Caro pedone, non diventare predone della strada. Te lo dice anche la Cassazione
L’argomento pedone è sempre delicatissimo, perché se un automobilista ne parla male passa per incivile o assassino. In realtà, il rapporto fra chi guida e chi va a piedi dev’essere considerato alla luce di quanto dice il Codice della strada (che impone il massimo rispetto per il pedone), ma anche di quanto stabilisce la Cassazione, con sentenze interpretative. Sentite la pronuncia numero 14064 del 2010. Che riscriviamo in termini più semplici.
A volte il pedone, anche se ha attraversato sulle strisce pedonali, è l’unico colpevole di un incidente. Se si verificano le seguenti condizioni.
a) Il pedone ha attraversato la strada di corsa immettendosi nel flusso dei veicoli marcianti alla velocità imposta dalla legge.
b) L’investitore dimostra che l’improvvisa e imprevedibile comparsa del pedone sulla propria traiettoria di marcia ha reso inevitabile l’evento dannoso, tenuto conto della breve distanza di avvistamento, insufficiente per operare un’idonea manovra di emergenza.
Ci pare una sentenza intelligente. I pedoni non si trasformino in predoni della strada.