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Sedicenni e 125: addio alle 30 cavalli, ecco cosa puoi guidare

Moto 125 e patenti a 16 anni: cosa consente oggi il Codice

Documenti vuoti e un portachiavi non marchiato su una superficie di lavoro pulita

Negli anni Ottanta un sedicenne saliva su una 125 da 30 cavalli e si sentiva pilota vero, con in mano una moto che oggi finirebbe dritta nel mirino del Codice della strada. Cagiva, Gilera, Aprilia e gli altri marchi riempivano i cortili delle scuole con enduro e sportive da 125 cm³ capaci di prestazioni da media cilindrata, con modelli che in pochi anni passarono dai 12–13 cavalli iniziali ai circa 30 cavalli della Gilera RC 125 Top Rally.

Oggi, per chi compie 16 o 17 anni, lo scenario è molto più regolato. La patente A1 limita le moto 125 a 11 kW e vieta autostrade ed extraurbane principali, i quadricicli B1 hanno paletti propri e la guida accompagnata su auto è ammessa solo con regole precise. Intanto il Ministero delle Infrastrutture ha messo in consultazione un nuovo pacchetto di modifiche al Codice che potrebbe anticipare la patente B a 17 anni, con obbligo di tutor e possibile estensione della guida accompagnata già a 16 anni.

Moto 125 e patenti a 16 anni: regole attuali

La patente A1, conseguibile dai 16 anni, consente oggi di guidare motocicli fino a 125 cm³ con potenza massima di 11 kW, un limite che rende irraggiungibili le 125 da circa 30 cavalli degli anni Ottanta. Questi motocicli non possono circolare né in autostrada né sulle strade extraurbane principali, a differenza di molte 125 di allora che venivano usate anche per i lunghi spostamenti. La stessa patente A1 permette pure la guida di alcuni tricicli e quadricicli leggeri, sempre nel rispetto dei limiti di massa e potenza previsti dal Codice.

Per chi vuole orientarsi tra le diverse categorie, la distinzione fra patenti A, A2 e A1 incide molto sulla scelta di moto e scooter utilizzabili già da minorenni. Esistono guide specifiche che chiariscono che veicoli può guidare chi ha patente A, A2 o A1, con esempi concreti di modelli. Anche il passaggio successivo alla patente A2 modifica sensibilmente le possibilità, perché apre la strada a moto più potenti, mantenendo però ancora limiti stringenti per i neopatentati.

Per alcune famiglie la domanda pratica diventa se abbia senso puntare subito sulla patente moto oppure sfruttare la patente B più avanti per usare comunque una 125. Sono disponibili confronti dedicati su quando conviene davvero prendere la patente A se si vuole guidare una 125 con patente B, che mettono sul piatto costi, limiti di potenza e vincoli per i neopatentati. Rispetto agli anni Ottanta, insomma, la libertà di scelta è più larga sulla carta, ma molto più incasellata nelle categorie di patente.

Guida accompagnata e patente B a 17 anni: cosa cambia

La guida accompagnata esiste già oggi per i diciassettenni titolari di patente A1 o B1, che dopo un corso pratico obbligatorio possono esercitarsi al volante di un’auto in vista della patente B. ANSA e altre testate spiegano che il Ministero delle Infrastrutture ha messo in consultazione un pacchetto di riforme al Codice della strada, che include l’idea di trasformare questo percorso in una vera patente B rilasciata a 17 anni, con obbligo di tutor maggiorenne fino ai 18 anni.

Secondo le ricostruzioni di Virgilio Motori, lo schema attuale resterebbe la base anche per il futuro, ma con un titolo di guida diverso e con l’eventuale estensione della guida accompagnata già a 16 anni, come anticipato da più fonti di settore. La direttiva (UE) 2025/2205 prevede infatti il rilascio di una patente B a 17 anni contrassegnata da un codice specifico, con recepimento da parte degli Stati membri entro il 26 novembre 2028. Il testo italiano è per ora in consultazione, con un percorso legislativo ancora da completare.

Le ipotesi descritte da testate come Quattroruote e Automoto.it parlano della possibilità di iniziare la guida accompagnata di un’auto già al compimento dei 16 anni, purché siano rispettati requisiti su corso pratico e figura del tutor. Rispetto alla generazione delle 125 anni Ottanta, questo significherebbe affiancare prima l’esperienza sulle quattro ruote alla passione per le piccole moto, con un sistema che punta più al controllo progressivo delle competenze che alla pura cilindrata indicata sul libretto.