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5 marzo 2017

Dalla riforma delle Province alla riforma della burocrazia auto: caos Italia

 

Documento unico, mistero

Documento unico, mistero

I nostri politici ci hanno più volte promesso che le Province sarebbero scomparse. A oggi, i tagli sperati non ci sono, e neppure si capisce se le Province esistano, siano moribonde o defunte. Ma il vero exploit politico è arrivato quando, nei giorni scorsi, il Consiglio dei ministri, su proposta del ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che razionalizza i processi di gestione dei dati di circolazione e di proprietà di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi. Poi il decreto è andato in Gazzetta Ufficiale.

Questa riforma prevede che la carta di circolazione, redatta su modello europeo, diventi il documento unico di circolazione e di proprietà degli autoveicoli, dei motoveicoli e dei rimorchi ricadenti nel regime dei beni mobili registrati. Il rilascio del documento unico, che sostituisce i due documenti attualmente previsti, è effettuato dal ministero dei Trasporti, ferma restando la responsabilità, in capo a ciascuna amministrazione (ministero e Pubblico registro automobilistico-PRA) dei dati in esso contenuti. Come ricorda poliziamunicipale.it, le carte di circolazione e i certificati di proprietà, anche in formato elettronico, già rilasciati mantengono la loro validità fino a che non intervenga una modifica dei dati dei veicoli che richieda l’emissione di una nuova carta di circolazione.

Dopodiché, il buio. Come nel caso delle Province, non si sa quali siano i risparmi per il cittadino. Si era partiti da un minor costo di circa 100 euro, poi di 39 euro, quindi 32 euro. Adesso, non si sa. Non è dato neppure sapere se la riforma avverrà subito o a giugno 2017. Neppure è noto se l’eventuale risparmio scatterà il 1° gennaio 2018.

Inoltre, un decreto è servito ad applicare una legge. Ora serve un decreto che applichi un decreto che ha applicato la legge. Boh? Forse sarebbe stato meglio se i politici non avessero toccato niente. Né Province né PRA né altro. Più ci mettono mano, più il caos cresce. Applausi.

di Ezio Notte @ 15:45


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