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Multe: i disgustosi 30 giorni per fare ricorso al Prefetto

diEzio Notte

Sta per arrivare un’altra violentissima mazzata sulla testa degli automobilisti: dovranno fare ricorso contro una multa entro 30 giorni, anziché 60. Significa che devi imbastire in tutta fretta la difesa, devi trovarti al volo un aiuto (un legale), devi chiedere a tremila all’ora i documenti utili per contestare la multa. Una lesione del diritto alla difesa.

I 30 giorni sono un regalo nelle mani dei Comuni, che godono come ricci. Faranno ancora di più affari d’oro alla facciaccia degli automobilisti italiani. Chissà perché a loro è concesso un tempo infinito per notificarti la multa: 90 giorni. Fra l’altro, nel Codice della strada c’è pure la fregatura: il conteggio dei giorni avviene dall’accertamento dell’infrazione, non dalla data dell’infrazione. Occhio, molti Comuni ci marciano come galletti su questo cavillo.

Mi fa anche schifo, francamente, il modo in cui i Comuni si difendono davanti al Giudice di pace o al Prefetto: prestampati identici, a prescindere da chi hanno di fronte.

E così, i Comuni, con le loro imboscate, le trappole, i semafori a eiaculazione precoce (scatta subito il rosso), gli autovelox vergognosamente piazzati per fare cassa, distruggeranno ulteriormente il portafogli dell’automobilista. Che se non compra auto nuove, è anche perché stressato dal terrore delle telecamere che ti fottono ovunque.

Trovo incivile che i Comuni debbano rispettare tempi normalmente ordinatori, mentre quelli del cittadino-suddito sono sempre perentori. Se io – privato – mi permetto di violare termini e scadenze, non ho possibilità di difendermi: devo morire. Se il Comune non rispetta le norme procedurali,  il tutto viene considerato come non idoneo a rendere illegittimo l’atto amministrativo.

I Comuni sono così protetti a livello politico, che si permettono ancora di usare gli Speed Check, dopo che il ministero dei Trasporti ha sancito due volte la loro illegittimità. Magari ora i Comuni glielo richiedono: hai visto mai che alla terza ci scappa il cavillo cui appellarsi?

Chiudo con una sana stecca all’Aci, che sbandiera ai quattro venti quanto i Comuni siano buoni a investire i soldi in sicurezza stradale. A parte che è tutto da dimostrare, comunque c’è una legge che impone ai Comuni di sborsare i quattrini. Casomai mancano i controllori e le multe per i Comuni inadempienti.