Cerca

Truffe Rc auto: l’agente Pisano ci racconta tutto sugli incidenti falsi

Truffe Rca: Bassotti scatenati
diEzio Notte

È fuori di dubbio che le frodi nel settore Rca incidano pesantemente sul caro-tariffe. Ma noi di Automobilista.it abbiamo voluto capirci di più. Ed ecco a voi una chiacchierata con Roberto Pisano, agente di assicurazioni plurimandatario, nonché presidente provinciale di Cagliari dello Sna (Sindacato nazionale agenti di Assicurazione).

Le frodi sono solo al Sud, vedi Napoli e Caserta?
No, le frodi sono dappertutto, in misura diversa. Nel Meridione d’Italia, c’è una maggiore concentrazione di frodi rilevanti, cosa che sta provocando la fuga delle Compagnie, le quali bloccano il turnover degli agenti evitando di concedere nuovi mandati e, laddove continuano a operare, lo fanno con tariffe talmente elevate da scoraggiare il consumatore: si sta sviluppando il nuovo fenomeno di una massa di veicoli che circolano senza assicurazione, con la sicura conseguenza di un alto costo sociale.

Ma quali sono le truffe più diffuse?
Ce n’è per tutti i gusti e potrei fare molti esempi: l’acquisto di auto recenti, di grande valore, gravemente danneggiate a causa di incidenti fuori dall’ambito della Rca, per le quali sono stati costruiti sinistri fasulli “su misura” con altre auto di persone compiacenti nel ruolo di responsabili; la proposta da parte di malavitosi a ragazzi che avevano riportato lesioni, magari giocando a calcetto, di dichiarare di essere stati urtati e fatti cadere da auto durante una manovra di parcheggio; l’acquisto di auto di grande valore, rivendute in Paesi africani dove i controlli sono “a maglie larghe” e poi dichiarate come rubate. Un’abitudine tutta nostrana, diffusa ovunque, è quella dell’esagerazione delle conseguenze di banali tamponamenti, con improbabili distorsioni del rachide cervicale. C’è poi il fenomeno della connivenza di artigiani senza scrupoli che gonfiano ad arte i danni. Tutto questo determina un costo medio dei sinistri molto più elevato in Italia rispetto al resto d’Europa, che fa riscontro a premi altrettanto elevati.

Come si scoprono le frodi?
Non c’è bisogno di scoprirle. Sono sotto gli occhi di tutti. Il problema è che esiste poco interesse a farle emergere. Per quanto riguarda i sinistri organizzati da criminali organizzati, sono convinto che in passato non venissero denunciati dalle Compagnie per paura di ritorsioni sul personale che opera in periferia negli ispettorati sinistri; in passato preferivano pagare, oggi preferiscono abbandonare il campo. Stesso discorso vale per gli agenti. Manca una rete di protezione contro la criminalità.

E per quanto riguarda la lievitazione ingiustificata dell’entità dei piccoli sinistri?
C’è da fare i conti con una serie di fattori che oggi le Compagnie stanno iniziando a controllare attraverso lo sviluppo del risarcimento in forma specifica, cioè garantendo direttamente la riparazione dei veicoli presso propri centri convenzionati in luogo del risarcimento in denaro. L’Agenzia antifrode dovrà scoprire le truffe attraverso la consultazione incrociata di varie banche dati, da quella dei sinistri, obbligatoriamente alimentata dalle compagnie, a quella dell’Isvap, dell’Inail, della Motorizzazione civile, dell’Aci, del settore creditizio e finanziario. La frequenza dei sinistri di una certa tipologia, la ricorrenza di targhe, nomi (o codici fiscali), la presenza o no di situazioni finanziarie o assicurative anomale, di precedenti e molti altri dati potranno essere indicatori di anomalie. Ma, come ho già detto, le truffe sono sotto gli occhi di tutti.