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Sequestro amministrativo del veicolo: cosa prevede l’art. 213

Quando il Codice prevede il sequestro del veicolo

Cosa succede al veicolo quando scatta il sequestro amministrativo?
diEzio Notte

In sintesi

  • Il sequestro amministrativo è misura accessoria alla sanzione pecuniaria prevista dal Codice della strada.
  • Si applica, tra l’altro, per guida senza assicurazione, veicoli non immatricolati, alterazioni costruttive e recidive gravi.
  • Lo dispone l’organo accertatore: polizia locale, Polizia stradale, Carabinieri o Guardia di Finanza.
  • Si esegue con rimozione tramite carro attrezzi e deposito o con affidamento in custodia, sempre con divieto di circolazione.
  • Il custode è responsabile della conservazione e non può vendere, smontare o usare il veicolo; il sequestro può precedere confisca.

Molti pensano che il sequestro amministrativo sia solo “una multa più grossa”. In realtà, da quel momento l’auto smette di essere libera: non la puoi usare, non la puoi vendere, non la puoi spostare a piacere e, se sbagli una mossa, rischi la confisca definitiva. Capire bene cosa accade al veicolo, chi lo tiene, dove finisce e come (eventualmente) farselo restituire è l’unico modo per non trasformare una sanzione in una perdita secca dell’auto.

Quando il Codice prevede il sequestro del veicolo

Il sequestro amministrativo del veicolo è una misura accessoria alla sanzione pecuniaria prevista dal Codice della strada in casi ben precisi. Non stiamo parlando di “fermo amministrativo per cartelle esattoriali”, ma di violazioni commesse alla guida o sul veicolo, per le quali l’auto diventa materialmente vincolata all’esito del procedimento. Di regola, il sequestro serve a togliere dalla circolazione un mezzo che è fonte di rischio o che è stato utilizzato violando obblighi essenziali.

Le ipotesi tipiche (descritte dagli articoli del Codice della strada) riguardano, ad esempio, circolazione senza copertura assicurativa, uso di veicoli non immatricolati o alterati nelle caratteristiche costruttive, esercitazioni di guida fuori dalle regole, recidive gravi. In molti casi il sequestro è il “passaggio intermedio” che prepara la confisca: l’auto viene bloccata subito, in attesa della definizione della violazione. Se ti trovi con il carro attrezzi davanti, significa che l’organo accertatore ha riscontrato una di queste fattispecie e sta applicando esattamente quel pacchetto di sanzioni.

Attenzione a non confondere sequestro e fermo amministrativo fiscale: nel primo caso l’auto viene vincolata per una violazione al Codice della strada; nel secondo è una misura dell’ente di riscossione per debiti tributari. Per questo, se ti interessa il tema del fermo per cartelle, può esserti utile anche l’approfondimento su per quale importo scatta il fermo amministrativo sul veicolo, che segue logiche diverse rispetto al sequestro su strada.

Chi dispone il sequestro e come viene eseguito

Il sequestro amministrativo viene disposto dall’organo che accerta la violazione: polizia locale, Polizia stradale, Carabinieri, Guardia di Finanza e così via, in base alle rispettive competenze. L’operatore redige il verbale, indica la norma violata e specifica che il veicolo è sottoposto a sequestro amministrativo. Da quel momento il mezzo non è più nella tua libera disponibilità: tutto ciò che potrai fare con l’auto dovrà rispettare le prescrizioni contenute nel verbale e nelle norme di riferimento.

Materialmente, il sequestro si esegue di solito con la rimozione tramite carro attrezzi e il trasferimento in un luogo di custodia autorizzato, oppure con l’affidamento in custodia al proprietario o a un terzo individuato, con divieto assoluto di circolazione. Nel primo scenario l’auto sparisce dalla strada e finisce in deposito; nel secondo resta magari parcheggiata nel tuo cortile o box, ma dal punto di vista giuridico è come se fosse “incatenata”: se la usi, violi il sequestro, con conseguenze molto pesanti. Un caso tipico è quello del conducente fermato per violazione grave cui viene sequestrato anche il veicolo: chi vuole capire come si combinano le misure personali e quelle sul mezzo può approfondire su ritiro patente e sequestro del veicolo.

Per avere un quadro ufficiale delle procedure di sequestro amministrativo e di come vengono gestiti i veicoli, molte Prefetture pubblicano schede operative dettagliate; un esempio è la sezione dedicata ai sequestri veicoli presso il sito della Prefetto di Treviso, utile per comprendere il ruolo dell’autorità amministrativa nella fase successiva al verbale.

Obblighi del custode e luogo di deposito del veicolo

Una volta sequestrato il veicolo, l’autorità individua un custode: può essere una depositeria convenzionata oppure, in certi casi, lo stesso proprietario o il conducente. Qui molti sbagliano, pensando che sia una formalità: essere custode, invece, significa rispondere legalmente della conservazione del veicolo, impedirne l’uso non autorizzato e rispettare ogni vincolo imposto. Spesso sul verbale sono indicati il nominativo del custode, il luogo esatto in cui il mezzo deve rimanere, e le conseguenze in caso di violazione degli obblighi.

