Divieto di fumo in auto: fra denaro e demagogia
Noi di Automobilista.it siamo cinici. Tanto da ipotizzare malignamente che dietro il progetto di vietare il fumo alla guida si nascondano altre amare verità, diverse dalla sbandierata esigenza di migliorare la sicurezza stradale. Vediamo: 250 euro di multa e taglio di 5 punti a chi fuma in auto. Questa la possibile nuova norma per evitare distrazioni alla guida e far calare il numero di incidenti. Ma abbiamo qualche riflessione di cui farvi partecipi.
a) Chi incasserà le multe da fumo gestirà un bel business: 250 euro a botta sono tanti. Vuoi mettere con quegli striminziti eurini della sosta vietata?
b) Chi ha proposto il divieto di fumo in auto s’è fatto una bella pubblicità: per questo, noi – a differenza dei mass media – non abbiamo voluto nominare i politici che stanno portando avanti l’idea.
c) Non sappiamo fino a che punto sia necessario un altro articolo del Codice della strada. Basterebbe, a questo punto, multare i guidatori che – a discrezione delle Forze dell’ordine – non compiono “tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza”, come già lo stesso Codice dice.
d) Giusto punire i distratti, ci mancherebbe. Giusto scovare ed eliminare le cause della distrazione. Ma allora, perché non eliminiamo anche i cartelloni abusivi che distraggono? Mi riferisco a quelli piantati a pochi metri dalla carreggiata con una ragazza seminuda – riprodotta in foto gigantesca – che ti osserva. E ancora: con le Case automobilistiche che producono modelli dotati di un accendisigari e un posacenere, come ci si regola? L’Italia proibirà quelle vetture?