Ci scusi presidente Berlusconi, Le dice niente la parola bollo?
Il Milan a pezzi. Gli attacchi per le feste di Villa Certosa. Sky in pressing asfissiante. La crisi e tutti che chiedono soldi e finanziamenti per campare. Le Case automobilistiche che invocano incentivi prospettando – in loro assenza – una caduta dei livelli occupazionali. Le preoccupazioni del premier sono numerose. Adesso ci mettiamo anche noi a dare fastidio. D’altronde, questo è uno dei compiti di Automobilista.it. Eccoci alla questione, presidente. Lei di sicuro rammenterà la promessa – fatta in campagna elettorale – di cancellare gradualmente il bollo auto: qui (maledizione, Google è una memoria storica spietata!). Quella tassa che, assieme alle altre, strangola ingiustamente gli automobilisti italiani.
Oggi, a distanza di mesi, ci permettiamo di farLe notare che suddetta tassa di proprietà sull’auto esiste. Come prima.
È con vivo piacere che Le diamo due buoni motivi per eliminare il bollo auto, una volta per tutte.
a) Colpisce chiunque, indistintamente. Chi usa la vettura per 1.000 chilometri l’anno deve pagare come chi guida per 20.000 chilometri. Ingiusto.
b) Le Regioni, poverine, sommerse di carta e lavoro, ogni tanto ci dicono che dobbiamo dimostrare di essere in regola col bollo. Per esempio, ci viene chiesto di esibire una ricevuta di pagamento risalente a due-tre anni prima. Chi l’ha smarrita deve pagare. Un bel guaio. Spesso, un doppio incasso, più gli interessi di mora, per le Regioni. Senza dimenticare (noi siamo puntigliosi) la spesa per telefonare al numero a pagamento cui vanno comunicati gli estremi del bollo versato.
Fiduciosi, restiamo in attesa di Sue.