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3 gennaio 2014

Stella Manzi, arrestato il pirata della strada romeno che l’ha uccisa. Il caos sulla custodia cautelare: l’opinione dell’avvocato Luca Procaccini

In auto in Italia: c'è da avere paura

Il pirata della strada che ha ucciso Stella Manzi è stato arrestato. Gli agenti della Polizia stradale della sottosezione di Albano hanno fermato il romeno di 21 anni che, guidando ubriaco, sotto effetto di droga e senza patente, ha provocato la sera di Santo Stefano l’incidente stradale in cui è morta la piccola Stella, 8 anni, romana. Il padre aveva fatto appello al ministro Cancellieri segnalando che il romeno era solo “denunciato a piede libero e se ne poteva andare“. Il romeno è adesso ora piantonato dalla Polstrada in ospedale in attesa del trasferimento in carcere. Una situazione incasinatissima, nella speranza che non ne venga fuori un caso diplomatico con la Romania (occhio). Sulla questione, ecco l’opinione dell’avvocato Luca Procaccini:

La custodia cautelare dovrebbe applicarsi solo nei casi codificati (pericolo di fuga, di reiterazione del reato, di inquinamento probatorio). Invece, in Italia,è divenuto l’unico strumento per ottenere certezza di espiazione (almeno in parte) della pena. Così, sull’onda emotiva di un tragico evento luttuoso come quello della morte di una bambina per colpa di un fattone alla guida, e con la verosimile possibilità che questi acceda a forme alternative di espiazione della pena, ecco la custodia cautelare. Così, si offre al volgo il sacrificio del principio secondo il quale si finisce in galera solo dopo sentenza di condanna per dare la sensazione di una giustizia che funziona. La verità è che nel Paese di Cesare Beccaria, in carcere si dovrebbe andare per espiare colpa ed essere recuperati alla società. Al contrario, da noi, in carcere si marcisce senza costrutto, e più di un terzo della popolazione carceraria è in attesa di giudizio che, quando interverrà, comminerà pena che per la gran parte non verrà espiata. Quindi, al gabbio chi guida ubriaco e stronca vite innocenti, ma dopo un veloce processo con pene esemplari e nessuna concessione di sconti e benefici. Altrimenti, il romeno paga solo col carcere preventivo (verosimile che possa tentare la fuga) e l’italiano neanche con quello”.

di Ezio Notte @ 00:00


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