Se il veicolo finisce in deposito, viene collocato presso un’area di custodia autorizzata, scelta dall’autorità o in convenzione con essa. Se invece il custode è il proprietario, il mezzo deve essere tenuto in area privata, non accessibile alla circolazione e nel pieno rispetto dei divieti di uso. Un esempio: se ti affidano l’auto sequestrata e tu, dopo qualche giorno, la sposti su strada pubblica “solo per fare un salto dal meccanico”, stai violando il vincolo. In genere chi agisce come custode ha obblighi di sorveglianza, conservazione e messa a disposizione del veicolo quando l’autorità lo richiede: non può disfarsene, venderlo, smontarlo o rottamarlo a proprio piacimento.

Alcuni Comuni pubblicano note operative su sequestro e custodia; ad esempio, il Comune di Rovereto mette a disposizione informazioni sui rapporti tra fermo, sequestro del veicolo e prassi amministrative locali, accessibili tramite il portale dei servizi online dedicato a fermo e sequestro veicolo. Queste pagine aiutano a capire a chi rivolgersi per le spese di deposito, chi è il custode convenzionato, come prenotare eventualmente la riconsegna dopo il dissequestro.

Rapporto tra sequestro e confisca amministrativa

Il rapporto fondamentale da capire è che il sequestro è una misura provvisoria, la confisca definitiva. In molte violazioni, il Codice della strada prevede proprio questa sequenza: l’organo accertatore sequestra subito il veicolo, in modo che non possa continuare a circolare nelle stesse condizioni; poi, quando l’autorità competente (Prefetto o giudice, a seconda dei casi) definisce la sanzione, può disporre la confisca. A quel punto, il mezzo viene tolto in via definitiva al proprietario e di solito destinato alla rottamazione o ad altri usi stabiliti dalla pubblica amministrazione.

Il comportamento del proprietario durante il sequestro pesa parecchio sull’esito finale. Se rispetti tutti i vincoli, paghi la sanzione principale e rimuovi la causa che ha portato al sequestro (ad esempio stipulando una polizza assicurativa o regolarizzando la posizione del veicolo), puoi nei casi previsti ottenere il dissequestro, cioè la revoca del vincolo e la restituzione dell’auto. Se invece circoli ugualmente, non ti presenti ai richiami dell’autorità o non adempie agli obblighi che ti vengono intimati, rischi che la situazione degeneri verso la confisca, con perdita definitiva del veicolo e aggravio di sanzioni.

Per non fare confusione tra gli strumenti sul veicolo, può essere utile confrontare il sequestro con altri istituti come il fermo amministrativo e la rimozione per sosta vietata. Alcuni aspetti pratici li trovi spiegati in modo più concreto negli approfondimenti su cosa prevede il Codice per il fermo amministrativo del veicolo e su come funzionano rimozione e blocco dei veicoli in sosta vietata, utili per vedere le differenze operative rispetto al sequestro.

Costi di custodia, ricorsi e restituzione del veicolo

Appena scatta il sequestro amministrativo, oltre alla sanzione principale devi mettere in conto i costi di custodia e rimozione. Il carro attrezzi e il deposito non sono “un favore”: ogni giorno in più può far salire il conto, secondo le tariffe fissate e le convenzioni in vigore. In più, se l’auto viene successivamente confiscata o rottamata, di solito le spese di custodia maturate nel frattempo non spariscono automaticamente: la parte economica resta in capo al trasgressore o al proprietario, salvo diverse disposizioni del provvedimento.

Se ritieni che il sequestro sia illegittimo o sproporzionato, la strada è quella dei ricorsi previsti dal Codice della strada contro il verbale che lo ha disposto. In genere, si può presentare opposizione al Prefetto o al Giudice di pace nei termini indicati nel verbale stesso, allegando documenti e motivazioni. Qui è fondamentale non perdere le scadenze: decorso il termine, il verbale si consolida e diventa molto più difficile intervenire. Quando invece vuoi solo ottenere la restituzione del veicolo, la regola pratica è: paga la sanzione, elimina la causa che ha determinato il sequestro (ad esempio fai la polizza o la revisione se omessa), presenta la documentazione alla Prefettura o all’organo indicato e attendi il provvedimento di dissequestro, con cui potrai recuperare l’auto dal deposito.

Per chi si è trovato con il veicolo bloccato per altre misure, può essere utile sapere che esistono discipline particolari, ad esempio per il fermo per mancata revisione o per i veicoli sottoposti a fermo fiscale. Se ti interessa capire i margini di manovra quando l’auto è sospesa dalla circolazione per motivi tecnici o amministrativi, può tornare utile leggere anche l’approfondimento su quanto si paga se si circola con veicolo sospeso per revisione e l’analisi su cosa significa il fermo amministrativo per mancata revisione dell’auto, così da non confondere i diversi blocchi e non sommare problemi su problemi.