Guidare l’auto a 17 anni: una legnata per il padre di famiglia in crisi
Penso che la possibilità di far guidare l’auto ai 17enni sia un gran fregatura per il padre medio italiano. Parlo di quello che è stato disintegrato dall’euro, non certo del padre che a sua volta proviene già da una famiglia ricca. Il motivo è presto detto.
1) Al ragazzo di 17 anni sprovvisto di patente A1 per le moto, si deve far conseguire quella licenza. Un costo. Che varia molto secondo le autoscuole e altri fattori.
2) Poi gli devi comprare la macchina giusta. Con potenza motoristica (55 kW/t) stabiliti per i neopatentati. Oppure gli dai la tua. Ma questa è un’altra rogna, che il papà si becca col ragazzo a 17 anni anziché a 18 anni. Un guaio, visto che i padri non hanno ossigeno per arrivare a fine mese.
3) Quindi, gli paghi il corso propedeutico, l’iscrizione in autoscuola, i bollettini postali. Spendere spendere spendere. Tutto questo per far guidare a 17 anni il ragazzo anziché a 18.
4) La burocrazia da osservare è roba da manicomio. I soggetti designati quali accompagnatori (fino a un massimo di tre) dovranno avere un’età non superiore a 60 anni, essere titolari da almeno 10 anni di patente di guida (in corso di validità) della categoria B o superiore (con esclusione delle patenti speciali) e non aver subìto, nell’ultimo quinquennio, provvedimenti di sospensione della patente di guida. Se no, sono multe.
5) In macchina ci vanno il ragazzo e l’accompagnatore. Uno solo, non tutt’e tre gli accompagnatori.
Mi spiace. Ma è una serie di rotture di scatole da delirio. Roba che solo un padre più che benestante si può permettere. Che so: un politico.