La canna del pirata: non è solo la coca a uccidere in strada
Un pirata doc: prima ha causato un incidente sulla sua Fiat Punto color amaranto, poi ha ucciso uno scooterista, facendolo volare per 100 metri; quindi, la fuga. Infine, la cattura a casa sua. Il pirata 25enne è stato sottoposto a test tossicologici e alcolemici: è risultato positivo alla cannabis, che coltiva proprio in casa. L’accusa è omicidio colposo, omissione di soccorso e detenzione di stupefacenti a fini di spaccio.
Dopo questa ennesima tragedia della strada dovuta a un pirata, Automobilista.it approfitta per ricordare a tutti, specie ai ragazzotti del sabato sera che si fanno di birretta e spinello prima di mettersi al volante, che la semplice canna può davvero rivelarsi una catastrofe. Non è necessario arrivare alla sniffata di coca per diventare pericoli pubblici.
Lo è per chi guida, per i familiari delle vittime, per tutti noi che quando guidiamo, soprattutto nei weekend, scorgiamo facce allucinate in auto o comportamenti aggressivi nei sorpassi e nel mancato rispetto delle distanze di sicurezza.
Se la risposta delle amministrazioni locali si chiama autovelox o T-Red, siamo nei guai: difficile che un ubriaco o un mezzo tossico venga beccato da uno di quegli apparecchi.
È arrivato il momento di sensibilizzare i ragazzi: smitizziamo la canna, vista come un innocuo passatempo, anche prima di mettersi a guidare.