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27 novembre 2012

Benzina cara, i gestori non c’entrano

Automobilista stritolato

Caro-benzina, è errato imputare l’ultimo aumento di accise (pari a +0,42 cent/litro in data 11 agosto 2012) alla stabilizzazione del bonus fiscale dei gestori. La strutturalità del bonus è coperta finanziariamente solo dai commi 4 e 6 dell’articolo 34 della legge 183/2011: a fronte di fabbisogni per 41 milioni di euro nel 2012 (24 erano già coperti dal milleproroghe 2011) a far data dal 1° gennaio 2012 l’aumento di accisa fu pari a 0,001 euro/litro, aumentati a – e non di – 0,0015 dal 1° gennaio 2013 per fabbisogni stimati nel 2013 pari a 65 milioni di euro. Altra cosa sono i 65 milioni di euro finanziati con l’aumento dell’11 agosto, in forza di quanto stabilito dall’articolo 30, comma 33 della stessa legge 183/2011, con finalità, dunque, che nulla hanno a che vedere con il bonus dei gestori.

Era doveroso chiarirlo.

Il dramma delle accise è che si trasformano in stipendi per i politici, anziché in strade, scuole, ospedali. Che orrore. Per questo, l’italiano è imbestialito.

Sentite la Figisc (sindacato gestori) in materia: uno Stato che vuole cavare le uova d’oro dal sedere di questo settore non può accontentarsi di aumentare le accise, ossia i prezzi, a dismisura senza porsi la responsabilità di tutto ciò che accade davanti e dietro la facciata: la compressione dei consumi e dei margini, l’effetto congiunto della pressione fiscale e degli alti prezzi internazionali senza misure di contenimento e correzione degli effetti più distorcenti di questa letale concomitanza, e, nel contempo, continuare a riempirsi la bocca di liberalizzazioni.

di Ezio Notte @ 00:01


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