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L’Isvap e l’indennizzo diretto: andiamo bene…

Indennizzo diretto: un guaio sopra l'altro
diEzio Notte

L’Isvap (vigila sulle Assicurazioni) denuncia il caro-tariffe, con picchi di 7.000 euro l’anno al Sud. E fin qui siamo d’accordo. Ma poi auspica la “conferma della esclusività della procedura di risarcimento diretto dopo i dubbi scaturiti a seguito della sentenza interpretativa della Corte costituzionale”.

Noi di Automobilista.it ci permettiamo di avanzare due obiezioni.

a) Dopo la sentenza della Corte costituzionale, non ci sono dubbi, a nostro avviso. C’è una certezza: l’indennizzo diretto è facoltativo. I giudici parlano di “possibilità di opzione”: “Non è l’obbligatorietà del sistema di risarcimento diretto che impone le condizioni di un mercato concorrenziale, bensì la ricerca, da parte delle Compagnie, della competitività con l’offerta di migliori servizi, e l’incentivo dei clienti non solo ad accettare quella determinata offerta contrattuale, ma a ricorrere al meccanismo, ove ve ne sia bisogno, del risarcimento diretto, come il più conveniente, ferma restando la possibilità di opzione per l’azione di responsabilità tradizionale, e per l’azione diretta contro l’assicuratore del responsabile civile“.

b) L’indennizzo diretto, da febbraio 2007, combina solo danni. Le Rca salgono. Gli assicurati sono meno difesi. Le truffe sono più facili. Quel sistema andrebbe ghigliottinato. Altro che conferme dell’esclusività.

foto flickr.com/photos/slava