è azzerato da una misura locale, salvo diverso intervento normativo specifico.
Acquisti 2026–2027 e impatto del nuovo calendario
Chi immatricola un’auto nel 2026 o nel 2027 entra in pieno nella fase di transizione, regolata dal decreto legislativo 147/2026 e illustrata anche nelle analisi su bollo auto 2026 in unica soluzione per le auto nuove. In questi casi il primo bollo segue ancora in larga parte le regole tradizionali, con la possibilità per singole Regioni di prevedere periodi di copertura più lunghi sul primo versamento, per poi riallineare al nuovo schema legato al mese di immatricolazione a partire dal 2028.
Alcune misure regionali speciali, come l’esenzione quinquennale per determinate alimentazioni in Sicilia sulle immatricolazioni 2026–2028, si sovrappongono alle esenzioni nazionali, per esempio per i veicoli totalmente elettrici che non pagano bollo per cinque anni. In questi casi la durata e l’intensità del beneficio dipendono dalla combinazione delle due fonti, e l’impatto effettivo sul calendario dei pagamenti è descritto nei focus dedicati alle novità 2026 per bollo auto e revisione, che mostrano come il nuovo sistema conviva con regimi agevolati.
Per chi possiede già un veicolo e affronta i rinnovi tra il 2026 e il 2028, il punto chiave è la progressiva sostituzione delle scadenze concentrate in pochi mesi con date distribuite lungo tutto l’anno, come spiegato nel riepilogo su come funziona il nuovo calendario del bollo auto per le immatricolazioni dal 2026. La transizione modificherà il momento in cui la tassa pesa sul bilancio familiare o dell’attività, ma non incide, salvo nuove delibere regionali, sulle aliquote di calcolo legate a potenza e classe ambientale.