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Tassa sul ricorso: c’è incertezza pure sull’entità del balzello!

Ricorsi-pagliacciata!
diEzio Notte

La civiltà d’una nazione si misura anche da come un automobilista può difendersi contro i soprusi della Pubblica amministrazione. E invece, da noi, il ricorso a pagamento è una buffonata italiana: ma guarda te se io devo pagare per far valere i miei diritti di automobilista di fronte al Giudice di pace, magari contro un Comune che ha usato un autovelox trappola. Ma la novità che sta emergendo in questi giorni è un’altra: non si sa bene quale sia la tassa da pagare allo Stato.

Nostra esperienza personale. Facciamo un ricorso pagando 30 euro di contributo unificato; poi vogliamo versare anche gli otto euro di marche da bollo. La Cancelleria del Giudice di pace non sa che fare. Ci vengono prese ma non sanno dirci se gli otto euro verranno restituiti in caso di ricorso vinto. Né tantomeno sanno dirci se i 30 euro torneranno nelle nostre tasche in caso di accoglimento del ricorso. Per quanto riguarda gli otto euro, nel dubbio, neppure ce li hanno fatti incollare…

Altro ricorso, altra esperienza. Stavolta contestiamo la sospensione patente. Scandalosamente, il contributo richiestoci è di 170 euro. Ancora incertezza sugli otto euro di marche, che comunque assumono un valore relativamente basso rispetto ai 170 euro di partenza.

Non è una pagliacciata anche secondo voi?

foto flickr.com/photos/what_i_see