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23 agosto 2013

Viadotto della morte. Autostrade per l’Italia, Aci, associazioni dei consumatori, ministro dei Trasporti Lupi: ma le foto di Google Maps in modalità Street View le avete viste?

Era così, a luglio 2012

Una volta c’era una strage (per esempio, un aereo che cadeva), e i giornali intervistavano i ministri. Cosa sapevano i cittadini. Meno di zero. Si affidavano a quelle strane parole dei politici potenti, magari ignorantelli, ma con le frasi corrette e rivedute dal giornalista. Oggi, c’è una strage (per esempio, il bus di Avellino del 28 luglio 2013), anzi la più pesante disgrazia stradale della storia d’Italia, e con i blog i cittadini si fanno una loro opinione. Fanno eccezione gl’italiani deficienti, che si accontentano di un’intervista in tv del ministro. Ma quelli sono irrecuperabili, rimbambiti come sono dal gabibbo, e al massimo possono spettegolare con una suocera inacidita, di certo non riusciranno a farsi un’idea del mondo che li circonda.

E che cosa hanno scovato i blog? Semplice. I blogger si sono catapultati su Google Maps in modalità Street View, hanno catturato le immagini del viadotto di Acqualonga. Che sono del luglio 2012. E cosa dicono quelle immagini? Che il guardrail era conciato male. Basta posizionare l’omino di Street View per fare un’ispezione. Io noto le seguenti anomalie.

1) Le piastrine di collegamento in basso delle sezioni del guardrail non bullonate, arrugginite, talvolta mancanti.

2) Le quattro cavità dove sono alloggiati i bulloni che fissano ogni sezione al manto stradale sono quasi sempre senza coperchio: niente protegge i bulloni dalla formazione di ruggine (per piogge e sale antineve). Talvolta, manca il bullone.

3) Nella parte alta di giunzione delle sezioni, i due capi del cavo di acciaio sono arrugginiti e giuntati l’uno all’altro quasi sempre mediante una saldatura laterale. Talvolta, il cavo non è giuntato per niente.

4) Le prime tre sezioni di calcestruzzo a inizio viadotto sono poggiate sul manto stradale senza alcun bullone di fissaggio.

Questo, come direbbe un sano azzeccagarbugli, non vale nulla in tribunale. Infatti, il gestore di quella tratta, Autostrade per l’Italia, fra luglio 2012 e il 28 luglio 2013, il giorno della strage, potrebbe aver rimesso in sesto il guardrail. Infatti, il mio obiettivo è preciso: voglio parlare del guardrail di luglio 2012. E capire le condizioni di sicurezza di luglio 2012. Era un guardrail adatto a contenere le uscite di strada dei veicoli?

Io noto che i giornali sono pieni di dichiarazioni di Autostrade per l’Italia, Aci, associazioni dei consumatori. Su argomenti disparati. Mi pare che nessuno abbia commentato le foto di Google Maps. Allora, la domanda che pongo ad Autostrade per l’Italia, Aci, associazioni dei consumatori, ministro dei Trasporti Lupi è la seguente: ma le foto di Google Maps in modalità Street View le avete viste? Ci vedo io male o il guardrail aveva davvero le anomalie che constato? I commenti sono a disposizione per eventuali risposte.

Strano che io, Ezio Notte, piccolo blogger contadino di un blog di campagna, ponga la questione ad Autostrade per l’Italia, Aci, associazioni dei consumatori, e al ministro dei Trasporti Lupi. Dovrebbe pensarci uno di quei quotidiani che, in questo momento, in homepage, mostrano le poppe al vento di qualche sciacquetta devastata dalla cocaina. Urca, che utilizzo intelligente e maturo di Internet.

Dopodiché, vorrei capire l’esatta utilità dell’Aci, che si schiera sempre a favore delle Assicurazioni, ed è da anni un duplicato della Motorizzazione.

Per chiudere, vorrei capire perché le associazioni dei consumatori siedano così spesso allo stesso tavolo di Autostrade per l’Italia e stringano così di frequente accordi con l’Ania, la strapotente Confindustria delle Assicurazioni.

di Ezio Notte @ 00:09


1 commento

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QUI 1 Commento

  1. buongiorno sig. Ezio Notte, complimenti per l’articolo.
    Le foto sono inequivocabili e in Toscana c’è un detto che si adatta al caso.” Reggi che vò a riscuòtere”. Purtroppo in questo sciagurato caso ci hanno rimesso la vita molte persone.In quanto ai quotidiani, probabilmente hanno ” l’ordine ” di non parlarne…Riguardo poi al suo ultimo paragrafo, il tavolo probabilmente è quello da ” pranzo”…
    cordiali saluti

    Commento by barrique — 23 agosto 2013 @ 08:37

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