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24 gennaio 2010

Minacce lecite ai Vigili: i titoli giornalistici concepiti solo per attrarre il lettore

Urlare per raccattare pubblicità: sono i mass media, bellezza

Urlare per raccattare pubblicità: sono i mass media, bellezza

Una volta la carta stampata insegnava a scrivere. Pochissimi refusi, titoli e sommari intelligenti, didascalie che illustravano sapientemente le foto. Adesso i mass media su Internet fanno a gara a chi la spara più grossa, e con una quantità di refusi da capogiro: obiettivo, attrarre visitatori. È un circolo vizioso: per via della crisi, gli inserzionisti pubblicitari, prima di tirar fuori mezzo euro, esigono che la testata su cui fanno pubblicità abbia un numero elevatissimo di visitatori. I mass media allora si affannano nella ricerca di metodi sempre più squallidi per creare uno zoccolo duro di lettori. Il risultato è una melassa di titoli urlati, sommari campati per aria, articoli fuorvianti. Chissenefrega della qualità: l’importante è che accanto al titolo scemo ci sia pubblicità.

Il caso più recente riguarda una sentenza della Cassazione 1997/2010. Secondo diversi giornali, la Suprema Corte avrebbe stabilito quanto segue: è lecito minacciare i Vigili che ti multano. Per favore, non diciamo le cretinate.

a) In realtà, tanto per cominciare, la Cassazione si occupa solo di un caso specifico, e non va sempre bene generalizzare.

b) A parte questioni giurisprudenziali complesse, i giudici hanno sentenziato dopo che un medico, chiamato d’urgenza, ha discusso animatamente con i Vigili, i quali lo avevano sanzionato per divieto di sosta: il medico aveva parcheggiato l’auto nella prima area libera per prestare soccorso rapidamente a una persona con problemi al cuore.

c) La reazione d’istinto del medico è stata: “Fatemi la contravvenzione e io vi farò vedere l’inferno”. Secondo il medico, nel caso specifico, doveva scattare “l’esimente dell’adempimento del dovere”, non escludibile “in ragione dello scarso livello di sensibilità dimostrato verso la difficile opera di controllo del traffico e delle esigenze della collettività”.

d) Secondo la Cassazione, il medico “reagì all’operato dei Vigili con l’atteggiamento di chi ritiene che il proprio compito contingente sia prioritario e prevalga su ogni altra esigenza e, in tale ottica, pretende che chiunque comprenda e condivida tale valutazione”. La reazione è stata un’esasperata protesta.

Morale. Se prendi una multa da un Vigile, non puoi mai minacciarlo. Se sei un medico, e devi correre da un paziente grave, e un Vigile ti multa per divieto di sosta, allora forse (sottolineiamo forse) puoi sparare una mezza minaccia dovuta all’esasperazione del momento. E comunque, non spetta ai Vigili non fare la multa: tocca a te fare ricorso al Giudice di pace per stato di necessità, solo se avevi “contingenze prioritarie che prevalgano su ogni altra esigenza”.

Tuttavia, consigliamo anche ai medici estrema calma in quei frangenti. Difficile, davanti a un giudice, giustificare poi la propria minaccia esibendo la sentenza della Cassazione…

foto flickr.com/photos/a_mason

di Ezio Notte @ 17:20


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