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Omicidio stradale: sarebbe ora

diEzio Notte

A parte le piccole cretinate del Codice della strada (la multina più salata per fare un favore ai Comuni, due punti in meno a una certa infrazione tanto per far vedere che i politici si attivano nel campo della sicurezza stradale), ecco finalmente un’entrata a gamba tesa per spezzare le velleità di tossici e ubriaconi che infestano le nostre strade. Parlo dell’omicidio stradale. Un reato. Quindi roba da Codice penale.

Per la precisione, un quarto reato, dopo l’omicidio volontario, l’omicidio preterintenzionale e l’omicidio colposo: l’omicidio stradale. Le pene sono più gravi perché assimilabili al livello dell’omicidio volontario più che a quello dell’omicidio colposo. Insomma, se sei pieno fino alle orecchie di alcol o cocaina, e uccidi, l’hai fatto apposta. Sapevi che rimpinzandoti di porcherie tossiche e poi mettendoti al volante, avresti potuto uccidere.

In questo, la Cassazione aiuta: ha contestato il reato di omicidio volontario a un pirata della strada, rinviando il verdetto emesso dalla Corte d’assise d’appello di Roma nei suoi confronti.

Giusto così. Facciamola finita con questi assassini.

foto flickr.com/photos/adforce1