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Danno biologico e tabelle: buona novella

diEzio Notte

Via Cups, Comitato unitario patrocinatori stragiudiziali (per la libera scelta, per le conquiste del diritto vivente), il cui portavoce è Stefano Mannacio, massimo esperto di Rc auto.

“Grande successo del CUPS e della Associazione Vittime della Strada.

Il Sottosegretario Saglia pur esprimendosi a favore della vergognosa mozione di Valducci (firmata probabilmente dalla compagnie) ha lasciato libertà di voto per le mozioni di natura opposta e che chiedevano la rottamazione dello schema di decreto governativo. Questo significa che il nostro incontro ha avuto una certa importanza. Il parlamento ha votato a larga maggioranza (426 favorevoli 6 astenuti) una mozione che ne chiede l’annullamento.

Se dopo questa votazione le nuove tabelle saranno approvate nonostante tale esito vorrà dire, a questo punto, che il governo è commissariato dalle Compagnie Assicuratrici.

Il Presidente della Repubblica comunque non può non tenere conto di tale orientamento nel caso dovesse ritrovarsi il decreto sulla sua scrivania per la firma”.

Sentite Pisicchio, in Parlamento: “In realtà la questione è molto semplice: una sentenza della Corte di Cassazione stabilisce che, per effettuare la valutazione relativa all’entità del danno biologico per la menomazione all’integrità psicofisica, occorrerà far riferimento ad una tabella valida per tutto il territorio nazionale. La stessa sentenza, peraltro, indica anche un modello, ovvero le tabelle applicate dal tribunale di Milano, ritenute più equilibrate e congrue rispetto a quelle di ogni altro tribunale. Bisogna peraltro rammentare che l’esigenza di una tabella unica nazionale del danno biologico si impone, oltre che per ragioni di logica e di coerenza con i principi costituzionali che fanno tutti i cittadini italiani uguali nei loro diritti, anche in ragione di uno specifico dispositivo di legge contenuto nell’articolo 138 del codice delle assicurazioni del 2005. Dunque uniformità delle tabelle parametrata ai criteri del tribunale di Milano.

Cosa fa invece il Consiglio dei Ministri? Modifica al ribasso, nella misura del 40-50 per cento, i valori risarcitori determinando una grave condizione di pregiudizio nei confronti dei cittadini colpiti da sinistri. È stato calcolato che, alla stregua del nuovo criterio, un ragazzo di trenta anni costretto ad una sedia a rotelle a seguito di un incidente stradale vedrebbe ridotto il suo risarcimento da 868 mila a 495 mila euro. Perché di questo si tratta in massima parte, di vittime di incidenti stradali colpite due volte, dalla disgrazia dell’incidente e dalla disgrazia del provvedimento del Consiglio dei ministri. Per questa ragione le mozioni chiedono il ritiro del provvedimento, e per questa ragione chiediamo semplicemente che sia applicata la sentenza della Corte di Cassazione, che impone come riferimento i valori previsti nelle tabelle del tribunale di Milano. La ringrazio Presidente, chiedo scusa all’Aula per quel misunderstanding sulla mozione”.