La cattiva Compagnia per il cattivo guidatore del Sud Italia
Da sempre, il rapporto fra assicurati del Sud Italia, specie Napoli e Caserta, e Assicurazioni è pessimo. Le Compagnie accusano qualche automobilista di inventare incidenti e gonfiare i risarcimenti, grazie a microlesioni inesistenti. I clienti, dal canto loro, sostengono che, quando è il momento di tirare fuori i soldi in fretta, le Assicurazioni diventano d’improvviso lumache, da pantere che erano. Si parla, ovviamente, di un unico genere di automobilista che però, inutile negarlo, esiste: quello che organizza le frodi, più o meno piccole, più o meno organizzate dalla criminalità meridionale.
Il fatto è che la truffa, alla lunga, la pagano tutti, anche gli automobilisti onesti, che sono la maggioranza, al Sud come altrove. Infatti, le tariffe Rc auto salgono vertiginosamente, specie nelle due Province summenzionate. Tanto da rendere drammaticamente difficile trovare una Rca adatta, a un costo cristiano.
Ecco allora che si profila all’orizzonte, per i cattivi guidatori (quelli che fanno tanti incidenti, rappresentando un notevole costo per le Compagnie) una Bad Company. Ossia un’Assicurazione “cattiva”, su misura per l’assicurato non virtuoso. Nel mirino, soprattutto i giovani fino a 25 anni del Meridione.
Ma chi sovvenziona la Bad Company? In parte le Assicurazioni private; in parte lo Stato. Ossia noi tutti contribuenti, per capirci. Una cattiva Compagnia, la quale si sobbarchi le spese eccessive dovute ai sinistri numerosi in certe aree del Sud, che vedono coinvolti soprattutto i neopatentati (ma non solo).
Vi chiedo: gradite una Bad Company pagata anche da noi cittadini?