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Agenzia antifrode. Caro automobilista italiano, reggiti forte: sento odore di beffa

diEzio Notte

Se ci sono 80.000 truffe Rca l’anno, la prima cosa che uno Stato serio dovrebbe fare è rivolgere alle Assicurazioni una semplice domanda: ma perché non fate nulla per arginare il fenomeno? Avete gli uffici sinistri: che indaghino, che non paghino i possibili truffatori. Il caso più recente riguarda una banda di 500 nigeriani che fotteva automobilisti onesti e Compagnie facendosi tamponare di proposito e vedendosi riconoscere bei risarcimenti, per via del colpo di frusta al guidatore e ai quattro passeggeri. Ci sono volute le Forze dell’ordine per stroncare il fenomeno. Le Assicurazioni, invece, sbrodolavano fuori qualsiasi richiesta di rimborso. Perché?

Adesso, l’attenzione si sposta sul fronte Agenzia antifrode. Io tempo sempre più che sia un’inchiappettata per gli automobilisti italiani onesti.

1)
Se la mette in piedi lo Stato, qualcuno dovrà pur pagarla con le tasse. Se contribuiscono le Assicurazioni, queste caricheranno il costo sulle Rca, che saliranno.

2) All’Ania il Disegno di legge sull’Agenzia antifrode non piace: l’Unità contro le truffe non avrebbe poteri investigativi, ma solo amministrativi. Se alla fine il Parlamento partorisce un’Agenzia che rispecchia il Disegno di legge, sta’ a vedere che le tariffe Rca non scendono: le Compagnie reputano quell’Unità inutile. Della serie: noi vi avevamo avvisato.

3) L’Isvap vuole multare le Assicurazioni. Ree di non aver fornito le informazioni necessarie sugli incidenti, per creare la banca dati, ossia la base dell’Agenzia antifrode. Quindi, quell’Unità contro le truffe è già monca e criticata; e le Compagnie potrebbero essere sanzionate (tranquilli, alla fine, quelle multe le paga l’assicurato con rincari tariffari).