Limite di 150 km/h: e il colpo di sonno dove lo mettiamo?
I contrari al limite dei 150 km/h in autostrada (a certe condizioni, vedi qui) dicono che l’innalzamento di 20 km/h comporterà un aumento degli incidenti. Ma ci sono studi scientifici al riguardo? Non mi pare. Si va a naso. E allora, sempre ragionando a intuito, va considerato anche un altro nemico del guidatore: il colpo di sonno in autostrada, lì dove il limite è basso e viaggiare diventa soporifero. Ecco, i 150 km/h eleverebbero la soglia di attenzione: una botta di adrenalina, utile a far calare i sinistri.
Infatti, il colpo di sonno è una momentanea perdita della veglia che avviene in maniera silenziosa e rapidissima. Un istante, le palpebre pesantissime e il crollo. Spesso con un sinistro terribile. Anche in questo caso, mancano dati certi a supporto, perché – quando si redige un verbale dopo un incidente – le Forze dell’ordine non possono certo inventare cause di cui non sono certi. Le cronache sono piene zeppe di “inspiegabili” invasioni di corsia con frontali devastanti, uscite di carreggiata misteriose, impatti avvenuti senza la minima traccia di frenata: perché? La spiegazione, molto probabilmente, è il colpo di sonno: il guidatore è partito, magari proprio a 130 km/h.
I 150 km/h sono un antidoto alla monotonia e combattono il colpo di sonno. E poi basta con questa storia che i 150 all’ora ti fanno risparmiare solo pochi minuti su medi tratti di autostrada: andatelo a dire a chi macina migliaia di chilometri l’anno. Sommate i minuti e verranno fuori le ore. Tempo in meno in autostrada, con meno pericoli.