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18 gennaio 2012

Liberalizzazioni e scioperi: paga l’automobilista

Tutto inutile

Dopo lo sciopero dei tassisti, è arrivata la proclamazione dello sciopero dei benzinai addirittura di sette giorni. Perché, secondo Figisc e Anisa, la liberalizzazione voluta da Monti non produrrà alcun effetto sui prezzi: solo, butterà fuori dala rete i gestori alla scadenza dei loro contratti, mentre oper i retisti convenzionati la vita sarà ancor più impossibile fin da subito.

Ma alla fine, cosa entra in tasca al guidatore? Si deve vedere. L’obiettivo è stimolare la concorrenza e abbassare i prezzi alla pompa. Sì, l’obiettivo finale, non si sa quando e non si sa quanto.

Purtroppo è invece sicura un’impennata speculativa dei prezzi alla pompa a ridosso delle giornate di sciopero. Ossia: tu hai bisogno della benzina come dell’ossigeno, e vieni da me per forza a fare il pieno. E io ti vendo il carburante a 5-10 cent il litro in più.

Dite che non è possibile? In teoria, no. Nella realtà italiana, specie in certe zone del Sud, sarà proprio così, potete scommetterci.

Io condivido la tesi Figisc, e credo sia l’unica verità: Il calcolo che i prezzi scendano è una pia illusione: non solo i costi del sistema sono elevati a causa di una rete che si è andata ingrossando grazie alle liberalizzazioni anziché snellirsi, modernizzarsi e ristrutturarsi, mentre i margini si sono ridotti al lumicino, ma quanto più l’area del libero mercato an-drà estendendosi, tanto più diminuirà la competitività di quelle che fino a oggi sono state le “nicchie franche” della distribuzio-ne, quelle che hanno contato su un van-taggio dato loro proprio dal fatto di stare fuori dai costi del sistema.

Non ci saranno, dunque, alla lunga quegli effetti miracolosi sui prezzi che oggi molto ingenuamente (o per puro scopo mediatico) si pensa possano prodursi semplice-mente “fotocopiando” in un infinito numero di copie quel che finora è accaduto (i prezzi delle “pompe bianche” o della gdo), solo grazie ad un’anomalia del mercato ed a una “nicchia” di favore.

di Ezio Notte @ 23:02


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