Droga nelle urine, piano a scandalizzarsi se il giudice grazia il tossico
Dura lex, sed lex. Il modo di dire è perfetto per il caso di un automobilista beccato dalla Polizia in stato alterato a Natale 2007: aveva appena causato un incidente (dalla dinamica non chiarissima). Lo prendono, gli fanno l’esame delle urine in ospedale e trovano tracce di droga. Ma poi il giudice stabilisce che il rinvenimento di tracce di droga nelle urine non basta a provare la guida in stato di alterazione psicofisica. E l’automobilista viene prosciolto dalle accuse di omicidio colposo e di guida sotto l’effetto di stupefacenti. Sul Web, si sono levati cori di protesta: si urla allo scandalo.
Io schifo chi beve o si droga e poi guida. Questo blog, a costo di non attrarre i visitatori ubriaconi e drogati (a differenza di quanto fanno altri siti), si batte contro la guida in stato alterato da alcol o stupefacenti. Sono fra i pochi a schierarmi contro i politici potenti… Pur tuttavia, la decisione del giudice non è scandalosa. Il magistrato ha solo applicato la legge.
Infatti, l’etilometro individua la presenza di alcol nella persona: l’effetto da consumo è immediato e il tipo di esame effettuato consente di collocare le conseguenze dell’alcol nel periodo immediatamente antecedente al fermo. Invece, la presenza di droga nelle urine prova solo che è stata consumata. Ma quando? Le tracce potrebbero essere risalenti anche a giorni prima. Non è punito il consumo, ma l’effetto che genera se ti metti al volante. In definitiva, non c’è prova certa che la guida sia sotto l’influenza dello stupefacente.
L’articolo 187 comma 1 non punisce chi guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti, ma chi guida in stato di alterazione psico-fisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti: occorre accertate lo stato di alterazione e non la semplice presenza di tracce di droga che nel corpo possono permanere anche dopo giorni dall’assunzione.
Magari anche quel giudice, il tossico voleva ingabbiarlo. Come avrei fatto io e come avreste fatto voi. Ma c’è una (dura) legge da rispettare.