Io sto con la vigilessa
La presidenza del Consiglio dei ministri ha diritto di fare ricorso contro una multa, anche due multe, tutte le multe che vuole; il ministro Brambilla avrà anche commesso le infrazioni al Codice della strada per motivi connessi all’attività di Governo; però tutto questo ci fa tristezza. Perché anche essere italiani tristi è un nostro diritto, noi che amiamo cantare col mandolino in mano.
Per l’esattezza, e se non morite di noia, vi ultra sintetizzo l’accaduto (via corriere). Tempo fa, una vigilessa di Lecco (cui dedicherei un monumento) fa una multa all’auto blu del ministro Brambilla (in leasing: la contravvenzione, notificata all’intestatario dell’auto, viene girata alla società di leasing di Roma, che la inoltra alla presidenza del Consiglio). Eccesso di velocità; mancato rispetto dello Stop. Si offende qualcuno se dico che con quelle due violazioni viene messa seriamente a repentaglio la sicurezza?
La presidenza del Consiglio ricorre al Prefetto e vince: l’auto blu stava infrangendo il Codice della strada per motivi connessi all’attività di Governo.
Sarà. Ma io sto con la vigilessa. L’ auto blu non aveva la sirena in funzione: solo il lampeggiante acceso. Giusta la multa. Il guaio è che l’infrazione è avvenuta per motivi istituzionali. Ergo, l’annullamento della sanzione è ineccepibile sotto il profilo formale.
Resta un senso di amarezza e sconforto per noi cristiani che paghiamo le tasse. E le multe. Non trovate?