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21 April 2014

Vita da automobilista italiano

Automobilista italiano: stritolato dai politici

La vita dell’automobilista italiano è così triste e misera che neppure il Fantozzi versione più sfigata. Esci di casa per andare a fare il pieno e ti ritrovi il carburante più caro d’Europa. E dove vanno a finire le tasse che paghi col carburante? Vanno nel portafogli dei politici. I quali non hanno nessunissima intenzione di abbassare le accise. Ma scherziamo?! Se le accise scendono, chi paga gli stipendi ai politici? Poi, ogni anno, devi ricordarti di pagare il bollo auto alla tua Regione. Che con cadenza biennale ti dirà: ci risulta che non hai pagato. Loro ci provano. Magari hai pagato, ma hai perso la ricevuta di pagamento, e sei costretto a versare di nuovo il bollo. Oppure, più semplicemente, la Regione becca l’anziano o la vecchietta di turno che si spaventano, e pagano due volte senza fiatare. Alle Province, carrozzoni superflui la cui esistenza è solo dannosa, vanno l’Imposta provinciale di trascrizione e la tassa sulla Rca, che ha raggiunto livelli allucinanti. Addirittura, con un decreto beffa (per gli automobilisti), le Province sono libere di abbassare o alzare l’imposta sulla Rca. E secondo voi, c’è qualche Provincia che l’ha fatta calare? Quasi tutte l’hanno fatta schizzare al massimo.

Ma forse la vicenda che amareggia di più sono le strisce blu. I Comuni le disegnano ovunque, anche lì dove non ci sono posti gratuiti: il Codice della strada viene calpestato. Dicono che la loro interpretazione delle regole sia corretta. Sarà. Ma è sempre un’interpretazione a loro favorevole, guarda caso. Le strisce blu in periferia sono quanto di più aberrante un politico locale possa concepire: individuano zone di rilevanza urbanistica e il gioco è fatto. Zone di rilevanza urbanistica in periferia? Che assurdità. In ogni caso, dicono i Comuni, abbiamo qui le perizie di studi terzi, esterni, che documentano come quelle zone siano di rilevanza urbanistica. Come no: peccato che quegli studi siano stati commissionati, a pagamento, dai Comuni. Che, a parole, incentivano la mobilità pulita (metropolitana), ma nei fatti stangano chi arriva da fuori in auto. Tra l’altro, non perdono consenso elettorale: chi abita fuori non darà il voto.

La vicenda della Rca lascia esterrefatti. Dopo che la commissione Giustizia ha stroncato l’articolo 8 del decreto Destinazione Italia, dopo che l’articolo 8 è stato stralciato dal Governo Letta, il Consiglio dei ministri l’ha riproposto identico nel disegno legge Zanonato. Con la promessa, sbandierata anche dai tg compiacenti, di un taglio del 23% sulla tariffa Rca. Già: poi vengono persi i diritti alla libera scelta del carrozziere e del medico legale, ci si inchina senza possibilità di difesa di fronte alla scatola nera. E i testimoni di un incidente devi tirarli fuori al volo, subito dopo il sinistro. Se vai in coma dopo l’impatto, e non rintracci i testimoni, sei fottuto: nessuno potrà testimoniare a tuo favore. Alla facciaccia schifosa di una legge che tutela i diritti degli automobilisti. Per fortuna, la Carta di Bologna capitanata da Davide Galli (Federcarrozzieri) combatte, invece, per tutelare i diritti di chi va in auto.

Mi lascia allibito anche la questione Automobile club d’Italia (che gestisce il Pubblico registro automobilistico)-Motorizzazione. Il decreto legge del Governo Renzi, la mattina di qualche giorno fa, prevedeva l’eliminazione di questa stupida duplicazione dei costi. L’automobilista paga due volte. Lo Stato ci perde, mantenendo in vita i dinosauri. Poi, nella notte prima dell’ok al decreto, quella parte che prevedeva il taglio all’Aci è magicamente sparita. Secondo voi, perché?

Pazienza. Questi sono i nostri politici. Meglio la vita del guidatore raccontato su SicurAUTO.it, che creerà un blog chiamato Vita da camionista con una donna camionista. A bordo di un camion, dal Belgio alla Spagna, per raccontare dal vivo gli autotrasportori e affrontare il tema della sicurezza stradale. Povera lei se passerà dall’Italia…

di Ezio Notte @ 11:55


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