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Le strade di Napoli: fra immondizia e pedoni uccisi

diEzio Notte

Napoli, la città più bella del mondo dopo Roma, è sventrata dalla camorra, sporcata dall’immondizia, umiliata dalle condizioni in cui si deve camminare sui marciapiede e circolare in auto.

Se i cittadini sono costretti a fare lo slalom fra i sacchi d’immondizia che invadono anche le vie centrali, fra olezzi e gravissimi problemi igienico-sanitari (che restano latenti per poi esplodere d’incanto), i bambini non possono neppure camminare in santa pace. Sentite qui, quanta inciviltà.

Due giorni fa. Siamo in un’area pedonale di Napoli. Zona però stracolma di veicoli a motore. Venditori ambulanti nordafricani stendono lenzuoli bianchi sui marciapiede per esporre la mercanzia: non potrebbero stare lì. Un bimbo è costretto a scendere in strada. Qui un’auto (che non poteva circolare), per evitare furgoni in sosta vietata, investe il piccolino. Morto.

Poco dopo, due scippatori – sempre in centro – hanno aggredito in moto due turiste russe. Per fortuna, sono stati acciuffati dai Falchi: un grazie alla Polizia.

Ma il dramma di Napoli è che l’alta borghesia dorme. Sostiene che tutto sommato a Napoli si sta bene, nelle zone centrali. Che sì, i problemi ci sono, ma solo nelle aree periferiche e degradate. Una specie di razzismo interno a Napoli stessa.

La questione meridionale, con Napoli al centro della tragedia del Sud, non è solo dovuta ai politici, alla storia, al Nord predatore. Tutto parzialmente vero, però l’alta borghesia partenopea si appisola sull’immondizia e sulla camorra. Tanto, al bisogno, si va a riposare nella casetta a Capri o a Ischia.