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Gli 007 dell’Agenzia antifrodi Rca: un super commento di 006

diEzio Notte

Abbiamo scritto qui un articolo sulle frodi nel settore Rca. Ci siamo chiesti se siano davvero necessari 007 per stroncare il fenomeno. Ecco il commento di un lettore, che preferisce restare anonimo, simpaticamente firmandosi 006. Il quale da oggi è per noi un tag.

Sì, c’è bisogno proprio di battaglioni, non squadroni, di 007. Le frodi oggi sono sofisticate, basate su meccanismi che giocano su fattori complessi e sfruttano ad arte le tante leggi che, per garantire giustamente il cittadino onesto, paralizzano ingiustamente chi deve perseguire il disonesto. A partire dalla legge sulla privacy, per cui Forze dell’Ordine e strutture sanitarie sono costrette a garantire la riservatezza del malvivente negando qualsiasi collaborazione, con questo impedendo alle Compagnie un vero controllo con il quale far valere i propri diritti, che poi sono i diritti dei milioni di loro piccoli azionisti e i diritti degli assicurati quando pagano i premi.

E se porti in tribunale un truffatore, posto che il massimo che rischia è la condizionale (poi i soldi vaglieli a riprendere…), se non stai attento a usare bene quei pochi dati che puoi usare per farli condannare, rischi tu che le frodi le combatti, rischi che il legale del truffatore ti denunci per calunnia, diffamazione e danno biologico, oltre all’acquisizione ed uso improprio di dati coperti da privacy. Così il truffatore se ne va libero per un cavillo, la frode va a buon fine, i premi si alzano e tu che le frodi le contrasti passi i tuoi guai.

Indagare su una sospetta frode costa comunque tanto perché il lavoro, anche se da fuori può sembrare semplice, è un lavoro di vera e propria intelligence, e non può non costare perché non è nemmeno gratis acquisire le documentazioni da parte degli enti, non è gratis il tempo degli investigatori, non sono affatto poche le spese per indagare.

L’ISVAP, che fa tanto la brava ragazza, concede tempi ristretti per fare le investigazioni, e se la Compagnia non rientra in quei tempi subito irroga multe pesantissime. Le investigazioni per frode durano mesi, per farle bene non ci si sta in quei tempi che vuole l’ISVAP. Quindi la Compagnia, o paga la multa e l’investigazione per far le cose fatte bene, oppure considera che il valore della macchina è in genere inferiore al costo della sola investigazione, costo che non può essere scaricato sul truffatore scoperto.

L’ISVAP, però, soluzioni a questi problemi non ne offre mai. La banca dati così come è concepita sarà un flop, un flop grottesco e costoso, perché non puoi portare davanti al giudice un truffatore e dire “ha già truffato”, il giudice ti risponderebbe: “embé? questo caso è una frode oppure no?” Cominciamo allora a *vietare* alle Compagnie di riassicurare chi è stato condannato per frode. Questo sarebbe un inizio. Ma l’ISVAP mica lo propone, manda le ispezioni se chiudi le agenzie dove ci sono il 92% di polizze auto con sinistri sopetti. A chi le tiriamo, allora, le orecchie?